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giovedì 3 dicembre 2015

Il crocifisso dove lo metto?

A poche settimane dal Natale è immancabile la solita pensata goliardica in anticipo sul Carnevale e comunque fuori luogo.
Il preside della scuola elementare di Rozzano ha deciso arbitrariamente di vietare, in nome di una personale interpretazione della laicità, sia i canti natalizi cantati a scuola, sia la realizzazione del presepe adducendo a pretesto che, queste tradizioni urtano la sensibilità e la fede religiosa degli altri bambini e che comunque la scuola, essendo un edificio pubblico deve essere terza e imparziale nei confronti delle religioni professate.
Ovviamente il preside come del resto i docenti si guardano bene dall'osservare come i giorni festivi coincidono "casualmente" con le festività religiose che, in Italia sono cristiane e non solo laiche e che, fare, a spese dei contribuenti due settimane di cazzeggio non urta la sensibilità di credenti e non e neanche degli altri cittadini che a differenza di presidi e docenti lavorano anche a Natale e Capodanno senza che ci siano sindacati a difendere, il sacrosanto diritto di astenersi dal lavorare in quei giorni.
Una visione davvero originale del concetto di laicità che dovrebbe, a mio parere, garantire e tutelare la libera professione di fede pubblica e privata di ciascuno, senza offendere quella altrui invece di sbandierare motivi di laicità e offendere quella della maggioranza che si professa cristiana e che, giustamente vede in queste forme di divieto un attacco frontale alla propria sensibilità confessionale.
A "difendere" chi protestava contro l'assurda decisione del preside sono scesi in campo anche i genitori degli alunni musulmani che frequentano l'istituto, affermando che i canti natalizi e la realizzazione del presepe non offendono minimamente il loro essere musulmani e anzi, vedono in queste tradizioni una forma di integrazione.
Spesso visti come un pericolo pubblico, a volte considerati come professanti una religione dall'aspetto ambiguo, i genitori musulmani sono stati più maturi di un preside che di laico ha solo la voglia di godersi le feste "religiose" che sono per legge obbligatorie alla faccia di chi, per portare a casa qualche euro in più è costretto a rompersi la schiena anche durante le festività invernali.
Il preside, all'indomani della protesta, ha abbandonato la dirigenza dell'istituto non rilasciando dichiarazioni.
Uno smacco forte per i tanti che vagheggiano idee laiche e laiciste ma non sapendo di cosa parlano pensano bene di attaccare una religione in particolare e non una a caso, ma quella maggioritaria per varie ragioni.
Ovviamente i pasionari del laicismo non si azzardano a criticare o contestare la libertà dei musulmani di professare la propria fede perchè, come accaduto per la vignette satiruche del Charlie Hebdo corrono seriamente il rischio di saltare per aria per colpa di un fanatico integralista, o, nei migliore dei casi, trovarsi un migliaio di musulmani incazzati sotto casa che minacciano sfracelli.
I pasionari di una forma malata del laicismo non si azzardano a contestare la libertà degli ebrei di professare la loro fede perchè una cosa simile l'hanno fatta già i nazisti infornandone milioni. Dunque, non si fa lo stesso errore due volte.
Però con i cattolici le cose stanno diversamente. Si può ciarlare liberamente sul fatto che la Chiesa Apostolica Romana abbia, nel mondo oltre 2000miliardi di euro di beni immobili alla faccia della povertà tacendo sul fatto che gli immobili sono quasi esclusivamente donazioni libere e volontarie. Si può far notare con un certo vituperio di come il clero viva in un lusso sfrenato e senza vergogna ma si tace sulle opere di beneficienza compiute ovunque e che, il presunto lusso riguarda solo certi prelati, come lo spreco secolare riguarda bensì gran parte del mondo politico.
Si può battere i pugni sul tavolo adducento a pretesto che la religione cristiana sia una fede tentacolare e oppressiva che, in ogni modo tenta di prendere con ogni mezzo (?) nuovi fedeli, dimenticando che le conversioni in realtà sono libere e spontanee e rigurdano anche persone che erano anche assolutamente estranee alla religione cattolica e non parlano di atti violenti bensì di una "conversione" avvenuta per fattori scientificamente inspiegabili e che la mente umana stenta a comprendere.
I "laicisti" possono mettere alla berlina la Chiesa cattolica per la sua battaglia contro ogni forma di conoscenza scientifica senza sapere che, molto spesso è proprio la Chiesa a chiedere e pretendere che su determinati fenomeni indaghi proprio la scienza cercando spiegazioni razionali e dunque potendo agire liberamente nel riconoscere o no miracoli, apparizioni o altro.
I "laicisti" dunque contrariamente a ogni forma di rispetto, e libertà religiosa attaccano quellacattolica ipocritamente per garantire la libertà altrui negandola alla maggioranza che, a pari degli altri, ha il diritto di professare liberamente la propria fede.
La battaglia condotta da questi personaggi intrisi di una avversione feroce verso la fede maggioritaria e anche ingiustificata sfocia apertamente in una forma non tanto velata di anticlericalismo e ateismo di stampo sovietico in barba, a quanto detto sopra sul vero concetto di laicismo ovvero imparzialita e terzietà dello stato che deve garantire la libera professione di tutti.
A quanti mirano a un modello di laicità assai simile se non superiore a quello introdotto in Francia ricordo che:
1) La Francia resta, nonostante la laicità una nazione a maggioranza cristiana
2) La Francia ha introdotto la laicità avendo i suoi bravi scheletri nell'armadio in tema di libertà religiosa sempre fatta a danno di quella maggiore.

Infatti i transalpini per secoli non si sono certo risparmiati in termini di fede in quanto Carlo Magno ha condotto una guerra anche religiosa contro i Sassoni convertendoli a forza, alcuni re francesi del Medioevo hanno preso la croce accettando di farsi pellegrini in Terrasanta e vantano anche un re santo crociato (Luigi IX), il fondatore dell'ordine dei Templari così come l'ultimo Gran maestro erano francesi e per settant'anni la Francia ha praticamente tenuto per se il papa ad Avignone con tanto di cardinali francesi contrari al suo ritorno in Italia. Napoleone I ha firmato un concordato con la Chiesa Cattolica ripristinando la libertà di culto, Napoleone III ha difeso lo stato pontificio quando è stato attaccato dalle truppe volontarie guidate da Garibaldi nel 1867.
I presidenti francesi tanto laici e imparziali oltre alla carica di presidenti della Repubblica, sono anche non solo co-principi di Andorra ma anche protocanonici d'onore della Arcibasilica papale di san Giovanni in Laterano, titolo onorifico concesso dai papi ai precedenti sovrani francesi.

In conclusione, la faccenda della scuola di Rozzano dimostra come molte persone intendono in concetto di laicità, ovvero non come un modo per creare un dialogo e rispetto reciproco insieme alla libertà di professare la fede, ma di attaccarne una in particolare non solo non potendo fare lo stesso con le altre fedi, ma perchè fa comodo anche per farsi campioni di certe idee personali e alfieri di certe azioni offensive.
La libertà di professare anche pubblicamente la propria fede è valida anche per i cattolici che non hanno diritto di essere offesi nel loro sentimento ne aggrediti nelle loro convinzioni personali, con scuse abominevoli partorite dalla fogna di qualche pseudo laico-anticlericale.



venerdì 20 novembre 2015

Continente trinariciuto

Come volevasi dimostrare. Sono bastati gli attacchi terroristici di Parigi lo scorso 13 novembre 2015 per confermare quanto scritto da me, su questa piattaforma,  nel post precedente.
Tornando sull'argomento della libertà e della democrazia diffusi e predicati a partire dai primi anni del XVIII secolo, è bene notare come questi sani precetti che, si badi bene, non sono e non possono essere prerogativa esclusiva di una classe sociale, siano stati instaurati in Europa colpendo acriticamente, ciecamente una religione che, volenti o nolenti è stata per secoli un vero collante di popoli e culture europee diverse tra loro.
Dalla soppressione dell'ordine gesuita in nome del secolarismo, fino al processo di scristianizzazione forzata in Francia durante la Rivoluzione con il culto dell'Essere Supremo, per finire ai governi anticlericalisti del Messico e all'ateismo sovietico del XX secolo, si vede come il cristianesimo abbia subito attacchi frontali vedendo la religione cristiana esclusivamente sotto le vesti materiali dei chierici e non in quelle della sua funzione e della sua missione oltre alla sua strutturazione.
Adesso a distanza di trecento anni dall'inizio di questo processo di diffusione vediamo come, basta un sentimento umano per attaccare, quello che fino a questo momento era considerato irrinunciabile e sacro come un totem, ovvero la libertà di circolazione e di espressione.
Libertà incrinata non dal di fuori, ovvero dalla follia fondamentalista, quanto dai ventotto rappresentanti della Unione Europea che, come struttura economica e politica di, libero a ben poco, a cominciare da un Europarlamento ridotto a funzione di discussione su quisquiglie.
Ed ecco che, contrariamente a quanto dovrebbe accadere in simili casi ovvero, lasciare all'Europarlamento discutere, decidere e votare eventuali misure straordinarie (paradossali comunque, anche se votate da un organo democratico), questo incarico venga assunto dai ventotto ministri esteri europei che scioccati come donnette isteriche da quanto è accaduto, hanno deciso di "modificare2 sostanzialmente gli accordi di Shengen limitando la libera circolazione di uomini e mezzi che tornaranno a essere controllati alle frontiere.
l'Unione Europea come gli Stati Uniti dopo l'11 settembre 2001 che, con il Patrioct Act pose seri limitazioni e controlli in tutti gli aereoporti, al fine di evitare di imbarcare oggetti pericolosi che potessero essere usati da altrettanti potenziali dirottatori e che, con il Freedom Act di Barack Obama è stato esteso fino al 2019.
All'indomani della strage di Parigi, evidentemente i valori di libertà e democrazia, in Europa non sono così intoccabili e sacri come si voleva far credere se, una colpa delle intelligence nazionali deve essere pagata da tutti noi con limitazioni delle libertà personali e con i cittadini proni ad accettare tutto questo, come proni hanno accettato i precetti democratici e i valori illuministici che avevano precedentemente attaccato i valori e le radici cristiane condivise da tutti.
Contrariamente ai dogmi e alla strutturazione del cristianesimo, ecco che, i precetti democratici mostrano il loro valore secolare e temporaneo che possono essere tranquillamente ristretti agitando lo spettro della paura e del terrore come accaduto in Francia durante il Grande Terrore, in Germania all'ascesa di Hitler, in Italia con Mussolini e negli USA durante gli anni '50 con la "red scare".
Per questa Europa trinariciuta, pronta come la vedova nera che divora il marito dopo esserne stata fecondata, vale una vecchia vignatta satirica in voga ai tempi della Rivoluzione Francese che mostra Robespierre che in una selva di ghigliottine decapita una allegoria della Francia col berretto frigio e in cui era scritto "Non potendo tagliare le teste dei francesi, Robespierre taglia la testa della Francia".
L'europa non potendo incatenare i terroristi incatena i cittadini europei.
Ecco come i grandi valori di libertà, eguaglianza e democrazia, all'occorrenza siano frasi ad effetto che nella pratica possono essere parzialmente rimangiate, in Italia ne abbiamo da qualche anno un esempio pratico, l'Europa segue a ruota. Dunque prepariamoci cittadini europei all'ennesimo: "Contrordine cittadini!"

mercoledì 28 ottobre 2015

Rosso o verde?

Ci mancava solo questa. Con tutti i problemi da risolvere sentivamo davvero il bisogno di accapigliarci su un importante rapporto stilato dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che dimostra come un consumo eccessivo di carne rossa, aumenti del 18% il rischio contrarre il tumore al colon.
Tutto per la gioia irrefrenabile di vegetariani e vegani che non perdono occasione di incolpare, i voraci mangitori di bistecche, accusandoli di fomentare un consumo non eco sostenibile, di aumentare l'inquinamento, di essere uno dei responsabili per lo spreco di cibo e di accettare, consumando tonnellate di bistecche, tutte le torture inaccettabili inflitte agli animali oltre alla dolorosa morte tutto per saziare la voracità incontenibili dei carnivori a due zampe.
Ai novelli franceschisti, e alle anime candide che sono certe di aiutare la natura, eliminando per convinzione la carne dalla loro dieta "verde" sarebbe bene ricordare che si, uomini come Leonardo da Vinci, e Ghandi erano convinti vegetariani e che sono vegetariani anche alcune confraternite religiose cristiane, ma è anche vero che un vegetariano famoso era  Hitler. meno male verrebbe da dire, visto che da vegetariano ha sterminato qualcosa come 17 milioni di esseri umani, figuriamoci cosa avrebbe combinato se fosse stato un cannibale.
Agli hooligans del "piatto verde" sarebbe bene ricordare che, se il consumo di carne è oggetto di un gigantesco giro di denaro, non mi pare che frutta e verdura si possano prendere gratis e che anche questi cibi hanno il loro giro di businnes che fa gonfiare le tasche, non dei poveri lavoratori che li coltivano ma delle grandi industrie di conservazione, e di ingrosso che vendono foglie di insalata e lattuga anche per i panini di Mc Donalds che oltre all' hamburger hanno come contorno proprio la foglia vetegale....
Ai tifosi a senso unico del mangiar verde, che puntano il dito alla maniera di Savonarola urlando su come le bestie vengono macellate per foraggiare il consumo di carne, ricordiamo che frutta e verdura sono organismi pluricellulari viventi alla stessa maniera delle bestiole e che, se potessero avere gli occhi e la bocca per esprimere i loro sentimenti, ogni qual volta un bimbo calpesterebbe i fili d'erba, questo si beccherebbe un vaffa di cuore, ogni qual volta un contadino sradica le coltivazioni vegetali, non credo che sarebbe entusiasta del trattamento rude che lo strappa dal suo habitat meno ancora se sapesse di finire nello stomaco di qualche vegano intollerante, non nel senso alimentare, ma proprio nel senso di capoccia.
Il nocciolo dunque non è incolpare gli altri di essere più inquinanti di tutti o di puntare il dito o esultare per la ricerca di una organizzazione illustre, quanto di capire che, l'organismo ha bisogno di una dieta equilibrata e che, ognuno deve essere libero di mangiare ciò che vuole senza essere additato come un mostro carnivoro o vegetariano. Non è dunque rispolverare la lotta tra caino e Abele la soluzione ai mali della società quanto cercare di sprecare meno cibo possibile puntando su un riutilizzo creativo di avanzi e rivedere anche il sistema produttivo a larga scala che invade gli scaffali di ogni mercato, per poi restare largamente invenduto e finire al macero carne e vegetali inclusi.
La questione è cambiare anche il modo di nutrire terra e animali che spesso ingurgitano per colpa dell'uomo tonnellate di schifezze partendo dai mangimi dopati per gli animali da macello e concludendo con fitofamaci, diserbanti, insetticidi per frutta e verdura che finiscono sulla nostra tavola.
Il punto è capire che se un consumo eccessivo di carne rossa aumenta il rischio (non i tumori) di tumore del 18%, il rischio aumenta anche per coloro che essendo vegani consumano frutta e verdura inquinati con veleni dannosi per ambiente e esseri viventi.
La condanna non deve riguardare una sola categoria di persona in base a ciò che consumano, ma anche a tutto il resto riocordando che pesticidi e diserbanti sono prodotti da industrie  anche multinazionali che sono interessate alla vendita e al consumo intensivo di questi prodotti. Consumare frutta e verdura, non garantiscono l'immortalità dato che molto spesso sono trattati chimicamente prima di arrivare al consumatore.
A proposito, dall'Europarlamento arriva il si al consumo di alghe e insetti spacciati come cibo del futuro. Un giorno forse più che innovativo cibo del futuro saranno le sole cose che resteranno dopo che 10 miliardi di esseri umani hanno divorato carne, frutta e verdura o l'avranno fatta marcire perchè "in eccesso" mentre discutevano se essere carnivori o vegani.

giovedì 15 ottobre 2015

Sacrilegio, doppio sacrilegio, sacrilegio con fiocco....

Si tiene a Roma in questio giorni il Sinodo dei vescovi che sono chiamati a esprimersi (non a decidere) su un tema che sta dividendo la comunità crisitana e le alte gerarchie ecclesiastiche: ovvero concedere o meno l'eucarestia anche a coppie di divorziati e risposati.
Innanzitutto partiamo da una precisazione doverosa. Il divorzio è una legge dello stato italiano varata all'inizio degli anni '70 e confermata tramite un referendum popolare che ne chiedeva l'abrogazione.
La Chiesa Cattolica Apostolica Romana ha sempre combattuto, contrastato, la legge battendosi accanitamente affinchè il referendum popolare abrogasse la legge che istituiva "lo scioglimento" del matrimonio civile.
La stessa Chiesa non riconosce alcuna validità al divorzio in quanto esso non scioglie definitivamente in alcun modo il vincolo matrimoniale che si interrompe, secondo la dottrina, esclusivamente con la morte naturale di uno dei due partner.
Il cattolicesimo prevede, come del resto, lo stato italiano, l'annullamento del matrimonio, secondo regole e modalità ben definite e specifiche, ad esempio: la costrizione, la minaccia, un matrimonio svoltosi senza l'accordo dei due coniugi o, più semplicemente perchè è venuto meno l'obiettivo principale del sacramento ovvero, la nascita dei figli dunque la consumazione del matrimonio.
Qualcuno potrebbe benissimo chiedersi quale differenza intercorra tra scioglimento del vincolo matrimoniale e annullamento: la differenza è che il divorzio viene sancito tramite articoli di legge e stabilito da un giudice secolare in una aula di tribunale in base alle leggi vigenti ma che non "cancella" il vincolo matrimoniale ma stabilisce in sostanza che i due partner liberi dal legame possono contrarre nuove nozze. Dunque il matrimonio precedente è, ragionando in termini religiosi, ancora valido, ergo per la Chiesa cattolica i divorziati risposati,  congiungendosi con un altro partner si macchiano di un peccato mortale gravissimo quale la bigamia.
Non riconoscendo validità al divorzio, la Chiesa impedisce la celebrazione di nuove nozze a uomini e donne divorziati e non concede il sacramento dell'eucarestia a essi in quanto in stato di peccato mortale.
Anticipando i commenti superflui a questa esposizione dei fatti, dico subito che, quanto scritto sopra non è quanto sostengo io, povero (in)fedele ma quanto stabilisce da decenni la Chiesa cattolica all'interno della sua dottrina e del suo insegnamento. Se ciò rende retrograda la religione cattolica, a tratti liberticida e amorale, si sappia che la religione cattolica non può per natura essere un organismo democratico intendendo "democrazia" il concetto sviluppato a partire dal settecento con l'affermazione dei diritti dell'uomo e del cittadino e via discorrendo. Quindi misurare la dottrina e il comportamento della Chiesa in termini di illuminismo e liberalismo e diritti umani è quanto più sbagliato si possa fare, la Chiesa cattolica non risponde al mondo secolare e ai suoi "principi" in quanto porta avanti una dottrina lunga oltre duemila anni.
Chiusa questa parentesi, passiamo ai fatti di giornata.
Durante i lavori del Sinodo un vescovo parlando davanti all'assemblea, ha esposto un episodio strappalacrime ma che, analizzandolo, suscita un moto di scandalo e di indignazione per chi conosce a fondo il funzionamento della Chiesa Cattolica.
Il vescovo in questione ha detto che durante la celebrazione della messa a cui partecipavano una coppia di divorziati, non potendo, il vescovo concedere il sacramento a nessuno dei due ha visto il figlio della coppia scoppiata prendere in mano l'ostia dividerla in due e consegnarla, con un gesto di carità, a entrambi. Fiumi di lacrime italiche, fazzoletti a portata di mano, commozione allo stato puro, una esplosione di buoni sentimenti per i soliti imbecilli che si lasciano abindolare da episodi simili.
In realtà osservando crudamente l'episodio si tratta nient'altro di uno dei più gravi e pericolosi casi di sacrilegio compiuto ai danni della particola che, come tutti sappiamo, per il dogma della Transunstanziazione diventa sangue e corpo di Cristo.
Fino al Concilio Vaticano II era impensabile, inconcepibile, assolutamente vietato prendere da parte del fedele la particola consacrata direttamente dalle mani del sacerdote, in quanto atto sacrilego che veniva aspramente punito. L'atto è sacrilego tutt'ora anche se il "reato" è passato in secondo piano data la abitudine dei fedeli che ogni domenica si lasciano, per così dire, prendere la mano.
"Reato" non perseguibile più di tanto, o meglio non come cento anni fa, in quanto il fedele sarebbe anche autorizzato a prendere la particola consacrata con le mani. Perchè?
Perchè Paolo VI a conclusione del Concilio Vaticano II firmò a malincuore e anche controvoglia e addirittura con inganno un documento in cui si stabiliva un indulto per quei fedeli che, per sbadataggine o ignoranza avessero preso tra le mani l'ostia direttamente dalle mani del sacerdote.
Quindi tutto finito? No, perchè per i tanti che sono addentrati nel meccanismo della Chiesa e praticano costantemente la fede cattolica, l'atto di prendere tra le mani l'ostia rimane sempre un sacrilegio gravissimo in quanto offende il corpo e il sangue di Cristo. A conferma di tale fatto faccio un esempio un po' lontano e un po' diverso che  potrebbe rendere bene l'idea:  Alessandro VI alias Rodrigo Borgia durante la celebrazione solenne della messa, fece cadere involontariamente una particola per terra, un suo assistente prontamente si accinse a raccoglierla, quando fu briscamente fermato dal papa che gli ordinò di lasciarla stare dov'era. Il gesto suscitò ripugnanza perfino a un ecclesiastico che commentò la vicenda scandalizzato al termine della funzione.
Concludo nel far notare su come certe notizie suscitino facilmente l'emozione lacrimosa dei cittadini comuni che vedono nella negazione dell'eucarestia ai divorziati risposati una intollerabile ingiustizia accusando la Chiesa di essere matrigna.
In realtà le cose studiandole stanno in maniera completamente diversa: non è la Chiesa ad allontanare i fedeli, in quanto il messaggio e la dottrina riguarda e raggiunge tutti e tutti i ceti sociali senza distizione (altro che la democrazia e i diritti umani...), ma sono i fedeli che compiendo una scelta, offerta dal mondo secolare come un atto di progresso, si allontanano dalla Chiesa. Essa agisce e si comporta secondo una dottrina vecchia di due millenni che non può e non deve essere misurata con i parametri del concetto del mondo secolare i cui valori e i cui principi sono labili e possono essere rimangiati.
Per cui cari lettori prima di stracciarvi le vesti dopo aver ascoltato o letto il racconto del monsignore in questione e lasciarvi scappare la lacrimuccia da coccodrillo, cercate di capire, come funziona il meccanismo della Chiesa e cosa dice la dottrina della stessa in proposito a episodi simili, prima di ululare alla luna il vostro dolore o fare come le volpi che, non potendo raggiungere l'uva dissero che era acerba.

sabato 22 agosto 2015

"Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo Paese" Atto III

Ancora una volta a commentare sull'ennesima figura di cacca di questa fogna italica a cielo aperto.
I funerai svoltisi nei giorni scorsi di Vittorio Casamonica boss di una delle famiglie della mafia capitolina ha scatenato una montagna di polemiche e, cosa non solo non secondaria, ma irritante, le opinioni scellerati di opinionisti, tuttologi e canagliume del social network.
Come sempre adesso si cerca di chiudere la stalla quando ormai i buoi sono scappati e quando tutto èì finito: le esequie degne di un principe della vecchia nobiltà romana scadute nel trash che è il costume della gentaglia mafiosa, si sono svolte tranquillamente gestite dagli stessi parenti della vittima come se si trattasse di gestire un qualunque affare mafioso o un traffico di stupefacenti.
Ciò che manda in bestia è che le istituzioni, a partire dal ministro dell'interno, dal prefetto di Roma, dal comandante dei carabinieri, per finire alla polizia municipale sapevano ciò che sarebbe accaduto e hanno addirittura prestato il fianco fingendo di non sapere, dichiarando oggi, che "ci sono stati errori gravi nella vicenda" come a dire "ci scusiamo per il previsto disagio".
La cosa peggiore è che, come nella migliore tradizione italica adesso si urla allo scandalo, si chiede la testa dei responsabili, si agitano le forche, si minaccia la sommossa virtuale quando sarebbe bene fare prima uno scrupoloso esame di coscienza.
Da decenni la corrente permissivista e deregolamentatrice di certa politica ha permesso che si arrivasse a tanto sfacelo.
Le leggi che hanno consentito al giudice di firmare il permesso ai parenti del boss, in carcere di assistere ai funerali, non esiste dall'altro ieri ma è frutto di un percorso legislativo che mettendo in evidenza i vantaggi, ne ha nascosto volutamente gli svantaggi.
La legge che ha introdotto in Italia ( e altrove) la concessione degli sconti di pena, delle pene  alternative, la possibilità di scarcerazione per buona condotta et similia, sono il risultato di ragionamenti irresponsabili che puntando sul fatto che il sistema penitenziario deve essere un sistema rieducativo, hanno tralasciato quello punitivo snaturandolo e ponendolo all'angolo.
Non sono una persona che pretende la reintroduzione della pena capitale (giammai!), ma neanche una persona che è disposta a osservare che criminali inveterati escano ed entrino a piacimento (loro) dal carcere con le istituzioni impotenti perchè permissiviste. Forse è il momento di rivedere la struttura di questo Paese ormai insostenibile puntando decisamente su un modello centralizzato e gerarchizzato osservante dei diritti umani e della libertà ma, che si assuma le sue responsabilità.
Sulla Chiesa che solo oggi si infuria urlando anch'essa allo scandalo, nulla da dire. Partendo dal prete esso non ha colpe in quanto il funerale è un sacramento cristiano che non può essere negato solo perchè il defunto è un ex galeotto ed ex delinquente, d'altra parte si fa notare che la stessa parrocchia ha negato le esequie a Piergiorgio Welby, decisione discutibile ma si dimentica che i funerali non sono un diritto dell'uomo e del cittadino da reclamare, ma un sacramento e un tempo, i suicidi (per la Chiesa forse si tratta anche di ciò nel caso di Welby) venivano seppelliti in terra sconsacrata con i cani, altri tempi, e anche altro sentimento cattolico, puro e senza compromessi, sceso a prostituirsi, oggi, con il positivismo e il relativismo di matrice secolare.
Del resto non vedo neanche perchè pretendere il commissariamento come scrive Saviano, in quanto non ci sono gli estremi e neanche per un periodo di interdizione (l'interdetto è una misura punitiva ecclesiastica che proibisce la celebrazione della Messa all'interno della Chiesa e all'interno della comunità colpita), ci sarebbe forse da discutere sul fatto che forse (ma le prove?) il prete sia stato corrotto o "costretto" a cedere davanti alla prepotenza di certi elementi, ma, per l'appunto, lo si venga a dimostrare.
Restano le immagini eloquenti di una figuraccia internazionale che ha messo a nudo le incapacità di una classe politica e dirigente incompetente che avrebbe dovuto essere spazzata via con tanto di esonero generale.
restano le frasi fatte, i commenti, le polemiche, degli utenti e dei cittadini bovi cornuti e mazziati che invece di pretendere spiegazioni prima hanno ceduto sullo snaturamento del sistema carcerario in senso più buonista, poi adesso, ne piangono le dolorose conseguenze e la sfacciataggine dei parenti del boss defunto, esaltandosi per il papa social che va a messa con i fedeli ma non esige di sapere la dottrina del Buon Pastore oppure, dall'altro lato si chiede la chiusura della parrocchia come se fosse un covo di militanti o di terroristi cattivi che negano ad uno ciò che concedono ad un altro, misurando la Chiesa e la sua dottrina con metro inutile dei diritti dell'uomo e del cittadino.

giovedì 18 giugno 2015

La fogna del Mediterraneo.

Dovevo aspettarmi una notizia simile, ma sinceramente, leggendola, sono comunque disgustato.
Fabrizio Corona l'ex re del gossip condannato a 13 anni di carcere (ridotti poi a nove), è stato scarcerato dal carcere di Opera e sarà affidato all'associazione fondata e gestita da don Mazzi.
Non c'è proprio nulla da fare, un Paese ridotto sul lastrico non riesce neanche a mantenere un simulacro di serietà applicando rigorosamente la legge, lasciandosi commuovere dome una donnetta dal "grido di dolore" di mamma Corona e figlio che gridavano a mezza Italia non tanto l'innocenza del condannato (in quanto era imputato per una montagna di reati) quanto per la salute cagionevole di Fabrizio, a loro dire incompatibile col carcere per via degli attacchi di panico. Chissà da dove saranno spuntati gli attacchi di panico, visto che l'ex manager dello scandalismo spiccio, di attacchi, prima dell'arresto, gli aveva dati solo di arroganza e di sfuriate nei talk show.
Ci si perde oggi, nel commentare la notizia magari, affermando che, la condanna a Corona era ingiusta in rapporto a come sono trattati delinquenti comuni, come se la colpa fosse esclusivamente del magistrato e non dei vari governi che hanno reso una barzelletta l'applicazione delle sanzioni (non) previste.
Del resto forse non dovrei essere neanche così disgustato visto che questà è solo l'ultima di una serie di figuracce fatte dal nostro Paese nei confronti di tutto e di tutti, come se, l'Italia fosse una sorta di scemo del villaggio, cui piace essere presa a calci e pugni dai suoi concittadini felici di manovrare un simile allocco.
Volendo spolverare vecchie figuracce internazionali dobbiamo partire da lontano.
La seconda guerra di Indipendenza fu vinta, per così dire, solo grazie all'aiuto decisivo della Francia Napoleonica convinta a entrare in guerra contro l'impero asburgico, non tanto per l'intelligenza diplomatica di Cavour, quanto per la puttanaggine della contessa di Castiglione, Virginia Oldoini, come dire nome omen... non solo, la Francia Napoleonica, a dispetto degli accordi, voltandoci giustamente le spalle si accordò per una pace separata con Francesco Giuseppe. Risultato Lombardia ceduta alla Francia (come accadrà al Veneto sette anni più tardi), che viene rigirata al Regno di sardegna.
Non bastanti le due di indipendenza, a unificazione quasi completata, il nosto "bel paese" alleandosi con la Prussia di Bismarck, dichiara nuovamente guerra all'Austria. Finale tragicomico: sconfitti e in rotta a Custoza, veniamo affondati a Lissa prendendoci anche lo scherno dell'ammiraglio austriaco che afferma "Uomini di ferro su barche di legno sconfiggono navi di ferro guidate da teste di legno". Una riedizione della frase di Metternich dell'Italia espressione geografica.
Della prima guerra mondiale neanche a parlarne, all'indomani della rotta di Caporetto il comando italiano viene chiamato davanti a quello franco-inglese neanche si trattasse di uno scolaretto discolo. Costretti a cambiare capo di stato maggiore e vincere la guerra grazie anche alla spinta alleata.
La seconda guerra mondiale è cosa risaputa e i gesti di supposto eroismo affogano nell'armata brancaleone con in mano le schioppe di trent'anni prima.
Gli ultimi anni sono una goliardica storia recente: governi che cadono tra le urla di giubilo di parlamentari che festeggiano a champagne e mortadella, presidenti del consiglio che si abbandonano nelle ville a feste burlesque, ministri incapaci che compiono gaffe a ripetizione, un elettorato idiota che però vota convintamente gli stessi imbecilli. Chi si somiglia si piglia.
Per tacere dei compitini europei spediti e imposti dalla UE e dalle risate dei presidenti francese e tedesco sulla serietà di questo Paese.
Non c'è nulla da stare allegri, se mai ci fosse stato qualche motivo. La canaglia avente diritto si ostina a eleggere i soliti idioti che da idioti commettono idiozie, come sono idiozie quelle vomitate per commentare il giubilo suscitato dalla scarcerazione di Corona.
Aveva ragione quell'ammiraglio austriaco che dopo la battaglia di Lissa, ci definì teste di legno su barche di ferro, una barca di ferro, simile a un vecchio stivale che imbarca acqua , o meglio la perde come un tubo di fogna rotto.

domenica 14 giugno 2015

L'eco dell'ignoranza.

Rieccomi qui a scrivere sulle nuove uscite di Papa Bergoglio, forse non tanto su di lui, quanto degli ignoranti che bevendo tutto ciò che si dice, con il senso critico sotto terra, esultano per le frasi pompate ad arte.
Riepiloghiamo. Qualche giorno fa, di ritorno da una visita in Bosnia, il pontefice, intrattenendosi con alcuni giornalisti, sull'aereo, ha lanciato affermazioni che, per alcuni sono state un pugno allo stomaco, quando in verità si tratta, in ultima analisi di un richiamo. Le frasi incriminate sono le seguenti: "La chiesa non ha bisogno di veggenti e neanche di messaggi alle quattro del pomeriggio." "Non affogate la fede in un religione soft" un richiamo non tanto velato al "caso" Medjugorje cui la Chiesa nonostante alcuni anni passati nello studiare accuratamente il caso, non si è pronunciata. Le frasi di Bergoglio hanno, giustamente scatenato una diatriba tra  feroci denigratori dell'ultima sede mariana, e convinti sostenitori, oltre che un ginepraio di vuote parole e opinionisti parolai.
Leggendo attentamente le frasi del pontefice, non si trova nulla di strano, ne di scandaloso, dichiarando che alla Chiesa non servono, per esistere, veggenti, che in realtà, quando riconosciuti come tali, sono solo mero strumento per diffondere il messaggio. Forse più discutibile potrebbe essere la frase sui messaggi inviati alle quattro del pomeriggio.
Non è un mistero che la principale "veggente" di Medjugorje si presenti puntualmente ogni due di gni mese per ricevere presunti messaggi mariani. Ovviamente per chi si sofferma sul fatto delle coincidenze, si potrebbe obiettare che, nel passato non tanto remoto, i veggenti ricevevano i messaggi con una certa puntualità e quasi sempre allo stesso posto e che, i messaggi, analizzandoli, non pare essere cambiati di una virgola.
Per chi invece ragiona più profondamente, il Papa richiama il "gregge" nel non badare e nel non dare importanza a quando e dove il messaggio viene comunicato, ma alla sua natura, al suo significato profondo.
Le frasi del pontefice hanno siscitato reazioni da parte di convinti sostenitori della località bosniaca, come l'ex presentatore e inviato Paolo Brosio che ha affermato che a Medjugorje si sono compiuti e si compiono, quasi quotidianamente, eventi inspiegabili come guarigioni da malattie impossibili, conversioni e su come nella località i fedeli recitino devotamente preghiere, compiono digiuni, pregano il rosario etc. Ci mancherebbe altro, verrebbe da dire, le parole del papa non si riferivano al comportamento tenuto all'interno della località su cui la Chiesa esita a esporsi ufficialmente, quanto al richiamno stesso al fedele nel non cadere nel materialismo del come e del quando viene comunicato il messaggio.

Siccome i media non contenti di scribacchiare stupidaggini sono alla ricerca di frasi ad effetto, pare abbiano trovato (epurando parte del contenuto intrinseco) l'Uomo della Provvidenza. Nuova dichiarazione del papa: "La chiesa è pronta a fissare una data comune per la celebrazione della Pasqua". Apriti cielo. I media ignoranti pompano la notizia facendola passare per una svolta epocale, l'eco dell'ignoranza raggiunge l'acme, un punto di non ritorno, uno squallido nirvana.
Sembrerebbe che ortodossi e cattolici facciano apposta a non celebrare insieme la Pasqua per via dello scisma (a proposito, chi lo sa?) mai ricomposto cui pendevano su entrambi, fino al 1965, le scomuniche ufficiali comminate quasi mille anni prima.
In realtà le cose stanno diversamente, ma i media, strumento di lurido mercato, non si dilungano in spiegazioni perchè il prodotto (la notizia) non sarebbe appetibile sul mercato e resterebbe invenduta.
La Pasqua è una festa mobile fin dal primo Concilio di Nicea del IV secolo d.C. convocato dall'imperatore Costantino (l'uomo del "in hoc signo vinces" prima della battaglia di Ponte Milvio) in cui si stabili che fosse celebrata e festeggiata la prima settimana dopo il primo plenilunio dell'equinozio di primavera fissato il 21 marzo, dunque sarebbe un po' difficile rifare tutto da capo senza neanche convocare un Concilio apposito che metta d'accordo ortodossi e cattolici.
Punto secondo, la differenza nei tempi di celebrazione è molto più pratica: gli ortodossi hanno ancora in vigore il vecchio calendario giuliano, mentre i cattolici utilizzano dal 1584 il calendario Gregoriano. Il nome dell'attuale calendario deriva dal Papa Gregorio XIII che, con una squadra di scienziati, si rese conto che il calendario giuliano, per la sua conformità aveva accumulato dall'anno del suo utilizzo (46 a.C.) al 1584 un ritardo, nel fissare la date dell'equinozio di ben dieci giorni e che, dunque continuando  ad utilizzare, il vecchio calendario si sarebbe dovuta celebrare la Primavera e la pasqua in piena estate. Il nuovo pontefice corresse con gli studiosi matematici e astronomi,l'errore portando in avanti di dieci giorni il nuovo anno e abbandonando il vecchio calendario giuliano per quello, per l'appunto gregoriano.
Ciò influì ovviamente sui rispettivi tempi di celebrazione della Pasqua. Quello che è stata una affermazione di ottimismo si è trasformata in una svolta epocale, quando in realtà gli ostacoli da superare sono tutti in piedi. Basterà fissare una data comune per la riappacificazione e la riunione? saranno disposti gli ortodossi a passare al calendario gregoriano, magari mettendo da parte il non riconoscimento del primato petrino? E poi il papa come pensa di proseguire? Chi convincerà gli ortodossi sulla questione del filioque? E sulla Trasunstanziazione? Facile, far credere agli ignoranti di ogni ceto sociale che basta una affermazione per una svolta epocale, in relatà, le differenze sono tante e solo gli stupidi non se ne accorgono, come quanto spiegato sopra.
I tempi sono quelli che sono e il mercato, anjche quello giornalistico, ha deteriorato la qualità dell'informazione e del sapere per sposare il guadagno e il profitto.

domenica 31 maggio 2015

"Abaso la squola"

Avrei dovuto intitolare il post con la celebre frase "Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo Paese" ma ho già dato e non sarà difficile per il lettore capire il motivo per cui ho scelto il titolo messo tra virgolette.
Qualche giorno fa sono arrivati i dati statistici relativi alla qualità culturale dei nostri "bravi" scolaretti che frequentano le scuole nazionali. Sconfortante, non rende l'idea e neanche provare un senso di vergogna e di imbarazzo serve a far cambiare direzione anzi,  pare che si voglia  proseguire sulla stessa strada amplificandone possibilmente i danni.
I ragazzi italiani in età scolare, svelano i dati, sono i più ignoranti dopo quelli greci, in particolare in matematica. Se però si potrebbe capire il dato riferito alla Grecia in correlazione alla sua disastrata sitiuazione economica, non si capisce quella italiana, almeno apparentemente, eppure una spiegazione esiste.
I tagli draconiani applicati alla scuola pubblica arrivati a privare di fogli di carta e carta igienica, non sono l'unica spiegazione plausibile anche se principale, ma parte da una mancata rivoluzione che doveva riguardaretti gli istituti pubblici di insegnamento partendo dalla qualità del corpo docenti che reputo inaffidabile, incompetente, mandato allo sbaraglio armato solo di inutile affetto materno e raffigurato dalla classica matrona bonacciona sempre disposta a comportarsi come una mamma chioccia invece di essere una lavoratrice professionista. Insegnamento vecchio di millenni, assolutamente inadeguato che non insegna a utilizzare l'intelligenza  e il senso critico ma si limita (ed è già tanto) a rimpinzare i trenta beduini a classe con nozioni lunghe e noiose che, ingurtitate a forza, sono viste come una tortura. Tempo breve e molto spesso sprecato. Gite, festività, ponti e assemblee sindacali sono tempo sottratto all'insegnamento per la gioia dell'ignoranza che, per un passo perso durante le ore scolastiche ne prende dieci durante le feste comandate (Comandate anche dalle suddette assemblee e riunioni varie).
Pessima educazione: i beduini nostrani viziati e ineducati dai genitori restano viziati e diventano maleducati dentro le scuole, per via di una organizzazione e una funzione degli istituti ormai scadente se non scaduta. La scuola che dovrebbe essere luogo di studio e osservanza ferrea delle regole e sfornare cittadini modello, sforna mentecatti che vivono per infrangere e violare le regole.
Il discorso in se per se è utopistico è lo è ancora di più proporre soluzioni per migliorare e cambiare rotta, dunque mi limito a lamentarmi sull'ultima "genialata" che arriva da internet. Una petizione lanciata on line chiede espressamente di abolire i compiti a casa visti come un inaccettabile supplizio a cui alle teste di legno degli studenti sono costretti a partecipare anche i genitori, costretti ad assistere le loro teste di legno a casa. La petizione annuncia afflitta e scandalizzata che i nostri 2bimbi" studiano tre volte i sud coreani senza aggiungere che non imparano niente di ciò che imparano i sud coreani, vuoi per pigrizia e distrazioni (tv, tablet, computer, videogiochi) vuoi per la qualità dell'insegnamento e degli insegnanti scaduta da tempo.

In Italia, paese di santi, navigatori, poeti e furbacchioni, siamo sempre pronti a indicare la soluzione più comoda ma mai quella giusta limitandoci a guardare il dito e non la luna. Innanzitutto bisogna partire dal presupposto che bisogna pretendere un insegnamento più moderno, efficace e completo e che ciò non si deve però ottenere concedendo ore da riempire ma serve l'intera giornata, che i compiti e gli esercizi non devono esserte svolti a casa ma in classe e nelle biblioteche sempre all'interno delle scuole, abituando gli studenti al silenzio e alla concentrazioni invece di contare su mamma e papà già indaffarati a tener stretto il loro lavoro o cercarsene uno e farsi distrarre da altre cose che con i "doveri" non hanno alcun legame. Si deve entrare nell'ordine delle idee che si può fare a meno di iscrivere il proprio figlio/a a nuoto, calcetto e danza (quindio sborsando denaro) perchè tanto fenomeno come Messi, esso non diventerà mai, ma ha, grazie alla scuola a cui deve essere dedicata l'intera giornata, la possibilità di diventare un bravo cittadino e un ottimo scolaro con un futuro roseo, almeno sulla carta.
Si punti a valorizzare l'insegnamento e chi insegna retribuendolo adeguatamente a premiare il merito e punire il demerito e la colpa lasciando carta bianca agli insegnanti che non devono subire aggressioni da mamme isteriche se un loro figlio è stato bocciato a calci in culo perchè dormiva durante le lezioni o scarabocchiava invece di svolgere i compiti. La cultura non può essere relegata ne competere spazio con altre attività o le si concede la priorità assoluta oppure, a questo punto è bene fare un passo indietro: mandare i figli a calcio e nuoto e pagare una schiera di precettori privati privando tutti della scuola libera, gratuita e obbligatoria tornando indietro a masse di analfabeti belanti e tremanti e una cerchia di colti, sapienti che dominano la massa col terrore e con l'inganno.

venerdì 20 febbraio 2015

Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo Paese. Atto II

Evito di raccontare quanto accaduto ieri a Roma prima della partita di Europa League tra Roma e Fayenord, le conseguenze, purtroppo sono sotto gli occhi di tutti. Un capolavoro di Bernini la cosiddetta "barcaccia" irrimediabilmente rovinata per sempre. Al danno la beffa, lo stesso capolavoro era stato appena sottoposto a un restauro, verrà di nuovo restaurato ma scordiamoci che la fontana torni come prima, un pezzo di Roma se ne andato danneggiato dalla follia di un branco di bestie che, avrebbero dovuto essere lasciate lontano dalla capitale.
E' il giorno delle riflessioni, dei mea culpa inesistenti, dei finti soccorsi, di volontari dichiaratidsi disponibili a diventare come Santa Caterina: mettere le grate di ferro alle finestre dopo aver subito il furto. Non servirà a nulla.
C'è di peggio: questo stramaledetto paese trattato come l'ultimo degli schiavi d'Europa ha dovuto subire il no secco dell'ambasciatore olandese che, pur condannando gli atti di vandalismo ha fatto saperte al sindaco di Roma che, L'olanda come stato, non si ritiene responsabile di quanto è accaduto e non scucirà un Euro per i danni provocati. Se la sbrighino da soli nel bel Paese....
Non poteva essere diversamente dopo quello che siamo diventati negli ultimi anni e forse siamo sempre stati, un sott'ordine di nazione inconcludente, incapace, buono a nulla di cui diffidare sempre e a ragione, accolti a braccia aperte ma trattati come lo scemo del villaggio d'Europa perchè scemo, davvero questo Paese lo è davvero, composto da scemi in tutti i settori politica in primis.
Scemo al limite dell'idiozia il sindaco Marino che ha aperto le porte della capitale a una marmaglia di senza cervello, subire uno stupro artistico, chiedere col cappello in mano un aiutino all'Olanda e prendersi la sberla del "No". Sarebbe il primo, in un Paese normale a essere preso a calci nel sedere.
Il prefetto: che dispiega uomini e mezzi ma non riesce a impedire l'oltraggio, fuori da Roma anche lui, magari in esilio lontano dall' Italia come i savoia.
Il ministro dell'interno: inesistente, incapace, non ne abbiamo davvero bisogno, cacciato senza ritegno se fosse, l'Italia un Paese serio, ma resterà lì dov'è a prendersi soldi e prendere in giro tutti.
Il Presidente del Consiglio: pubblicizza con entusiasmo il job act, ma non ha ancora rilasciato una condanna ferrea e preso provvedimenti magari alzando la voce contro l'Olanda e il club del Feyenord. Per il Fiorentino la "barcaccia" devastata sarà uno dei tanti locali di Roma, gli alcolizzati olandesi hanno un po' esagerato, vabbè, meglio un locale distruttoi a Roma che non i barbari a Santa Maria Novella, e poi non ha tempo, il premier deve specchiarsi....
Gli Italiani: pronti a diventare farisei quando le catastrofi umane si abbattono sul nostro Paese ma mai a pretendere che le autorità muovano il fondoschiena per tutelare l'immenso patrimonio artistico, stiamo scherzando? C'è la Maggica non possiamo perdere tempo per un blocco di pietra...
Mettete insieme tutto ciò è il disastro è servito. La colpa non è solo degli ominidi ubriachi che hanno scorazzato per la capitale, ma anche nostra che non amiamo l'arte, ignoranti come capre, imbecilli come lobotomizzati chirurgichi, i mostri avrebbero potuto anche prendere a cannonate il Colosseo o radere al suolo i Fori Imperiali, o abbattere la Colonna Traiana e nessuno avrebbe mosso un dito, aperto bocca, avanzato pretese di maggior sicurezza.
La colpa è nostra, 60 milioni di persone che vivono tra la bellezza senza sapere cosa sia, indegni di possedere quanto c'è, incapace di difenderla, che si esaltano per giocatori pluripagati e pluriviziati ma girano lo sguardo quando una opera d'arte viene irrimediabilmente rovinata. Sessanta milioni di persone imbambolate davanti alla tv tra Sky e Mediaset  ma nessuno che provi a capire o a conoscere quello che lo circonda, adesso stracciarsi le vesti non serve a nulla. Non siamo capaci di eleggere persone serie e competenti neanche dietro suggerimento e gli eletti non sono capaci di legiferare o far rispettare la legge neanche con in braccio un AK-47 carico, ribare quello si, lo sanno fare tutti, tanto che al Comandamento hanno ribato persino il "non" Mose, Expo, Mafia Capitale, sanità solo per citarne alcuni. Lo schifo dilpaga la cloaca è rotta i liquami si diffondono ovunque. Provo a chiudere il post....
"Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo Paese....Expo di Milano, Mafia Capitale, Mose che Paese e che abitanti! . Dio sa se non creperò dalla bile, questo popolo vive tre secoli indietro al duemila, L'Italia si potrebbe definire un vero porcile,questo è un Paese da spopolare e mandare altrove a farsi civile!"

"Mettersi a letto con un italiano è come mettersi nel letto con un vaioloso!"(par. Massimo D'Azeglio)

"L'Italia è una espressione geografica" (principe di Metternich).


giovedì 8 gennaio 2015

Scherza con i fanti.....

Apro con l'inizio di un vecchio adagio il mio seguente post. Inutile stare a ripetere quanto di drammatico è accaduto a Parigi mercoledì 7 gennaio 2015, le parole non servono e, permettetemi di dirlo neanche la stucchevole, noiosissima campagna di ipocrita solidarietà scatenatasi dopo il fatto di sangue.
Le vesti di lutto, i capelli stracciati, le frasi ad effetto "Siamo tutti Charlie Hebdo" non servono a fermare gli assassini  e sono destinate a scomparire tra qualche giorno inghiottiti da altri avvenimenti, nazionali e internazionali. Il mondo corre veloce....
Provo a vedere le cose da un altro punto di vista, assai più critico. Innanzitutto se è vero come è vero (ma sarà vero?) che viviamo in una parte del mondo libera e democratica, esiste dunque la libertà di espressione e di stampa garantita dalle varie costituzioni nazionali e mai messe in discussione. Verissimo ma, e c'è un ma, esiste anche anche il sacrosanto diritto di non essere offesi a buon mercato e a ogni piè sospinto da caricaturisti e vignettisti che hanno merce su cui lavorare e personaggi cui prendere bonariamente in giro.
La fede religiosa vissuta più o meno intensamente, quindio non parlo del cieco integralismo, è un sentimento umano che trascende il raziocinio e molto spesso suscita emozioni che non sono forse, neanche spiegabili se non da chi le prova.
In questa parte del mondo libera e democratica, va bene tutto, va bene contestare e protestare su provvedimenti legislativi, discutere su temi di attualità o di coscienza, proporre iniziative, il dialogo tra idee politiche, economiche, sociali diverse, ma se c'è una cosa che va, e non andrebbe, evitata è insultare pesantemente la fede religiosa altrui, in quanto si viene palesemente meno al diritto di credere e professare la propria religione senza che qualcuno ci scriva frasi pesanti sopra.
Il diritto di stampa e di espressione non significa in alcun modo arrogarsi il diritto di offendere la religione altrui e non per una reale o immaginaria paura di atti terroristici, quanto più praticamente per puro buon senso e intelligenza. Un po' come dire "Libera Chiesa in libero Stato".
Con ciò, si guardi bene, non giustifico assolutamente la strage compiuta, anzi, chiedo che venga applicato il senso di giustizia anzichè la voglia di vendetta, l'integralismo e chi fomenta atti di terrorismo religioso va punito anche se sarebbe utilissimo ricordarsi che, il libero e democratico occidente ha i suoi bellissimi scheletri nell'armadio ( la strage dei Catari, le crociate, lo sterminio in nome del re e della chiesa dei nativi americani, la messa al bando dei gesuiti, lo sterminio di frati e suore durante le rivoluzioni francese e russa, i papi indegni e corrotti....)prima di gettarsi a capofitto in imprese in nome della democrazia e della libertà esportata.
Invece di urlare al lupo e dare immagini da avanspettacolo di isteria collettiva, usiamo l'intelligenza e un po' di senso critico nel capire e riflettere su ciò che ha provocato la reazione dei fanatici che, poteva essere la reazione più pacifica di chi in molte zone del mondo professa la fede islamica.
La prossima volta, invece di alzare le matite in mano e piangere sul sangue versato, prima di disegnare o scrivere qualcosa, ricordiamoci che esistono i sentimenti e che è utile sempre limitarsi a "Scherzare con i fanti e lasciar perdere i Santi" anche quelli islamici....

lunedì 22 dicembre 2014

Liberaci dal Male....

La scorsa Pasqua 2014 il predicatore della Casa Pontificia padre Raniero Cantalamessa in una sua omelia attaccava duramente il desiderio squallido di possedere e arraffare ricchezze terrene, non solo trascurando quelle spirituali, ma infuriandosi se un legislatore accenna a misure tributarie più eque.
Mettendo la parte la stima e l'apprezzamento per le parole di padre Cantalamessa, davvero tutto avrei potuto immaginare, tranne che, lo stesso ordine a cui appartiene fra' Raniero, abbia dichiarato bancarotta, affermando che, a causa di "investimenti sbagliati" adesso quella che pare sia una "associazione a delinquere" che predica bene ma razzola malissimo, debba far fronte a forti somme da pagare tanto da far intervenire il capo della stessa associazione, Padre Michael Perry nel chiedere un aiuto economico per evitare conseguenze peggiori.
Tutto il mondo è Paese, verrebbe da dire, commentando l'ultimo (in ordine di successione) scandalo che travolge una Chiesa ormai ridotta a brandelli mantenuta penosamente in piedi e barcollante da un Papa gesuita che parla contro ricchezze e atti immondi, ma poco fa per fare pulizia dentro il letamaio.
Altro che affermazioni, discorsi e prediche, per ripulire le stalle di Augia sormontate dal crocifisso sarebbe utile la forza di Ercole, in mancanza di eroi Olimpici, affidiamoci alla Divina Provvidenza.
Uno scandalo che farebbe pentire lo stesso fraticello di Assisi e far perdere la Via di Damasco a san Paolo; un papa che, al momento della sua elezione unisce due "primati" primo gesuita a divenire pontefice e primo Papa a usare il nome del santo umbro dopo che nessuno dei papi precedenti si era azzardato a tanto dopo la morte dello stesso.
E chissà che il papa non si ricordi di ciò che accadde alla sua congregazione di appartenenza oltre duecento anni or sono: la Compagnia del Gesù fu praticamente bandita da quasi tutti i regni europei che, volevano affidare l'istruzione (tenuta allora in mano proprio ai gesuiti), in mano secolare, guardandosi ovviamente dal renderla democratica e accessibile a tutti, per poi essere sciolta proprio da Clemente XIV con il breve "Dominus ac Redemptor" seppur a malincuore. Le ricchezze e i beni dei gesuiti furono incamerati (nazionalizzati) e il generale dell'ordine Lorenzo Ricci fu arrestato e improgionato nelle oscuri prigioni di Castel sant'Angelo su epressa richiesta delle corti di mezza Europa, fino a termine del processo a suo carico.
Chissà che a Bergoglio non passi in mente di far rivivere ai francescani una disavventura simile con tanto di soppressione dell'ordine, riduzione allo stato laicale degli appartenenti, nazionalizzazione dei loro beni (alla faccia del voto di povertà!) e arresto di tutti i capoccia dell'ordine magari nelle carcveri italiane sovraffollate, in sostituzione di chi, a breve, col decreto "svuota carceri" dovrà uscire, e con l'obbligo del 41bis come i capimafia.
Sarebbe, quello si un gesto davvero forte, magari una apripista per future e debite epurazioni all'interno della Chiesa di chi indossa abiti sacri per azioni profane a cominciare da eminenza Bertone.
A proposito dell'ex camerlengo ottantenne, leggendo una vecchia profezia fatta di Malachia in cui essa affermava, dopo le sue visioni sull'ultimo Papa, che sarà, per così dire martirizzato, ho fatto alcune indagini.
La profezia citata sopra recita:
"Durante l'ultima grande persecuzione dei Cristiani siederà sul trono Pietro il Romano, che pascerà il suo gregge tra mille tribolazioni....."
il cardinal Bertone (ricchissimo e assai potente) potrebbe essere il Pietro il Romano di cui parla Malachia, infatti Bertone ha come seconto nome "Pietro" ed è nato a Romano Canavese in provincia di Torino....
considerazioni personali sui cardinali a parte, torniamo allo scandalo dei francescani che sarebbe meglio sopprimere per il semplice fatto di aver tradito e insozzato il loro abito e il valore e i principi che essi sono chiamati a diffondere insieme al Vangelo. Invece hanno diffuso e gettato denaro ai porci.
Sarebbe ora di farla finita con questa farsa e che il governo, alla caccia di denaro per aggiustare i conti di questa fogna sul mediterraneo, potrebbe non solo incamerare i beni dell'ordine a delinquere, ma anche abolire le feste paracattoliche come Natale, santo Stefano, Epifania, Pasqua, Lunedì dell'Angelo e Ferragosto lasciando ai fedeli (fedeli nel rubare?) la facoltà di festeggiare o meno le ricorrenze che non ricorrono e piantarla con parole al vento di facile sentimentalismo.

lunedì 6 ottobre 2014

La cicala e la formica.

"Durante tutta la primavera e l'estate la formica usciva dal formicaio per cercare provviste utili per il prossimo inverno. Nel frattempo la cicala oziosamente faceva passare la buona stagione senza preoccuparsi di seguire l'esempio della laboriosa formica e anzi, ridendo della bizzarra abitudine della formica, con le altre cicale.
Presto però passò l'autunno e arrivò l'inverno con la neve che copri i rami spogli e la terra gelida; la cicala intirizzita con affanno prese a bussare alla porta del formicaio in preda ai morsi della fame.
La cicala chiese un pò di provviste alla formica per superare l'inverno. La formica aggrottando la fronte chiese: "Le mie provviste sono il frutto del durissimo lavoro estivo, tu piuttosto, che cosa hai fatto in estate da restare senza cibo per questo inverno?"
La cicala rispose "Ho cantato per tutta l'estate!" La formica di rimando: "Come questa estate hai cantato, adesso questo inverno balla!" e sbattè la porta.


Questa è la favola di Esopo della cicala sprecona e oziosa e della laboriosa formica. La favola, come avrete capito ha una precisa morale e ho aperto il post seguente per rispondere a Matteo Renzi che, ha fatto un'altra gaffe.
Invitato nei giorni scorsi al cinquantesimo compleanno dei "Focolari" di Loppiano, il presidente del Consiglio ha affermato che in Italia, nonostante la crisi si tende a risparmiare in virtù del pessimismo cronico nel futuro.
Renzi, come al solito ha perso una buona occasione per star zitto.
Innanzitutto, il risparmio è una virtù insita in tutti gli Italiani che a metter da parte qualcosa, con i tempi che corrono non possono più permetterselo. Una virtù demolita volutamente dapprima con un aumento terrificante di tasse, imposte e balzelli tanto per non dire che, in realtà l'italia è un Paese economicamente in bancarotta. Poi con il mantra patetico dello spendere per mettere in moto l'economia .
Davvero non se ne può più con questi Consigli per gli acquisti e la litania dello "spendere e spandere" che non solo personalmente, ma generalmente sono da rispedire al mittente e da condannare in toto.
Non è tirando fuori la grana (che non c'è) per acquistare I pod, tablet o i Phone 6, o maxi schermi ultrapiatti che si esce dalla crisi economica e dalla recessione. Non è tagliando stipendi, salari e pensioni tassandoli all'infinito che la recessione sparirà per magia, non è seguendo o meglio, inseguendo l'austerità economico-politica che ci renderà più fiduciosi nel futuro che ci è stato rubato anche da Renzi e i suoi scagnozzi. Piuttosto aumentando i salari e le pensioni minime davvero e non con turpi manovre che prevedono di inserire il TFR in busta paga per poi aumentare ancora la pressione fiscale, magari pretendendo la fiducia in parlamento.
Si esce dalla crisi stravolgendo la deleteria mentalità dello spendere a vuoto per futilità che ci viene stomachevolmente ripetuta da anni, puntando non sul risparmio come mera conservazione ottusa ma in previsione di investimenti futuri per mettere in carreggiata i lavori davvero utili che otterrebbero commissioni: falegnameria, carpenteria, muratori, imbianchini, vetrai, piastrellisti, ceramisti etc questi elencati avrebbero commissioni future per quelle famiglie che, avendo risparmiato, vogliono investire sulla casa ammodernandola e ristrutturandola, perchè la casa non bisogna solo acquistarla, ma è un investimento futuro, in quanto ristrutturandola e ammodernandola sarebbe più appetibile sul mercato immobiliare.
In Italia c'è bisogno di lavori seri, come quelli elencati, e come la sartoria in generale, e non di lavori inventati per sbarcare il lunario da giovani depressi con la laurea in tasca.
Il futuro, per essere più sereno e per ottenere la fiducia degli italiani ha bisogno della accoppiata magica: risparmio e investimento utile futuro non di gentaglia da tv spazzatura che incita a spendere con debito cose inutili di cui possiamo benissimo fare a meno. Gli italiani hanno bisogno di buste paghe più pesanti, tasse più leggere, un lavoro stabile e sicuro, certezza del risparmio anche per le generazioni future.
Evidentemente Renzi ha fatto fin'ora la formica lavorando sottobanco per prendersi la segreteria del PD e fare le scarpe allo sbiadito Letta JR, e speriamo che faccia anche la fine della cicala, magari restando a terra dopo che qualcuno gli tolga la fiducia del futuro suo e della sua accozzaglia di saltimbanchi che abbondano nel suo governo e si tolgano finalmente dalle scatole (vuote).

mercoledì 9 luglio 2014

Un Nuovo Concilio?

Recentemente Papa Francesco ha monopolizzato l'attenzione dei mass media per il lancio a sorpresa di una scomunica verbale ai mafiosi, affermando che essi, per i loro atti criminali, sono da considerarsi fuori dalla comunità cristiana.
Il tema in questione è un altro, a mio avviso è arrivato il momento di fare un po' di pulizia sia all'interno della gerarchia ecclesiastica, sia tra i presunti fedeli. Il mondo secolare, sempre aggrappato alle evoluzione e ai cambiamenti di società, stili di vita, tradizioni e concetti di giustizia sociale, pare sia riuscito nell'impresa di contaminare anche la Chiesa cattolica che, con la scusa del dialogo e della linea morbida ha sperto le porte a un rilassamento dei costumi e al suo nemico numero uno, almeno sul piano secolare: il relativismo.
Sono pochi i veri fedeli che praticano quotidianamente gli insegnamenti del Vangelo e i precetti cattolici, la restante parte si reca a Messa per abitudine, per poi peccare più di prima anche grazie a moltissimi sacerdoti che vestono l'abito come lavoro più o meno retribuito che certamente non mostrano un esempio lampante, anche dal punto di vista della vita privata.
La domanda corrente e quanto mai attuale è questa: quale strada ha imboccato la Chiesa? Quale strada, se mai non ne ha imboccata nessuna, vuole intraprendere? Quali sono i valori indiscutibili? A tali domande non si può rispondere con una scomunica verbale e gettata lì ai mafiosi, cosa assai ridicola e molto discutibile, ma innanzitutto serve fermarsi un attimo, guardarsi attorno e prendere qualche dolorosa decisione.
Il dialogo con il mondo secolare forte dei suoi pseudo valori non significa in alcun modo barattare i propri a buon mercato, ma semmai chiarire che la Chiesa parte dal dialogo per affermare i suoi valori e i suoi principi e innanzitutto affermare definitivamente che, essere cattolici non significa esserlo perchè si crede passivamente agli insegnamente ricevuti, ne tantomeno esserlo sulla carta perchè lo si dichiara in qualche sondaggio.
La fede religiosa (questo deve essere il dovere della Chiesa) significa attuarne i precetti in maniera quotidiana e far capire che i valori attuati e insegnati dalla Chiesa sono in alcuni casi assai superiori a quelli propinati dal mondo secolare. Non si tratta di manifestare contro l'aborto e il divorzio e fare volantinaggio religioso-politico ma applicare i valori nel vivere comune.
Ovviamente è indispensabile, affinchè, si possa tornare, da parte della Chiesa a pretendere l'esercizio della fede e dei precetti, che essa assuma sembianze assai più credibili di quelle odierne, non necessariamente tornare a essere una roccaforte chiusa ermeticamente al mondo extravaticano, ma in grado di proporsi come una unica alternativa valida.
Innanzitutto è necessario convocare un Concilio solenne che prenda importantissime quanto delicatissime e gravi decisioni.
Basta con la linea morbida e il dialogo che porta a barattare e svendere valori e porsi qualche interrogativo per poi agire di conseguenza.
In primo luogo: la Chiesa condanna senza appello la pratica dell'aborto chirurgico e le altre forme anticoncezionali anche se esse impediscono la trasmissione di malattie infettive? Se la Scienza ha stabilito che il termine vita va applicato anche alle primissime forme di vita unicellulare, allora la pratica dell'aborto chirurgico per la Chiesa va considerato esclusivamente come un omicidio, quindo come un peccato mortale.
Alla donna abortista a cui va comunque lasciato la libertà di scelta, almeno sul piano secolare, dovrebbe essere vietata "ad interim" la somministrazione di tutti i sacramenti (comunione, confessione, eucarestia, ingresso in terreno consacrato e sepoltura fuori dal terreno consacrato) oltre a impedirle di battezzare i propri figli e a essi far ricevere il restante dei sacramenti fino a quando la donn a non mostra un edeguato pentimento e richiede di essere riammessa tra i fedeli e ricevere il resto dei sacramenti. Nei casi gravi si può arrivare alla scomunica e la Chiesa dovrebbe possedere un database di coloro che con il loro comportamento sono stati esclusi dalla comunità e far rispettarne l'allontanamento fino al pentimento con la richiesta davanti al Pointefice di essere riammessa.
Punto secondo: divorzio. La Chiesa condanna ancora la legge sul divorzio in quanto contraria al principio del "Ciò che Dio unisce, l'uomo non divida"? Esistono particolari situazioni in cui un matrimonio può essere sciolto da un ente ecclesiastico preposto? Se per la Chiesa il divorzio è un peccato mortale e se, in un Concilio serio si decida che esso porta il credente in aperto dissidio con la Chiesa esso va, solennemente condannato senza appello e i praticanti privati, come le donne abortiste dei sacramenti per se e per la famiglia di origine e per i figli avuti dal matrimonio fallito. A entrambi va vietato l'ingresso nelle Chiese, la partecipazione a ogni forma liturgica, la possibilità di confessarsi all'interno di luoghi consacrati e di ricevere l'assoluzione, di ricevere ancora meno la comunione e, se irridiccibili l'eucarestia e i sacramenti per i figli. Non solo, se la Chiesa condanna senza appello la pratica del divorzio per futili motivi (incompatibilità di carattere, aridità sentimentale, tradimenti etc.) allora altrettanto da condannare è la possibilità, concessa dal mondo secolare e dalle sue istituzioni, di contrarre nuove nozze, rendendo bigamo e meritevole di scomunica, il o la contraente con divieto perpetuo di ricevere l'eucarestia e la facoltà per il prete di applicare questa opzione.
Punto terzo: il ripristino dell'interdetto. Esso andrebbe applicato alle parrocchie e alle chiese al cui interno il prete o il rappresentantedella gerarchia ecclesiastica non applica con rigore e in maniera ferrea, le decisioni prese dal Concilio sopratutto in materia di divorzio e aborto). L'interdetto dovrebbe prevedere la chiusura a divinis della o delle chiese interessate, il divieto di celebrare messe e ogni genere di sacramenti fino alla sua possibile scensacrazione ufficiale e alla scomunica dell'ecclesiastico in questione.
Quello fin qui scritto non deve far pensare al sottoscritto come un fanatico cattolico ultramilitante, ma a una esplicita richiesta di chiarezza da parte della Chiesa che con un Concilio dovrebbe prendere decisioni in merito alle questioni sopra elencate sempre se si riconosce nella Chiesa che, nei secoli precedenti era militante e operativa nella salvezza delle anime anzichè nel barattare valori. Essere convinti che la Chiesa debba essere misurata con criteri e idee secolari è fuori luogo, tutto ciò che concerne la religione cattolica ha un suo e d esclusivo metro di giudizio e proprie leggi che molto spesso non combaciano con le idee erette nel secolo. La Chiesa dovrebbe fermarsi così come i suoi fedeli e capire finalmente che il cattolicesimo militante non è cantare slogan al papa di turno, ne tantomeno sventolare fazzoletti colorati o possedere e far benedire immaginette sacre, quanto piuttosto sforzarsi quotidianamente di applicare alla lettera, perchè convinti e saldi della propria fede gli insegnamenti e i precetti del cattolicesimo, senza tuttavia essere sordi, ciechi e muti e vivere nel mondo secolare la propria fede. La cosa più difficile per un cattolico è dimostrare di esserlo mentre è più facile gettare nel dimenticatoio i precetti religiosi per vivere a pino dei valori offerti dal mondo secolare e fari si che certi valori secolari siano utilizzati egoisticamente a proprio vantaggio o quando servono per tutelare i nostri interessi.

domenica 28 aprile 2013

Sangue di mattina....

Gli avvenimenti non lasciano il tempo di digerire l'indigestibile.
A Roma davanti alla cloaca massima di Montecitorio è avvenuto un episodio che dovrebbe quantomeno terrorizzare i ratti che lo abitano: un uomo,calabrese di 46 anni,esasperato dal clima politico,economico e sociale che rende pestilenziale il suolo italico ha deciso di fare da solo,quello che dovrebbero fare milioni di italiani.
Presentatosi davanti a palazzo Montecitorio armato di pistola, ha sparato ferendo non gravemente due carabinieri e ferendo di striscio una passante. L'uomo è stato immediatamente immobilizzato e arrestato,il tutto è accaduto mentre il governo Letta giurava sulla Costituzione. Governo composto dall'accozzaglia piddina e berlusconiana che dopo tanto odio hanno finito per creare un governo impossibile eleggendo un capo di Stato dall'età impossibile.
La tragica notizia ha sconvolto i ratti che come gli aristocratici di Versailles di fine settecento hanno urlato al "gesto di un folle" e Napolitano si è affrettato a mostrarsi mortificato per il gesto.
In Italia si respira un clima indescrivibile quasi come nella Parigi del XVIII secolo, la piazza mormorava fino a quando sulle piazze non salirono Luigi XVI e Maria Antonietta lasciandoci la testa.
Il guaio è che in Italia di maria Antoniette ne abbiamo migliaia e tutti fingono di non capire che se si prosegue su questo passo il sangue di mattina si trasformerà in un uragano e allora mortificazioni, imprecazioni e mani nei capelli saranno inutili. La follia rischia seriamente di abbandonare Montecitorio e dilagare nel Paese e stavolta qualcuno (finalmente) ci lascerà le penne.

martedì 29 gennaio 2013

Corone che.....

Fabrizio Corona è stato tradotto in carcere a Busto Arsizio dopo una fuga durata quattro giorni a bordo di una Cinquecento. Il fuggitivo si (sarebbe) è consegnato alle autorità portoghesi che con l'aiuto della polizia italiana (alla ricerca delle sue tracce) e dell'Interpol,infatti Fabrizio aveva un mandato di cattura internazionale e scontare 5 anni di condanna in via definitiva,verdetto della Corte di Cassazione.
L'arresto di fabrizio ha aperto le porte all'italico piagnisteo. L'ex moglie Nina Moric e l'ex compagna di sesso e "farfallina pubica"Belen Rodriguez hanno difeso a spada tratta il condannato senza arrivare ai toni usati dagli avvocati di Corona che ragliano di "una sentenza ingiusta" e affermano che cinque anni di condanna vengono dati ai mafiosi che si macchiano di racket.
La mamma di Fabrizio ha addirittura sollecitato il Presidente della Repubblica per graziare il suo figlio discolo con tanto di fiume di lacrime negli studi di Mattino 5. Lacrime di Coccodrillo. La mamma prima mette al mondo un delinquente poi piange perchè questo viene arrestato dalla polizia per scontare una condanna a cinque anni di reclusione.
A parte il fatto che al PdR non possa interessare la vicenda di uno che di cognome fa Corona,lo stesso Capo dello Stato non potrebbe firmare grazie a chicchessia e sopratutto a certi (questi) elementi e se vale l'equazione fatta dagli stessi avvocati del detenuto Corona = mafioso condannato per racket,allora la Grazia sarebbe inconcepibile e inconcepibile anche solo chiederla.
E mentre il mondo dello spettacolo come un mostro mitologico cerca il nuovo Corona,dall'Olanda arriva la notizia che la regina Beatrice abdicherà in favore del figlio Guglielmo Alessandro il prossimo 30 aprile,festa nazionale olandese.
Dopo un regno durato 32 anni Beratrice lascia il trono al suo primogenito maschio,decisione maturata dopo il tragico incidente che ha ridotto in coma suo figlio,dopo un violentissimo incidente stradale,non molto tempo fa. Cuore di mamma.
Un'altra Corona che passa a un altro capo come fosse un male ereditario,le monarchie sono così,il Capo dello Stato non è eletto per merito ma succede per discendenza. E stranamente fa unioni a dir poco discutibili.
Beatrice d'Olanda si sposò il 10 marzo del 1966 con Claus von Amsberg componente della Gioventù Hitleriana e arruolato nella Weermacht che nel 1940 invase l'Olanda e requisì tutte le biciclette ai sudditi olandesi. Il matrimonio fece esplodere una mezza guerriglia urbana con proteste e polemiche,con giovani sudditi che urlavano "Rivogliamo le nostre biciclette" riferendosi all'azione compiuta dalla fanteria tedesca sopra citata. In un momento di particolare tensione fu lanciato addirittura un fumogeno verso la carrozza reale con la situazione che degenerò in scontri di piazza,arresti e feriti. ma il tempo passa e i sudditi olandesi che non sono giacobini francesi,alla fine lasciarono passare acqua sotto i ponti,invece di tagliare teste con la ghigliottina.
Il figlio primogenito ha addirittura sposato dieci anni or sono Maxima Zorroguieta,figlia di un ministro facente parte della feroce dittatura argentina tra gli anni '70 e '80 del secolo passato. Le colpe dei padri non ricadono sulle figlie,giusto,ma lo si vada a dire alle mamme e ai parenti dei desaparecidos argentini morti annegati o sbranati dagli squali durante la dittatura argentina.
L'unione più bizzarra in assoluto però spetta ai Borbone di Spagna. Il figlio Primogenito ed erede al trono Filippo ha sposato alcuni anni fa una ex giornalista televisiva spagnola Letizia Ortiz che pare sia repubblicana come la madre.
Un tempo certi legami avrebbero scandalizzato i nobili e la plebe più retriva,ma anche le monarchie per sopravvivere devono stare al passo con i tempi,non importa se serve chiudere gli occhi sulle idee politiche della sposa di turno oppure marciare sui cadaveri dei desaparecidos mai troppe volte pianti dai loro congiunti.