A poche settimane dal Natale è immancabile la solita pensata goliardica in anticipo sul Carnevale e comunque fuori luogo.
Il preside della scuola elementare di Rozzano ha deciso arbitrariamente di vietare, in nome di una personale interpretazione della laicità, sia i canti natalizi cantati a scuola, sia la realizzazione del presepe adducendo a pretesto che, queste tradizioni urtano la sensibilità e la fede religiosa degli altri bambini e che comunque la scuola, essendo un edificio pubblico deve essere terza e imparziale nei confronti delle religioni professate.
Ovviamente il preside come del resto i docenti si guardano bene dall'osservare come i giorni festivi coincidono "casualmente" con le festività religiose che, in Italia sono cristiane e non solo laiche e che, fare, a spese dei contribuenti due settimane di cazzeggio non urta la sensibilità di credenti e non e neanche degli altri cittadini che a differenza di presidi e docenti lavorano anche a Natale e Capodanno senza che ci siano sindacati a difendere, il sacrosanto diritto di astenersi dal lavorare in quei giorni.
Una visione davvero originale del concetto di laicità che dovrebbe, a mio parere, garantire e tutelare la libera professione di fede pubblica e privata di ciascuno, senza offendere quella altrui invece di sbandierare motivi di laicità e offendere quella della maggioranza che si professa cristiana e che, giustamente vede in queste forme di divieto un attacco frontale alla propria sensibilità confessionale.
A "difendere" chi protestava contro l'assurda decisione del preside sono scesi in campo anche i genitori degli alunni musulmani che frequentano l'istituto, affermando che i canti natalizi e la realizzazione del presepe non offendono minimamente il loro essere musulmani e anzi, vedono in queste tradizioni una forma di integrazione.
Spesso visti come un pericolo pubblico, a volte considerati come professanti una religione dall'aspetto ambiguo, i genitori musulmani sono stati più maturi di un preside che di laico ha solo la voglia di godersi le feste "religiose" che sono per legge obbligatorie alla faccia di chi, per portare a casa qualche euro in più è costretto a rompersi la schiena anche durante le festività invernali.
Il preside, all'indomani della protesta, ha abbandonato la dirigenza dell'istituto non rilasciando dichiarazioni.
Uno smacco forte per i tanti che vagheggiano idee laiche e laiciste ma non sapendo di cosa parlano pensano bene di attaccare una religione in particolare e non una a caso, ma quella maggioritaria per varie ragioni.
Ovviamente i pasionari del laicismo non si azzardano a criticare o contestare la libertà dei musulmani di professare la propria fede perchè, come accaduto per la vignette satiruche del Charlie Hebdo corrono seriamente il rischio di saltare per aria per colpa di un fanatico integralista, o, nei migliore dei casi, trovarsi un migliaio di musulmani incazzati sotto casa che minacciano sfracelli.
I pasionari di una forma malata del laicismo non si azzardano a contestare la libertà degli ebrei di professare la loro fede perchè una cosa simile l'hanno fatta già i nazisti infornandone milioni. Dunque, non si fa lo stesso errore due volte.
Però con i cattolici le cose stanno diversamente. Si può ciarlare liberamente sul fatto che la Chiesa Apostolica Romana abbia, nel mondo oltre 2000miliardi di euro di beni immobili alla faccia della povertà tacendo sul fatto che gli immobili sono quasi esclusivamente donazioni libere e volontarie. Si può far notare con un certo vituperio di come il clero viva in un lusso sfrenato e senza vergogna ma si tace sulle opere di beneficienza compiute ovunque e che, il presunto lusso riguarda solo certi prelati, come lo spreco secolare riguarda bensì gran parte del mondo politico.
Si può battere i pugni sul tavolo adducento a pretesto che la religione cristiana sia una fede tentacolare e oppressiva che, in ogni modo tenta di prendere con ogni mezzo (?) nuovi fedeli, dimenticando che le conversioni in realtà sono libere e spontanee e rigurdano anche persone che erano anche assolutamente estranee alla religione cattolica e non parlano di atti violenti bensì di una "conversione" avvenuta per fattori scientificamente inspiegabili e che la mente umana stenta a comprendere.
I "laicisti" possono mettere alla berlina la Chiesa cattolica per la sua battaglia contro ogni forma di conoscenza scientifica senza sapere che, molto spesso è proprio la Chiesa a chiedere e pretendere che su determinati fenomeni indaghi proprio la scienza cercando spiegazioni razionali e dunque potendo agire liberamente nel riconoscere o no miracoli, apparizioni o altro.
I "laicisti" dunque contrariamente a ogni forma di rispetto, e libertà religiosa attaccano quellacattolica ipocritamente per garantire la libertà altrui negandola alla maggioranza che, a pari degli altri, ha il diritto di professare liberamente la propria fede.
La battaglia condotta da questi personaggi intrisi di una avversione feroce verso la fede maggioritaria e anche ingiustificata sfocia apertamente in una forma non tanto velata di anticlericalismo e ateismo di stampo sovietico in barba, a quanto detto sopra sul vero concetto di laicismo ovvero imparzialita e terzietà dello stato che deve garantire la libera professione di tutti.
A quanti mirano a un modello di laicità assai simile se non superiore a quello introdotto in Francia ricordo che:
1) La Francia resta, nonostante la laicità una nazione a maggioranza cristiana
2) La Francia ha introdotto la laicità avendo i suoi bravi scheletri nell'armadio in tema di libertà religiosa sempre fatta a danno di quella maggiore.
Infatti i transalpini per secoli non si sono certo risparmiati in termini di fede in quanto Carlo Magno ha condotto una guerra anche religiosa contro i Sassoni convertendoli a forza, alcuni re francesi del Medioevo hanno preso la croce accettando di farsi pellegrini in Terrasanta e vantano anche un re santo crociato (Luigi IX), il fondatore dell'ordine dei Templari così come l'ultimo Gran maestro erano francesi e per settant'anni la Francia ha praticamente tenuto per se il papa ad Avignone con tanto di cardinali francesi contrari al suo ritorno in Italia. Napoleone I ha firmato un concordato con la Chiesa Cattolica ripristinando la libertà di culto, Napoleone III ha difeso lo stato pontificio quando è stato attaccato dalle truppe volontarie guidate da Garibaldi nel 1867.
I presidenti francesi tanto laici e imparziali oltre alla carica di presidenti della Repubblica, sono anche non solo co-principi di Andorra ma anche protocanonici d'onore della Arcibasilica papale di san Giovanni in Laterano, titolo onorifico concesso dai papi ai precedenti sovrani francesi.
In conclusione, la faccenda della scuola di Rozzano dimostra come molte persone intendono in concetto di laicità, ovvero non come un modo per creare un dialogo e rispetto reciproco insieme alla libertà di professare la fede, ma di attaccarne una in particolare non solo non potendo fare lo stesso con le altre fedi, ma perchè fa comodo anche per farsi campioni di certe idee personali e alfieri di certe azioni offensive.
La libertà di professare anche pubblicamente la propria fede è valida anche per i cattolici che non hanno diritto di essere offesi nel loro sentimento ne aggrediti nelle loro convinzioni personali, con scuse abominevoli partorite dalla fogna di qualche pseudo laico-anticlericale.
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giovedì 3 dicembre 2015
venerdì 20 novembre 2015
Continente trinariciuto
Come volevasi dimostrare. Sono bastati gli attacchi terroristici di Parigi lo scorso 13 novembre 2015 per confermare quanto scritto da me, su questa piattaforma, nel post precedente.
Tornando sull'argomento della libertà e della democrazia diffusi e predicati a partire dai primi anni del XVIII secolo, è bene notare come questi sani precetti che, si badi bene, non sono e non possono essere prerogativa esclusiva di una classe sociale, siano stati instaurati in Europa colpendo acriticamente, ciecamente una religione che, volenti o nolenti è stata per secoli un vero collante di popoli e culture europee diverse tra loro.
Dalla soppressione dell'ordine gesuita in nome del secolarismo, fino al processo di scristianizzazione forzata in Francia durante la Rivoluzione con il culto dell'Essere Supremo, per finire ai governi anticlericalisti del Messico e all'ateismo sovietico del XX secolo, si vede come il cristianesimo abbia subito attacchi frontali vedendo la religione cristiana esclusivamente sotto le vesti materiali dei chierici e non in quelle della sua funzione e della sua missione oltre alla sua strutturazione.
Adesso a distanza di trecento anni dall'inizio di questo processo di diffusione vediamo come, basta un sentimento umano per attaccare, quello che fino a questo momento era considerato irrinunciabile e sacro come un totem, ovvero la libertà di circolazione e di espressione.
Libertà incrinata non dal di fuori, ovvero dalla follia fondamentalista, quanto dai ventotto rappresentanti della Unione Europea che, come struttura economica e politica di, libero a ben poco, a cominciare da un Europarlamento ridotto a funzione di discussione su quisquiglie.
Ed ecco che, contrariamente a quanto dovrebbe accadere in simili casi ovvero, lasciare all'Europarlamento discutere, decidere e votare eventuali misure straordinarie (paradossali comunque, anche se votate da un organo democratico), questo incarico venga assunto dai ventotto ministri esteri europei che scioccati come donnette isteriche da quanto è accaduto, hanno deciso di "modificare2 sostanzialmente gli accordi di Shengen limitando la libera circolazione di uomini e mezzi che tornaranno a essere controllati alle frontiere.
l'Unione Europea come gli Stati Uniti dopo l'11 settembre 2001 che, con il Patrioct Act pose seri limitazioni e controlli in tutti gli aereoporti, al fine di evitare di imbarcare oggetti pericolosi che potessero essere usati da altrettanti potenziali dirottatori e che, con il Freedom Act di Barack Obama è stato esteso fino al 2019.
All'indomani della strage di Parigi, evidentemente i valori di libertà e democrazia, in Europa non sono così intoccabili e sacri come si voleva far credere se, una colpa delle intelligence nazionali deve essere pagata da tutti noi con limitazioni delle libertà personali e con i cittadini proni ad accettare tutto questo, come proni hanno accettato i precetti democratici e i valori illuministici che avevano precedentemente attaccato i valori e le radici cristiane condivise da tutti.
Contrariamente ai dogmi e alla strutturazione del cristianesimo, ecco che, i precetti democratici mostrano il loro valore secolare e temporaneo che possono essere tranquillamente ristretti agitando lo spettro della paura e del terrore come accaduto in Francia durante il Grande Terrore, in Germania all'ascesa di Hitler, in Italia con Mussolini e negli USA durante gli anni '50 con la "red scare".
Per questa Europa trinariciuta, pronta come la vedova nera che divora il marito dopo esserne stata fecondata, vale una vecchia vignatta satirica in voga ai tempi della Rivoluzione Francese che mostra Robespierre che in una selva di ghigliottine decapita una allegoria della Francia col berretto frigio e in cui era scritto "Non potendo tagliare le teste dei francesi, Robespierre taglia la testa della Francia".
L'europa non potendo incatenare i terroristi incatena i cittadini europei.
Ecco come i grandi valori di libertà, eguaglianza e democrazia, all'occorrenza siano frasi ad effetto che nella pratica possono essere parzialmente rimangiate, in Italia ne abbiamo da qualche anno un esempio pratico, l'Europa segue a ruota. Dunque prepariamoci cittadini europei all'ennesimo: "Contrordine cittadini!"
Tornando sull'argomento della libertà e della democrazia diffusi e predicati a partire dai primi anni del XVIII secolo, è bene notare come questi sani precetti che, si badi bene, non sono e non possono essere prerogativa esclusiva di una classe sociale, siano stati instaurati in Europa colpendo acriticamente, ciecamente una religione che, volenti o nolenti è stata per secoli un vero collante di popoli e culture europee diverse tra loro.
Dalla soppressione dell'ordine gesuita in nome del secolarismo, fino al processo di scristianizzazione forzata in Francia durante la Rivoluzione con il culto dell'Essere Supremo, per finire ai governi anticlericalisti del Messico e all'ateismo sovietico del XX secolo, si vede come il cristianesimo abbia subito attacchi frontali vedendo la religione cristiana esclusivamente sotto le vesti materiali dei chierici e non in quelle della sua funzione e della sua missione oltre alla sua strutturazione.
Adesso a distanza di trecento anni dall'inizio di questo processo di diffusione vediamo come, basta un sentimento umano per attaccare, quello che fino a questo momento era considerato irrinunciabile e sacro come un totem, ovvero la libertà di circolazione e di espressione.
Libertà incrinata non dal di fuori, ovvero dalla follia fondamentalista, quanto dai ventotto rappresentanti della Unione Europea che, come struttura economica e politica di, libero a ben poco, a cominciare da un Europarlamento ridotto a funzione di discussione su quisquiglie.
Ed ecco che, contrariamente a quanto dovrebbe accadere in simili casi ovvero, lasciare all'Europarlamento discutere, decidere e votare eventuali misure straordinarie (paradossali comunque, anche se votate da un organo democratico), questo incarico venga assunto dai ventotto ministri esteri europei che scioccati come donnette isteriche da quanto è accaduto, hanno deciso di "modificare2 sostanzialmente gli accordi di Shengen limitando la libera circolazione di uomini e mezzi che tornaranno a essere controllati alle frontiere.
l'Unione Europea come gli Stati Uniti dopo l'11 settembre 2001 che, con il Patrioct Act pose seri limitazioni e controlli in tutti gli aereoporti, al fine di evitare di imbarcare oggetti pericolosi che potessero essere usati da altrettanti potenziali dirottatori e che, con il Freedom Act di Barack Obama è stato esteso fino al 2019.
All'indomani della strage di Parigi, evidentemente i valori di libertà e democrazia, in Europa non sono così intoccabili e sacri come si voleva far credere se, una colpa delle intelligence nazionali deve essere pagata da tutti noi con limitazioni delle libertà personali e con i cittadini proni ad accettare tutto questo, come proni hanno accettato i precetti democratici e i valori illuministici che avevano precedentemente attaccato i valori e le radici cristiane condivise da tutti.
Contrariamente ai dogmi e alla strutturazione del cristianesimo, ecco che, i precetti democratici mostrano il loro valore secolare e temporaneo che possono essere tranquillamente ristretti agitando lo spettro della paura e del terrore come accaduto in Francia durante il Grande Terrore, in Germania all'ascesa di Hitler, in Italia con Mussolini e negli USA durante gli anni '50 con la "red scare".
Per questa Europa trinariciuta, pronta come la vedova nera che divora il marito dopo esserne stata fecondata, vale una vecchia vignatta satirica in voga ai tempi della Rivoluzione Francese che mostra Robespierre che in una selva di ghigliottine decapita una allegoria della Francia col berretto frigio e in cui era scritto "Non potendo tagliare le teste dei francesi, Robespierre taglia la testa della Francia".
L'europa non potendo incatenare i terroristi incatena i cittadini europei.
Ecco come i grandi valori di libertà, eguaglianza e democrazia, all'occorrenza siano frasi ad effetto che nella pratica possono essere parzialmente rimangiate, in Italia ne abbiamo da qualche anno un esempio pratico, l'Europa segue a ruota. Dunque prepariamoci cittadini europei all'ennesimo: "Contrordine cittadini!"
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sabato 14 novembre 2015
Miserere.
"Miserere mei Deus secundum magnam misericordiam tuam".
All'indomani dell'atroce attentato compiuto a Parigi, le parole del Salmo 51 fotografano bene la situazione che sta vivendo non solo la Francia, ma un intero continente.
Sui social gli utenti si affannano a scrivere frasi e commenti di solidarietà nei confronti delle vittime degli attentati, a esprimere con gesti e simboli la loro vicinanza al popolo francese colpito al cuore da un manipolo di fanatici integralisti che hanno ammazzato e sono stati ammazzati per un amore portato alla follia e al delirio.
Le lacrime, i singhiozzi, le teste chine e le bandiere abbrunate lasceranno prestissimo il posto alle idee e alle discussioni per trovare soluzioni, che possano impedire il ripetersi di queste tragedie, anche se, dopo l'attentato al Charlie Hebdo, le discussioni sono state sterili e le soluzioni rimaste sulla carta.
Gira voce tra i media dirittura l'ipotesi, che la UE possa creare un organismo militare unico dopo le per nulla azzeccate decisioni di unificare frontiere, moneta e organismi politici con i risultati ben visibili sotto gli occhi di tutti.
Un esercito unico europeo, forse con compiti di polizia o forse con compiti espressamente militari con la prospettiva inquietante di utilizzare i soldati a crear danno in territorio altrui, magari seguendo l'esempio dei soldati americani in Iraq e Afghanistan che, non potendo sparare, si divertivano a torturare prigionieri o semplici civili. Il presidente Francese forse non ricorda le parole del suo predecessore Maximilien de Robespierre che affermò: "Nessuno ama i missionari armati", forse neanche la sua fine.
Il problema non è soltanto la scheggia del terrorismo islamico che recluta anche adepti in casa nostra (Europa), quanto di capire che cosa è l'Europa e in cosa crede, se mai esiste qualcosa in cui essa crede.
Analizzando ciò che accade dopo fatti di sangue simili, si ha la netta sensazione di avere a che fare con una società allo sbando, senza alcun punto di riferimento che si sveglia debole, indifesa, addirittura impotente, assolutamente incapace di reagire.
Una impotenza psicologica e materiale cui neanche i "dogmi" del mondo secolararizzato e democratico riescono a far fronte e a smuovere.
Mi riferisco alle cosiddette "libertà" che vanno da quella religiosa (ma è davvero così?), a quella di espressione, di associazione et similia. Concetti inculcati fin dalla primissima infanzia ma che, davanti a momenti simili sembrano sgretolarsi lasciando il posto allo sgomento e inermi milioni di persone che si gettano in preda allo sconforto.
Eppure dovrebbe essere facile per una società fondata sui precetti della Rivoluzione francese e dell'Illuminismo reagire energicamente esprimendo la ferrea volontà dei propri diritti e della propria libertà ergendosene a difesa granitica. Invece no, le dichiarazioni si limitano a frasi di circostanza, le reazioni sono farisiache o di profonda depressione.
La verità è che dietro i cosiddetti valori "del liberalismo" e del "secolarismo" c'è il vuoto, valori che si limitano solo a essere mere espressioni ma che non indicano soluzioni ne danno la forza necessaria per reagire, la verità è che la società Europea brancola nel buio senza sapere in cosa credere e senza alcun punto di riferimento, la verità, è che la società europea ha smesso di credere nel vero, nell'unica cosa per cui valeva la pena vivere (e morire), per accettare ad occhi sbarrati tutto ciò che una elite colta le ha propinato e che ora rivela tutta la sua debolezza intrinseca.
Si badi bene, non è una condanna al valore dell'accoglienza, quanto una presa di coscienza che, i valori secolari non riescono a far fronte a tragedie simili ne riescono a risollevare la società che non crede forse neanche più ai concetti del liberalismo diffusi dal movimento illuminista.
La società Europea, votatasi corpo e soprattutto anima ai precetti dell'illuminismo che mettevano in discussione (se non a condannare) i valori cristiani e la società da essa formata, è andata incontro al buio. Rinnegare, condannare, tout court tutto il passato e tutti i suoi valori è stato fatale in quanto l'Europa ha perso la sua identità per adottarne un altra, senza capire che era poco meno di una maschera: bella da far vedere, bella da diffondere e far provare, quanto ingannevole.
La verità è che l'Europa, colpita al cuore è assolutamente incapace di reagire all'odio religioso di una parte del mondo, perchè una identità religiosa non esiste più e se ne restano brandelli vengono bollate come superstizioni e sopravvivenze di un mondo ormai scomparso.
L'enunciato che afferma l'assoluta eguaglianza di tutte le religioni e la possibilità (libertà) di professare liberamente la propria fede, può trarre in inganno.
Una analisi approfondita e attenta di tutte le religioni, della loro storia, della loro evoluzione, unita alle testimonianze dei professanti soprattutto di parte cattolica rimpicciolisce l'affermazione al semplice fatto che se è vero che, nel mondo secolare, per usare una metafora, tutte le fedi religiose partono dalla partenza, è altrettanto vero, osservando la storia, che il cristianesimo arriva primo tra tutti, ma il cattolicesimo prima di tutti gli altri. Infatti la diffusione avuta dal cristianesimo in generale ha fatto si che questa fede, contrariamente a tutte le altre, abbia trovato sempre terreno fertile per le conversioni in ogni parte del mondo escludendo pagine indegne della Chiesa che, essendo una fede governata da esseri imperfetti e impuri come gli esseri umani, ha avuto le sue colpe, come di colpe si è macchiato il mondo secolare che, restando in terra di Francia, per diffondere i suoi "dogmi" si è lordata le mani di sangue.
L'europa anche come organismo politico non è capace di reagire perchè non avendo, al di fuori della moneta unica, un valore condiviso, resta ferma sull'orla della fossa seduta, non c'è nulla, sia per la società Europea, sia per l'Unione Europea, qualcosa per cui reagire e alzare la testa, non ci sono principi, non ci sono valori condivisi da difendere con forza, per cui lottare, l'Europa è abbandonata a se stessa sola con enunciati scritti sulla carta ma che molti disprezzano e ritengono inutili, in momenti simili. La società Europea dunque, paradossalmente non crede neanche in quello in cui credeva fino al giorno prima, non crede alle frasi ad effetto, come ai concetti di libertà sbandierati.
Impossibile in queste condizioni sperare che un continente senza identità e senza volto reagisca, impossibile credere che una società senza valori condivisi, posssa unirsi se non limitandosi al cordoglio.
Una società senza valori è una società impotente, indifesa, potenziale ostaggio del primo fanatico religioso, obiettivo succulento da schiacciare per propagandare il proprio fanatismo e il proprio delirio malato.
C' è una sostanziale differenza tra la società europea e i fanatici islamici: i secondi ammazzano e si fanno ammazzare per un Dio che non esiste, ma che i precetti illuministi rispettano, i primi crepano avendo voltato le spalle ai veri valori religiosi e che i dogmi illuministi detestano o ridicolizzano. Lascio a voi decidere chi ha commesso l'errore più grande.
Concludo dicendo che è inutile chiedere a tutti di suonare e cantare la Marsigliese in segno di fratellanza, sarebbe opportuno Cantare il Miserere per un continente che non crede e non vuole più credere neanche a se stesso.
All'indomani dell'atroce attentato compiuto a Parigi, le parole del Salmo 51 fotografano bene la situazione che sta vivendo non solo la Francia, ma un intero continente.
Sui social gli utenti si affannano a scrivere frasi e commenti di solidarietà nei confronti delle vittime degli attentati, a esprimere con gesti e simboli la loro vicinanza al popolo francese colpito al cuore da un manipolo di fanatici integralisti che hanno ammazzato e sono stati ammazzati per un amore portato alla follia e al delirio.
Le lacrime, i singhiozzi, le teste chine e le bandiere abbrunate lasceranno prestissimo il posto alle idee e alle discussioni per trovare soluzioni, che possano impedire il ripetersi di queste tragedie, anche se, dopo l'attentato al Charlie Hebdo, le discussioni sono state sterili e le soluzioni rimaste sulla carta.
Gira voce tra i media dirittura l'ipotesi, che la UE possa creare un organismo militare unico dopo le per nulla azzeccate decisioni di unificare frontiere, moneta e organismi politici con i risultati ben visibili sotto gli occhi di tutti.
Un esercito unico europeo, forse con compiti di polizia o forse con compiti espressamente militari con la prospettiva inquietante di utilizzare i soldati a crear danno in territorio altrui, magari seguendo l'esempio dei soldati americani in Iraq e Afghanistan che, non potendo sparare, si divertivano a torturare prigionieri o semplici civili. Il presidente Francese forse non ricorda le parole del suo predecessore Maximilien de Robespierre che affermò: "Nessuno ama i missionari armati", forse neanche la sua fine.
Il problema non è soltanto la scheggia del terrorismo islamico che recluta anche adepti in casa nostra (Europa), quanto di capire che cosa è l'Europa e in cosa crede, se mai esiste qualcosa in cui essa crede.
Analizzando ciò che accade dopo fatti di sangue simili, si ha la netta sensazione di avere a che fare con una società allo sbando, senza alcun punto di riferimento che si sveglia debole, indifesa, addirittura impotente, assolutamente incapace di reagire.
Una impotenza psicologica e materiale cui neanche i "dogmi" del mondo secolararizzato e democratico riescono a far fronte e a smuovere.
Mi riferisco alle cosiddette "libertà" che vanno da quella religiosa (ma è davvero così?), a quella di espressione, di associazione et similia. Concetti inculcati fin dalla primissima infanzia ma che, davanti a momenti simili sembrano sgretolarsi lasciando il posto allo sgomento e inermi milioni di persone che si gettano in preda allo sconforto.
Eppure dovrebbe essere facile per una società fondata sui precetti della Rivoluzione francese e dell'Illuminismo reagire energicamente esprimendo la ferrea volontà dei propri diritti e della propria libertà ergendosene a difesa granitica. Invece no, le dichiarazioni si limitano a frasi di circostanza, le reazioni sono farisiache o di profonda depressione.
La verità è che dietro i cosiddetti valori "del liberalismo" e del "secolarismo" c'è il vuoto, valori che si limitano solo a essere mere espressioni ma che non indicano soluzioni ne danno la forza necessaria per reagire, la verità è che la società Europea brancola nel buio senza sapere in cosa credere e senza alcun punto di riferimento, la verità, è che la società europea ha smesso di credere nel vero, nell'unica cosa per cui valeva la pena vivere (e morire), per accettare ad occhi sbarrati tutto ciò che una elite colta le ha propinato e che ora rivela tutta la sua debolezza intrinseca.
Si badi bene, non è una condanna al valore dell'accoglienza, quanto una presa di coscienza che, i valori secolari non riescono a far fronte a tragedie simili ne riescono a risollevare la società che non crede forse neanche più ai concetti del liberalismo diffusi dal movimento illuminista.
La società Europea, votatasi corpo e soprattutto anima ai precetti dell'illuminismo che mettevano in discussione (se non a condannare) i valori cristiani e la società da essa formata, è andata incontro al buio. Rinnegare, condannare, tout court tutto il passato e tutti i suoi valori è stato fatale in quanto l'Europa ha perso la sua identità per adottarne un altra, senza capire che era poco meno di una maschera: bella da far vedere, bella da diffondere e far provare, quanto ingannevole.
La verità è che l'Europa, colpita al cuore è assolutamente incapace di reagire all'odio religioso di una parte del mondo, perchè una identità religiosa non esiste più e se ne restano brandelli vengono bollate come superstizioni e sopravvivenze di un mondo ormai scomparso.
L'enunciato che afferma l'assoluta eguaglianza di tutte le religioni e la possibilità (libertà) di professare liberamente la propria fede, può trarre in inganno.
Una analisi approfondita e attenta di tutte le religioni, della loro storia, della loro evoluzione, unita alle testimonianze dei professanti soprattutto di parte cattolica rimpicciolisce l'affermazione al semplice fatto che se è vero che, nel mondo secolare, per usare una metafora, tutte le fedi religiose partono dalla partenza, è altrettanto vero, osservando la storia, che il cristianesimo arriva primo tra tutti, ma il cattolicesimo prima di tutti gli altri. Infatti la diffusione avuta dal cristianesimo in generale ha fatto si che questa fede, contrariamente a tutte le altre, abbia trovato sempre terreno fertile per le conversioni in ogni parte del mondo escludendo pagine indegne della Chiesa che, essendo una fede governata da esseri imperfetti e impuri come gli esseri umani, ha avuto le sue colpe, come di colpe si è macchiato il mondo secolare che, restando in terra di Francia, per diffondere i suoi "dogmi" si è lordata le mani di sangue.
L'europa anche come organismo politico non è capace di reagire perchè non avendo, al di fuori della moneta unica, un valore condiviso, resta ferma sull'orla della fossa seduta, non c'è nulla, sia per la società Europea, sia per l'Unione Europea, qualcosa per cui reagire e alzare la testa, non ci sono principi, non ci sono valori condivisi da difendere con forza, per cui lottare, l'Europa è abbandonata a se stessa sola con enunciati scritti sulla carta ma che molti disprezzano e ritengono inutili, in momenti simili. La società Europea dunque, paradossalmente non crede neanche in quello in cui credeva fino al giorno prima, non crede alle frasi ad effetto, come ai concetti di libertà sbandierati.
Impossibile in queste condizioni sperare che un continente senza identità e senza volto reagisca, impossibile credere che una società senza valori condivisi, posssa unirsi se non limitandosi al cordoglio.
Una società senza valori è una società impotente, indifesa, potenziale ostaggio del primo fanatico religioso, obiettivo succulento da schiacciare per propagandare il proprio fanatismo e il proprio delirio malato.
C' è una sostanziale differenza tra la società europea e i fanatici islamici: i secondi ammazzano e si fanno ammazzare per un Dio che non esiste, ma che i precetti illuministi rispettano, i primi crepano avendo voltato le spalle ai veri valori religiosi e che i dogmi illuministi detestano o ridicolizzano. Lascio a voi decidere chi ha commesso l'errore più grande.
Concludo dicendo che è inutile chiedere a tutti di suonare e cantare la Marsigliese in segno di fratellanza, sarebbe opportuno Cantare il Miserere per un continente che non crede e non vuole più credere neanche a se stesso.
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mercoledì 28 ottobre 2015
Rosso o verde?
Ci mancava solo questa. Con tutti i problemi da risolvere sentivamo davvero il bisogno di accapigliarci su un importante rapporto stilato dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che dimostra come un consumo eccessivo di carne rossa, aumenti del 18% il rischio contrarre il tumore al colon.
Tutto per la gioia irrefrenabile di vegetariani e vegani che non perdono occasione di incolpare, i voraci mangitori di bistecche, accusandoli di fomentare un consumo non eco sostenibile, di aumentare l'inquinamento, di essere uno dei responsabili per lo spreco di cibo e di accettare, consumando tonnellate di bistecche, tutte le torture inaccettabili inflitte agli animali oltre alla dolorosa morte tutto per saziare la voracità incontenibili dei carnivori a due zampe.
Ai novelli franceschisti, e alle anime candide che sono certe di aiutare la natura, eliminando per convinzione la carne dalla loro dieta "verde" sarebbe bene ricordare che si, uomini come Leonardo da Vinci, e Ghandi erano convinti vegetariani e che sono vegetariani anche alcune confraternite religiose cristiane, ma è anche vero che un vegetariano famoso era Hitler. meno male verrebbe da dire, visto che da vegetariano ha sterminato qualcosa come 17 milioni di esseri umani, figuriamoci cosa avrebbe combinato se fosse stato un cannibale.
Agli hooligans del "piatto verde" sarebbe bene ricordare che, se il consumo di carne è oggetto di un gigantesco giro di denaro, non mi pare che frutta e verdura si possano prendere gratis e che anche questi cibi hanno il loro giro di businnes che fa gonfiare le tasche, non dei poveri lavoratori che li coltivano ma delle grandi industrie di conservazione, e di ingrosso che vendono foglie di insalata e lattuga anche per i panini di Mc Donalds che oltre all' hamburger hanno come contorno proprio la foglia vetegale....
Ai tifosi a senso unico del mangiar verde, che puntano il dito alla maniera di Savonarola urlando su come le bestie vengono macellate per foraggiare il consumo di carne, ricordiamo che frutta e verdura sono organismi pluricellulari viventi alla stessa maniera delle bestiole e che, se potessero avere gli occhi e la bocca per esprimere i loro sentimenti, ogni qual volta un bimbo calpesterebbe i fili d'erba, questo si beccherebbe un vaffa di cuore, ogni qual volta un contadino sradica le coltivazioni vegetali, non credo che sarebbe entusiasta del trattamento rude che lo strappa dal suo habitat meno ancora se sapesse di finire nello stomaco di qualche vegano intollerante, non nel senso alimentare, ma proprio nel senso di capoccia.
Il nocciolo dunque non è incolpare gli altri di essere più inquinanti di tutti o di puntare il dito o esultare per la ricerca di una organizzazione illustre, quanto di capire che, l'organismo ha bisogno di una dieta equilibrata e che, ognuno deve essere libero di mangiare ciò che vuole senza essere additato come un mostro carnivoro o vegetariano. Non è dunque rispolverare la lotta tra caino e Abele la soluzione ai mali della società quanto cercare di sprecare meno cibo possibile puntando su un riutilizzo creativo di avanzi e rivedere anche il sistema produttivo a larga scala che invade gli scaffali di ogni mercato, per poi restare largamente invenduto e finire al macero carne e vegetali inclusi.
La questione è cambiare anche il modo di nutrire terra e animali che spesso ingurgitano per colpa dell'uomo tonnellate di schifezze partendo dai mangimi dopati per gli animali da macello e concludendo con fitofamaci, diserbanti, insetticidi per frutta e verdura che finiscono sulla nostra tavola.
Il punto è capire che se un consumo eccessivo di carne rossa aumenta il rischio (non i tumori) di tumore del 18%, il rischio aumenta anche per coloro che essendo vegani consumano frutta e verdura inquinati con veleni dannosi per ambiente e esseri viventi.
La condanna non deve riguardare una sola categoria di persona in base a ciò che consumano, ma anche a tutto il resto riocordando che pesticidi e diserbanti sono prodotti da industrie anche multinazionali che sono interessate alla vendita e al consumo intensivo di questi prodotti. Consumare frutta e verdura, non garantiscono l'immortalità dato che molto spesso sono trattati chimicamente prima di arrivare al consumatore.
A proposito, dall'Europarlamento arriva il si al consumo di alghe e insetti spacciati come cibo del futuro. Un giorno forse più che innovativo cibo del futuro saranno le sole cose che resteranno dopo che 10 miliardi di esseri umani hanno divorato carne, frutta e verdura o l'avranno fatta marcire perchè "in eccesso" mentre discutevano se essere carnivori o vegani.
Tutto per la gioia irrefrenabile di vegetariani e vegani che non perdono occasione di incolpare, i voraci mangitori di bistecche, accusandoli di fomentare un consumo non eco sostenibile, di aumentare l'inquinamento, di essere uno dei responsabili per lo spreco di cibo e di accettare, consumando tonnellate di bistecche, tutte le torture inaccettabili inflitte agli animali oltre alla dolorosa morte tutto per saziare la voracità incontenibili dei carnivori a due zampe.
Ai novelli franceschisti, e alle anime candide che sono certe di aiutare la natura, eliminando per convinzione la carne dalla loro dieta "verde" sarebbe bene ricordare che si, uomini come Leonardo da Vinci, e Ghandi erano convinti vegetariani e che sono vegetariani anche alcune confraternite religiose cristiane, ma è anche vero che un vegetariano famoso era Hitler. meno male verrebbe da dire, visto che da vegetariano ha sterminato qualcosa come 17 milioni di esseri umani, figuriamoci cosa avrebbe combinato se fosse stato un cannibale.
Agli hooligans del "piatto verde" sarebbe bene ricordare che, se il consumo di carne è oggetto di un gigantesco giro di denaro, non mi pare che frutta e verdura si possano prendere gratis e che anche questi cibi hanno il loro giro di businnes che fa gonfiare le tasche, non dei poveri lavoratori che li coltivano ma delle grandi industrie di conservazione, e di ingrosso che vendono foglie di insalata e lattuga anche per i panini di Mc Donalds che oltre all' hamburger hanno come contorno proprio la foglia vetegale....
Ai tifosi a senso unico del mangiar verde, che puntano il dito alla maniera di Savonarola urlando su come le bestie vengono macellate per foraggiare il consumo di carne, ricordiamo che frutta e verdura sono organismi pluricellulari viventi alla stessa maniera delle bestiole e che, se potessero avere gli occhi e la bocca per esprimere i loro sentimenti, ogni qual volta un bimbo calpesterebbe i fili d'erba, questo si beccherebbe un vaffa di cuore, ogni qual volta un contadino sradica le coltivazioni vegetali, non credo che sarebbe entusiasta del trattamento rude che lo strappa dal suo habitat meno ancora se sapesse di finire nello stomaco di qualche vegano intollerante, non nel senso alimentare, ma proprio nel senso di capoccia.
Il nocciolo dunque non è incolpare gli altri di essere più inquinanti di tutti o di puntare il dito o esultare per la ricerca di una organizzazione illustre, quanto di capire che, l'organismo ha bisogno di una dieta equilibrata e che, ognuno deve essere libero di mangiare ciò che vuole senza essere additato come un mostro carnivoro o vegetariano. Non è dunque rispolverare la lotta tra caino e Abele la soluzione ai mali della società quanto cercare di sprecare meno cibo possibile puntando su un riutilizzo creativo di avanzi e rivedere anche il sistema produttivo a larga scala che invade gli scaffali di ogni mercato, per poi restare largamente invenduto e finire al macero carne e vegetali inclusi.
La questione è cambiare anche il modo di nutrire terra e animali che spesso ingurgitano per colpa dell'uomo tonnellate di schifezze partendo dai mangimi dopati per gli animali da macello e concludendo con fitofamaci, diserbanti, insetticidi per frutta e verdura che finiscono sulla nostra tavola.
Il punto è capire che se un consumo eccessivo di carne rossa aumenta il rischio (non i tumori) di tumore del 18%, il rischio aumenta anche per coloro che essendo vegani consumano frutta e verdura inquinati con veleni dannosi per ambiente e esseri viventi.
La condanna non deve riguardare una sola categoria di persona in base a ciò che consumano, ma anche a tutto il resto riocordando che pesticidi e diserbanti sono prodotti da industrie anche multinazionali che sono interessate alla vendita e al consumo intensivo di questi prodotti. Consumare frutta e verdura, non garantiscono l'immortalità dato che molto spesso sono trattati chimicamente prima di arrivare al consumatore.
A proposito, dall'Europarlamento arriva il si al consumo di alghe e insetti spacciati come cibo del futuro. Un giorno forse più che innovativo cibo del futuro saranno le sole cose che resteranno dopo che 10 miliardi di esseri umani hanno divorato carne, frutta e verdura o l'avranno fatta marcire perchè "in eccesso" mentre discutevano se essere carnivori o vegani.
sabato 22 agosto 2015
"Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo Paese" Atto III
Ancora una volta a commentare sull'ennesima figura di cacca di questa fogna italica a cielo aperto.
I funerai svoltisi nei giorni scorsi di Vittorio Casamonica boss di una delle famiglie della mafia capitolina ha scatenato una montagna di polemiche e, cosa non solo non secondaria, ma irritante, le opinioni scellerati di opinionisti, tuttologi e canagliume del social network.
Come sempre adesso si cerca di chiudere la stalla quando ormai i buoi sono scappati e quando tutto èì finito: le esequie degne di un principe della vecchia nobiltà romana scadute nel trash che è il costume della gentaglia mafiosa, si sono svolte tranquillamente gestite dagli stessi parenti della vittima come se si trattasse di gestire un qualunque affare mafioso o un traffico di stupefacenti.
Ciò che manda in bestia è che le istituzioni, a partire dal ministro dell'interno, dal prefetto di Roma, dal comandante dei carabinieri, per finire alla polizia municipale sapevano ciò che sarebbe accaduto e hanno addirittura prestato il fianco fingendo di non sapere, dichiarando oggi, che "ci sono stati errori gravi nella vicenda" come a dire "ci scusiamo per il previsto disagio".
La cosa peggiore è che, come nella migliore tradizione italica adesso si urla allo scandalo, si chiede la testa dei responsabili, si agitano le forche, si minaccia la sommossa virtuale quando sarebbe bene fare prima uno scrupoloso esame di coscienza.
Da decenni la corrente permissivista e deregolamentatrice di certa politica ha permesso che si arrivasse a tanto sfacelo.
Le leggi che hanno consentito al giudice di firmare il permesso ai parenti del boss, in carcere di assistere ai funerali, non esiste dall'altro ieri ma è frutto di un percorso legislativo che mettendo in evidenza i vantaggi, ne ha nascosto volutamente gli svantaggi.
La legge che ha introdotto in Italia ( e altrove) la concessione degli sconti di pena, delle pene alternative, la possibilità di scarcerazione per buona condotta et similia, sono il risultato di ragionamenti irresponsabili che puntando sul fatto che il sistema penitenziario deve essere un sistema rieducativo, hanno tralasciato quello punitivo snaturandolo e ponendolo all'angolo.
Non sono una persona che pretende la reintroduzione della pena capitale (giammai!), ma neanche una persona che è disposta a osservare che criminali inveterati escano ed entrino a piacimento (loro) dal carcere con le istituzioni impotenti perchè permissiviste. Forse è il momento di rivedere la struttura di questo Paese ormai insostenibile puntando decisamente su un modello centralizzato e gerarchizzato osservante dei diritti umani e della libertà ma, che si assuma le sue responsabilità.
Sulla Chiesa che solo oggi si infuria urlando anch'essa allo scandalo, nulla da dire. Partendo dal prete esso non ha colpe in quanto il funerale è un sacramento cristiano che non può essere negato solo perchè il defunto è un ex galeotto ed ex delinquente, d'altra parte si fa notare che la stessa parrocchia ha negato le esequie a Piergiorgio Welby, decisione discutibile ma si dimentica che i funerali non sono un diritto dell'uomo e del cittadino da reclamare, ma un sacramento e un tempo, i suicidi (per la Chiesa forse si tratta anche di ciò nel caso di Welby) venivano seppelliti in terra sconsacrata con i cani, altri tempi, e anche altro sentimento cattolico, puro e senza compromessi, sceso a prostituirsi, oggi, con il positivismo e il relativismo di matrice secolare.
Del resto non vedo neanche perchè pretendere il commissariamento come scrive Saviano, in quanto non ci sono gli estremi e neanche per un periodo di interdizione (l'interdetto è una misura punitiva ecclesiastica che proibisce la celebrazione della Messa all'interno della Chiesa e all'interno della comunità colpita), ci sarebbe forse da discutere sul fatto che forse (ma le prove?) il prete sia stato corrotto o "costretto" a cedere davanti alla prepotenza di certi elementi, ma, per l'appunto, lo si venga a dimostrare.
Restano le immagini eloquenti di una figuraccia internazionale che ha messo a nudo le incapacità di una classe politica e dirigente incompetente che avrebbe dovuto essere spazzata via con tanto di esonero generale.
restano le frasi fatte, i commenti, le polemiche, degli utenti e dei cittadini bovi cornuti e mazziati che invece di pretendere spiegazioni prima hanno ceduto sullo snaturamento del sistema carcerario in senso più buonista, poi adesso, ne piangono le dolorose conseguenze e la sfacciataggine dei parenti del boss defunto, esaltandosi per il papa social che va a messa con i fedeli ma non esige di sapere la dottrina del Buon Pastore oppure, dall'altro lato si chiede la chiusura della parrocchia come se fosse un covo di militanti o di terroristi cattivi che negano ad uno ciò che concedono ad un altro, misurando la Chiesa e la sua dottrina con metro inutile dei diritti dell'uomo e del cittadino.
I funerai svoltisi nei giorni scorsi di Vittorio Casamonica boss di una delle famiglie della mafia capitolina ha scatenato una montagna di polemiche e, cosa non solo non secondaria, ma irritante, le opinioni scellerati di opinionisti, tuttologi e canagliume del social network.
Come sempre adesso si cerca di chiudere la stalla quando ormai i buoi sono scappati e quando tutto èì finito: le esequie degne di un principe della vecchia nobiltà romana scadute nel trash che è il costume della gentaglia mafiosa, si sono svolte tranquillamente gestite dagli stessi parenti della vittima come se si trattasse di gestire un qualunque affare mafioso o un traffico di stupefacenti.
Ciò che manda in bestia è che le istituzioni, a partire dal ministro dell'interno, dal prefetto di Roma, dal comandante dei carabinieri, per finire alla polizia municipale sapevano ciò che sarebbe accaduto e hanno addirittura prestato il fianco fingendo di non sapere, dichiarando oggi, che "ci sono stati errori gravi nella vicenda" come a dire "ci scusiamo per il previsto disagio".
La cosa peggiore è che, come nella migliore tradizione italica adesso si urla allo scandalo, si chiede la testa dei responsabili, si agitano le forche, si minaccia la sommossa virtuale quando sarebbe bene fare prima uno scrupoloso esame di coscienza.
Da decenni la corrente permissivista e deregolamentatrice di certa politica ha permesso che si arrivasse a tanto sfacelo.
Le leggi che hanno consentito al giudice di firmare il permesso ai parenti del boss, in carcere di assistere ai funerali, non esiste dall'altro ieri ma è frutto di un percorso legislativo che mettendo in evidenza i vantaggi, ne ha nascosto volutamente gli svantaggi.
La legge che ha introdotto in Italia ( e altrove) la concessione degli sconti di pena, delle pene alternative, la possibilità di scarcerazione per buona condotta et similia, sono il risultato di ragionamenti irresponsabili che puntando sul fatto che il sistema penitenziario deve essere un sistema rieducativo, hanno tralasciato quello punitivo snaturandolo e ponendolo all'angolo.
Non sono una persona che pretende la reintroduzione della pena capitale (giammai!), ma neanche una persona che è disposta a osservare che criminali inveterati escano ed entrino a piacimento (loro) dal carcere con le istituzioni impotenti perchè permissiviste. Forse è il momento di rivedere la struttura di questo Paese ormai insostenibile puntando decisamente su un modello centralizzato e gerarchizzato osservante dei diritti umani e della libertà ma, che si assuma le sue responsabilità.
Sulla Chiesa che solo oggi si infuria urlando anch'essa allo scandalo, nulla da dire. Partendo dal prete esso non ha colpe in quanto il funerale è un sacramento cristiano che non può essere negato solo perchè il defunto è un ex galeotto ed ex delinquente, d'altra parte si fa notare che la stessa parrocchia ha negato le esequie a Piergiorgio Welby, decisione discutibile ma si dimentica che i funerali non sono un diritto dell'uomo e del cittadino da reclamare, ma un sacramento e un tempo, i suicidi (per la Chiesa forse si tratta anche di ciò nel caso di Welby) venivano seppelliti in terra sconsacrata con i cani, altri tempi, e anche altro sentimento cattolico, puro e senza compromessi, sceso a prostituirsi, oggi, con il positivismo e il relativismo di matrice secolare.
Del resto non vedo neanche perchè pretendere il commissariamento come scrive Saviano, in quanto non ci sono gli estremi e neanche per un periodo di interdizione (l'interdetto è una misura punitiva ecclesiastica che proibisce la celebrazione della Messa all'interno della Chiesa e all'interno della comunità colpita), ci sarebbe forse da discutere sul fatto che forse (ma le prove?) il prete sia stato corrotto o "costretto" a cedere davanti alla prepotenza di certi elementi, ma, per l'appunto, lo si venga a dimostrare.
Restano le immagini eloquenti di una figuraccia internazionale che ha messo a nudo le incapacità di una classe politica e dirigente incompetente che avrebbe dovuto essere spazzata via con tanto di esonero generale.
restano le frasi fatte, i commenti, le polemiche, degli utenti e dei cittadini bovi cornuti e mazziati che invece di pretendere spiegazioni prima hanno ceduto sullo snaturamento del sistema carcerario in senso più buonista, poi adesso, ne piangono le dolorose conseguenze e la sfacciataggine dei parenti del boss defunto, esaltandosi per il papa social che va a messa con i fedeli ma non esige di sapere la dottrina del Buon Pastore oppure, dall'altro lato si chiede la chiusura della parrocchia come se fosse un covo di militanti o di terroristi cattivi che negano ad uno ciò che concedono ad un altro, misurando la Chiesa e la sua dottrina con metro inutile dei diritti dell'uomo e del cittadino.
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mercoledì 15 luglio 2015
Resa incondizionata.
La resa incondizionata è la richiesta imperiosa imposta alla Grecia nella notte tra domenica e lunedì affinchè, usando una frase militare, cessassero le ostilità.
Tsipras che aveva, la settimana precedente vinto il referendum e ottenuto mandato per riformulare un nuovo negoziato più leggero è stato, con un comportamento da criminali di guerra, sbattuto spalle al muro e minacciato di essere espulso se da generale non avesse accettato la resa.
Comportamento da criminali quello assunto dalla Germania della Merkel e dal suo vassallo Hollande che, più che un presidente eletto nelle file del Partito Socialista è un collaborazionista come Petain nella Francia fascista di Vichy.
Tsipras ha cercato di fare quello che ha potuto, con i mezzi a disposizione, ciò non toglie che abbia commesso, come tutti i generali che perdono, imperdonabili errori.
Primo: col senno di poi, sarebbe stato meglio, all'indomani del trionfo elettorale dello scorso gennaio imporre chiaro il concetto che la Grecia e il popolo greco avevano la ferma volontà di restare in Europa con la moneta unica ma ciò non significava a qualunque costo.
Secondo: Tsipras ha cercato di prendere tempo senza avere nulla in mano e senza presentare almeno un piano di riforme che fosse "alternativo" a quelle imposte dalla Troika ovvero un piano di aiuti economici alle fasce deboli, innalzamento delle pensioni minime e dei salari cercando, con questo di contrastare l'opposizione liberista e ripresentando cocciutamente le stesse misure.
Terzo: dopo la vittoria al referendum, Tsipras non doveva accettare le dimissioni del ministro greco e puntare sul tutto per tutto minacciando l'immediata uscita dalla Grecia se il sopracitato piano non fosse passato.
Quarto: serviva un piano di discussione delle riforme completamente diverso nel modo: Tsipras avrebbe, sempre minacciando la Grexit, dovuto imporre che il piano economico presentato e quelli degli altri Paesi, non più approvato dalla Troika e dai creditori internazionali, ma dal parlamento europeo prima e da quelli nazionali poi con la speranza almeno di veder riconosciuto qualche punto.
Invece tutto è stato bruciato in pochissimi giorni anche per evidente disparità delle forze in campo: la Merkel conta adesso, a differenza di Hitler, di solidissimi alleati, mentre Tsipras che ha tentato di dare il dito ha visto divorarsi tutto il braccio. Insomma una resa da un lato maturata per alcune decisioni del generale greco, piuttosto discutibili, anche se ha tentato di ammorbidire le posizioni della controparte (alla fine peggiorandole), dall'altro una vittoria ottenuta con forze soverchianti che non si sono limitate alla vittoria ma hanno infierito sul vinto umiliandolo decisamente.
Merkel come i generali Turreau che durante la campagna della Vandea devastava e sterminava i contadini in rivolta e come il generale americano Sherman che, durante la guerra di secessione, per piegare i confederati devasta Richmond, Atlanta e l'intera Georgia e i creditori internazionali che festeggiano come i gli speculatori nordisti del dopoguerra che acquistavano con pochi soldi interi appezzamenti di terra svenduti dalle famiglie sudiste ridotte alla fame.
La Grecia trattata come gli Stati confederati e Tsipras torturato per ore con la minaccia di trasformare la Grecia in un immenso campo di sterminio.
Adesso la guerra è persa irrimediabilmente, visto che Tsipras, perde pezzi da tutte le parti, il referendum è stato annullato e la Grecia diventerà una nuova colonia nazi-liberista. Una guerra disperata ma coraggiosa durata pochi mesi, in cui una dolce illusione si è trasformata in una rotta definitiva. Inutili sono le parole dello sconfitto che cerca di indorare la pillola affermando che è si ingiusto che si vada in pensione a 45 anni ma è inaccettabile che si vada a quasi 70 entro sette anni.
Dalla Germania arriva una spietata lezione ai ribelli: si accettano tutte le condizioni della prepotenza liberista oppure i rivoltosi faranno la fine degli ebrei polacchi sterminati dalla Weermacht oltre settenta anni prima, colpevoli di essersi ribellati al ghetto mortale imposto dai nazisti, ma se allora la Germania combatteva tra due fronti finendo schiacciata, adesso nulla sembra porre termine alla prepotenza tedesca priva di "ventri molli" (Italia) ma in possesso di ributtanti collaborazionisti (la Francia di Hollande).
Tsipras che aveva, la settimana precedente vinto il referendum e ottenuto mandato per riformulare un nuovo negoziato più leggero è stato, con un comportamento da criminali di guerra, sbattuto spalle al muro e minacciato di essere espulso se da generale non avesse accettato la resa.
Comportamento da criminali quello assunto dalla Germania della Merkel e dal suo vassallo Hollande che, più che un presidente eletto nelle file del Partito Socialista è un collaborazionista come Petain nella Francia fascista di Vichy.
Tsipras ha cercato di fare quello che ha potuto, con i mezzi a disposizione, ciò non toglie che abbia commesso, come tutti i generali che perdono, imperdonabili errori.
Primo: col senno di poi, sarebbe stato meglio, all'indomani del trionfo elettorale dello scorso gennaio imporre chiaro il concetto che la Grecia e il popolo greco avevano la ferma volontà di restare in Europa con la moneta unica ma ciò non significava a qualunque costo.
Secondo: Tsipras ha cercato di prendere tempo senza avere nulla in mano e senza presentare almeno un piano di riforme che fosse "alternativo" a quelle imposte dalla Troika ovvero un piano di aiuti economici alle fasce deboli, innalzamento delle pensioni minime e dei salari cercando, con questo di contrastare l'opposizione liberista e ripresentando cocciutamente le stesse misure.
Terzo: dopo la vittoria al referendum, Tsipras non doveva accettare le dimissioni del ministro greco e puntare sul tutto per tutto minacciando l'immediata uscita dalla Grecia se il sopracitato piano non fosse passato.
Quarto: serviva un piano di discussione delle riforme completamente diverso nel modo: Tsipras avrebbe, sempre minacciando la Grexit, dovuto imporre che il piano economico presentato e quelli degli altri Paesi, non più approvato dalla Troika e dai creditori internazionali, ma dal parlamento europeo prima e da quelli nazionali poi con la speranza almeno di veder riconosciuto qualche punto.
Invece tutto è stato bruciato in pochissimi giorni anche per evidente disparità delle forze in campo: la Merkel conta adesso, a differenza di Hitler, di solidissimi alleati, mentre Tsipras che ha tentato di dare il dito ha visto divorarsi tutto il braccio. Insomma una resa da un lato maturata per alcune decisioni del generale greco, piuttosto discutibili, anche se ha tentato di ammorbidire le posizioni della controparte (alla fine peggiorandole), dall'altro una vittoria ottenuta con forze soverchianti che non si sono limitate alla vittoria ma hanno infierito sul vinto umiliandolo decisamente.
Merkel come i generali Turreau che durante la campagna della Vandea devastava e sterminava i contadini in rivolta e come il generale americano Sherman che, durante la guerra di secessione, per piegare i confederati devasta Richmond, Atlanta e l'intera Georgia e i creditori internazionali che festeggiano come i gli speculatori nordisti del dopoguerra che acquistavano con pochi soldi interi appezzamenti di terra svenduti dalle famiglie sudiste ridotte alla fame.
La Grecia trattata come gli Stati confederati e Tsipras torturato per ore con la minaccia di trasformare la Grecia in un immenso campo di sterminio.
Adesso la guerra è persa irrimediabilmente, visto che Tsipras, perde pezzi da tutte le parti, il referendum è stato annullato e la Grecia diventerà una nuova colonia nazi-liberista. Una guerra disperata ma coraggiosa durata pochi mesi, in cui una dolce illusione si è trasformata in una rotta definitiva. Inutili sono le parole dello sconfitto che cerca di indorare la pillola affermando che è si ingiusto che si vada in pensione a 45 anni ma è inaccettabile che si vada a quasi 70 entro sette anni.
Dalla Germania arriva una spietata lezione ai ribelli: si accettano tutte le condizioni della prepotenza liberista oppure i rivoltosi faranno la fine degli ebrei polacchi sterminati dalla Weermacht oltre settenta anni prima, colpevoli di essersi ribellati al ghetto mortale imposto dai nazisti, ma se allora la Germania combatteva tra due fronti finendo schiacciata, adesso nulla sembra porre termine alla prepotenza tedesca priva di "ventri molli" (Italia) ma in possesso di ributtanti collaborazionisti (la Francia di Hollande).
lunedì 6 luglio 2015
Distruggete l' Europa!
Contro i sondaggi farlocchi, contro le ingerenze di personaggi autorevoli e seminatori di terrorismo psicologico a buon mercato, il popolo greco ha votato a schiacciante maggioranza "No" al referendum che chiedeva ai greci di accettare o rigettare il piano (un autentico ricatto) per salvare il paese, anzi le sue banche sull'orlo della bancarotta.
Un cazzotto allo stomaco, quello arrivato questa mattina all'Eurogruppo che sperava nella vittoria del "Si" credendo che un popolo che ha inventato la democrazia,si facesse ancora mettere i piedi in testa come quello italiano che ha inventato il fascismo esportandolo in mezzo continente.
Un pugno di ferro in attesa che ne arrivino altri, ancora peggiori, in grado di sotterrare una organizzazione europea agli completamente diversa da ciò che doveva essere, fondata sul monetarismo, una economia liberista e un gruppo di politicanti che ignorando l'esistenza di un parlamento europeo e dei parlamenti nazionali prende decisioni più che discutibili, per rafforzare i propri interessi.
Da oggi la Grecia ha dimostrato che non è più così, che il voto è l'unico strumento che può ancora abbattere una organizzazione europea di stampo criminale che ha mandato sul lastrico milioni di persone, quasi trasformando una nazione in un gigantesco campo di sterminio, grazie a misure ecomiche mortali e cervellotiche.
Si è aperto un nuovo capitolo nella (breve) storia di questa organizzazione che credeva di poter comandare e spadroneggiare a proprio piacimento, un capitolo che ci auguriamo porti alla definitiva rottura di questa organizzazione che non rappresenta nessun cittadino europeo. Il vento diverrà bufera se alla Grecia che ha rigettato sonoramente i ricatti della associazione criminale, si aggiungeranno le elezioni spagnole (in cui la sinistra radicale degli Indignados sembra essere in testa, o comunque in forte ascesa) e il referendum britannico che deve portare dentro o fuori la Gran Bretagna dalla UE.
Insomma per i falchi liberisti, per gli intransigenti dei conti in regola con economia fino all'osso, potrebbe essere davvero la fine se nei prossimi tre anni il fronte antiausterity diventerà più agguerrito e corposo e non sarà colpa dei cittadini, se mai delle teste di legno che hanno giocato a fare i dottori sulla pelle di quei cittadini che ora vogliono mandare tutto a catafascio e giustamente.
In questo fronte manca solo il nostro Paese, ma ovviamente da bravi vigliacchi ce ne guardiamo bene dall'entrare e guidare il fronte antiausterity dando il colpo di grazia a questi criminali.
Si è mai visto un delinquente che prende il potere a Palazzo Chigi scalzandone un altro, che poi scalza delinquenti peggiori di lui?
A noi ci è riservato il posto d'onore del subire la lezione di libertà e democrazia, non quella esportata da oltre oceano, ma quella europea nata in Grecia e che torna a garrire e che rischia per fortuna di diffondersi in Spagna e in Gran Bretagna, mandando in frantumi sogni di gloria e di potere di pochi personaggi sostenitori di assurde teorie economiche.
Antieuropeisti di tutto il continente, unitevi e distruggete l'Unione Europea!
Un cazzotto allo stomaco, quello arrivato questa mattina all'Eurogruppo che sperava nella vittoria del "Si" credendo che un popolo che ha inventato la democrazia,si facesse ancora mettere i piedi in testa come quello italiano che ha inventato il fascismo esportandolo in mezzo continente.
Un pugno di ferro in attesa che ne arrivino altri, ancora peggiori, in grado di sotterrare una organizzazione europea agli completamente diversa da ciò che doveva essere, fondata sul monetarismo, una economia liberista e un gruppo di politicanti che ignorando l'esistenza di un parlamento europeo e dei parlamenti nazionali prende decisioni più che discutibili, per rafforzare i propri interessi.
Da oggi la Grecia ha dimostrato che non è più così, che il voto è l'unico strumento che può ancora abbattere una organizzazione europea di stampo criminale che ha mandato sul lastrico milioni di persone, quasi trasformando una nazione in un gigantesco campo di sterminio, grazie a misure ecomiche mortali e cervellotiche.
Si è aperto un nuovo capitolo nella (breve) storia di questa organizzazione che credeva di poter comandare e spadroneggiare a proprio piacimento, un capitolo che ci auguriamo porti alla definitiva rottura di questa organizzazione che non rappresenta nessun cittadino europeo. Il vento diverrà bufera se alla Grecia che ha rigettato sonoramente i ricatti della associazione criminale, si aggiungeranno le elezioni spagnole (in cui la sinistra radicale degli Indignados sembra essere in testa, o comunque in forte ascesa) e il referendum britannico che deve portare dentro o fuori la Gran Bretagna dalla UE.
Insomma per i falchi liberisti, per gli intransigenti dei conti in regola con economia fino all'osso, potrebbe essere davvero la fine se nei prossimi tre anni il fronte antiausterity diventerà più agguerrito e corposo e non sarà colpa dei cittadini, se mai delle teste di legno che hanno giocato a fare i dottori sulla pelle di quei cittadini che ora vogliono mandare tutto a catafascio e giustamente.
In questo fronte manca solo il nostro Paese, ma ovviamente da bravi vigliacchi ce ne guardiamo bene dall'entrare e guidare il fronte antiausterity dando il colpo di grazia a questi criminali.
Si è mai visto un delinquente che prende il potere a Palazzo Chigi scalzandone un altro, che poi scalza delinquenti peggiori di lui?
A noi ci è riservato il posto d'onore del subire la lezione di libertà e democrazia, non quella esportata da oltre oceano, ma quella europea nata in Grecia e che torna a garrire e che rischia per fortuna di diffondersi in Spagna e in Gran Bretagna, mandando in frantumi sogni di gloria e di potere di pochi personaggi sostenitori di assurde teorie economiche.
Antieuropeisti di tutto il continente, unitevi e distruggete l'Unione Europea!
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mercoledì 9 luglio 2014
Un Nuovo Concilio?
Recentemente Papa Francesco ha monopolizzato l'attenzione dei mass media per il lancio a sorpresa di una scomunica verbale ai mafiosi, affermando che essi, per i loro atti criminali, sono da considerarsi fuori dalla comunità cristiana.
Il tema in questione è un altro, a mio avviso è arrivato il momento di fare un po' di pulizia sia all'interno della gerarchia ecclesiastica, sia tra i presunti fedeli. Il mondo secolare, sempre aggrappato alle evoluzione e ai cambiamenti di società, stili di vita, tradizioni e concetti di giustizia sociale, pare sia riuscito nell'impresa di contaminare anche la Chiesa cattolica che, con la scusa del dialogo e della linea morbida ha sperto le porte a un rilassamento dei costumi e al suo nemico numero uno, almeno sul piano secolare: il relativismo.
Sono pochi i veri fedeli che praticano quotidianamente gli insegnamenti del Vangelo e i precetti cattolici, la restante parte si reca a Messa per abitudine, per poi peccare più di prima anche grazie a moltissimi sacerdoti che vestono l'abito come lavoro più o meno retribuito che certamente non mostrano un esempio lampante, anche dal punto di vista della vita privata.
La domanda corrente e quanto mai attuale è questa: quale strada ha imboccato la Chiesa? Quale strada, se mai non ne ha imboccata nessuna, vuole intraprendere? Quali sono i valori indiscutibili? A tali domande non si può rispondere con una scomunica verbale e gettata lì ai mafiosi, cosa assai ridicola e molto discutibile, ma innanzitutto serve fermarsi un attimo, guardarsi attorno e prendere qualche dolorosa decisione.
Il dialogo con il mondo secolare forte dei suoi pseudo valori non significa in alcun modo barattare i propri a buon mercato, ma semmai chiarire che la Chiesa parte dal dialogo per affermare i suoi valori e i suoi principi e innanzitutto affermare definitivamente che, essere cattolici non significa esserlo perchè si crede passivamente agli insegnamente ricevuti, ne tantomeno esserlo sulla carta perchè lo si dichiara in qualche sondaggio.
La fede religiosa (questo deve essere il dovere della Chiesa) significa attuarne i precetti in maniera quotidiana e far capire che i valori attuati e insegnati dalla Chiesa sono in alcuni casi assai superiori a quelli propinati dal mondo secolare. Non si tratta di manifestare contro l'aborto e il divorzio e fare volantinaggio religioso-politico ma applicare i valori nel vivere comune.
Ovviamente è indispensabile, affinchè, si possa tornare, da parte della Chiesa a pretendere l'esercizio della fede e dei precetti, che essa assuma sembianze assai più credibili di quelle odierne, non necessariamente tornare a essere una roccaforte chiusa ermeticamente al mondo extravaticano, ma in grado di proporsi come una unica alternativa valida.
Innanzitutto è necessario convocare un Concilio solenne che prenda importantissime quanto delicatissime e gravi decisioni.
Basta con la linea morbida e il dialogo che porta a barattare e svendere valori e porsi qualche interrogativo per poi agire di conseguenza.
In primo luogo: la Chiesa condanna senza appello la pratica dell'aborto chirurgico e le altre forme anticoncezionali anche se esse impediscono la trasmissione di malattie infettive? Se la Scienza ha stabilito che il termine vita va applicato anche alle primissime forme di vita unicellulare, allora la pratica dell'aborto chirurgico per la Chiesa va considerato esclusivamente come un omicidio, quindo come un peccato mortale.
Alla donna abortista a cui va comunque lasciato la libertà di scelta, almeno sul piano secolare, dovrebbe essere vietata "ad interim" la somministrazione di tutti i sacramenti (comunione, confessione, eucarestia, ingresso in terreno consacrato e sepoltura fuori dal terreno consacrato) oltre a impedirle di battezzare i propri figli e a essi far ricevere il restante dei sacramenti fino a quando la donn a non mostra un edeguato pentimento e richiede di essere riammessa tra i fedeli e ricevere il resto dei sacramenti. Nei casi gravi si può arrivare alla scomunica e la Chiesa dovrebbe possedere un database di coloro che con il loro comportamento sono stati esclusi dalla comunità e far rispettarne l'allontanamento fino al pentimento con la richiesta davanti al Pointefice di essere riammessa.
Punto secondo: divorzio. La Chiesa condanna ancora la legge sul divorzio in quanto contraria al principio del "Ciò che Dio unisce, l'uomo non divida"? Esistono particolari situazioni in cui un matrimonio può essere sciolto da un ente ecclesiastico preposto? Se per la Chiesa il divorzio è un peccato mortale e se, in un Concilio serio si decida che esso porta il credente in aperto dissidio con la Chiesa esso va, solennemente condannato senza appello e i praticanti privati, come le donne abortiste dei sacramenti per se e per la famiglia di origine e per i figli avuti dal matrimonio fallito. A entrambi va vietato l'ingresso nelle Chiese, la partecipazione a ogni forma liturgica, la possibilità di confessarsi all'interno di luoghi consacrati e di ricevere l'assoluzione, di ricevere ancora meno la comunione e, se irridiccibili l'eucarestia e i sacramenti per i figli. Non solo, se la Chiesa condanna senza appello la pratica del divorzio per futili motivi (incompatibilità di carattere, aridità sentimentale, tradimenti etc.) allora altrettanto da condannare è la possibilità, concessa dal mondo secolare e dalle sue istituzioni, di contrarre nuove nozze, rendendo bigamo e meritevole di scomunica, il o la contraente con divieto perpetuo di ricevere l'eucarestia e la facoltà per il prete di applicare questa opzione.
Punto terzo: il ripristino dell'interdetto. Esso andrebbe applicato alle parrocchie e alle chiese al cui interno il prete o il rappresentantedella gerarchia ecclesiastica non applica con rigore e in maniera ferrea, le decisioni prese dal Concilio sopratutto in materia di divorzio e aborto). L'interdetto dovrebbe prevedere la chiusura a divinis della o delle chiese interessate, il divieto di celebrare messe e ogni genere di sacramenti fino alla sua possibile scensacrazione ufficiale e alla scomunica dell'ecclesiastico in questione.
Quello fin qui scritto non deve far pensare al sottoscritto come un fanatico cattolico ultramilitante, ma a una esplicita richiesta di chiarezza da parte della Chiesa che con un Concilio dovrebbe prendere decisioni in merito alle questioni sopra elencate sempre se si riconosce nella Chiesa che, nei secoli precedenti era militante e operativa nella salvezza delle anime anzichè nel barattare valori. Essere convinti che la Chiesa debba essere misurata con criteri e idee secolari è fuori luogo, tutto ciò che concerne la religione cattolica ha un suo e d esclusivo metro di giudizio e proprie leggi che molto spesso non combaciano con le idee erette nel secolo. La Chiesa dovrebbe fermarsi così come i suoi fedeli e capire finalmente che il cattolicesimo militante non è cantare slogan al papa di turno, ne tantomeno sventolare fazzoletti colorati o possedere e far benedire immaginette sacre, quanto piuttosto sforzarsi quotidianamente di applicare alla lettera, perchè convinti e saldi della propria fede gli insegnamenti e i precetti del cattolicesimo, senza tuttavia essere sordi, ciechi e muti e vivere nel mondo secolare la propria fede. La cosa più difficile per un cattolico è dimostrare di esserlo mentre è più facile gettare nel dimenticatoio i precetti religiosi per vivere a pino dei valori offerti dal mondo secolare e fari si che certi valori secolari siano utilizzati egoisticamente a proprio vantaggio o quando servono per tutelare i nostri interessi.
Il tema in questione è un altro, a mio avviso è arrivato il momento di fare un po' di pulizia sia all'interno della gerarchia ecclesiastica, sia tra i presunti fedeli. Il mondo secolare, sempre aggrappato alle evoluzione e ai cambiamenti di società, stili di vita, tradizioni e concetti di giustizia sociale, pare sia riuscito nell'impresa di contaminare anche la Chiesa cattolica che, con la scusa del dialogo e della linea morbida ha sperto le porte a un rilassamento dei costumi e al suo nemico numero uno, almeno sul piano secolare: il relativismo.
Sono pochi i veri fedeli che praticano quotidianamente gli insegnamenti del Vangelo e i precetti cattolici, la restante parte si reca a Messa per abitudine, per poi peccare più di prima anche grazie a moltissimi sacerdoti che vestono l'abito come lavoro più o meno retribuito che certamente non mostrano un esempio lampante, anche dal punto di vista della vita privata.
La domanda corrente e quanto mai attuale è questa: quale strada ha imboccato la Chiesa? Quale strada, se mai non ne ha imboccata nessuna, vuole intraprendere? Quali sono i valori indiscutibili? A tali domande non si può rispondere con una scomunica verbale e gettata lì ai mafiosi, cosa assai ridicola e molto discutibile, ma innanzitutto serve fermarsi un attimo, guardarsi attorno e prendere qualche dolorosa decisione.
Il dialogo con il mondo secolare forte dei suoi pseudo valori non significa in alcun modo barattare i propri a buon mercato, ma semmai chiarire che la Chiesa parte dal dialogo per affermare i suoi valori e i suoi principi e innanzitutto affermare definitivamente che, essere cattolici non significa esserlo perchè si crede passivamente agli insegnamente ricevuti, ne tantomeno esserlo sulla carta perchè lo si dichiara in qualche sondaggio.
La fede religiosa (questo deve essere il dovere della Chiesa) significa attuarne i precetti in maniera quotidiana e far capire che i valori attuati e insegnati dalla Chiesa sono in alcuni casi assai superiori a quelli propinati dal mondo secolare. Non si tratta di manifestare contro l'aborto e il divorzio e fare volantinaggio religioso-politico ma applicare i valori nel vivere comune.
Ovviamente è indispensabile, affinchè, si possa tornare, da parte della Chiesa a pretendere l'esercizio della fede e dei precetti, che essa assuma sembianze assai più credibili di quelle odierne, non necessariamente tornare a essere una roccaforte chiusa ermeticamente al mondo extravaticano, ma in grado di proporsi come una unica alternativa valida.
Innanzitutto è necessario convocare un Concilio solenne che prenda importantissime quanto delicatissime e gravi decisioni.
Basta con la linea morbida e il dialogo che porta a barattare e svendere valori e porsi qualche interrogativo per poi agire di conseguenza.
In primo luogo: la Chiesa condanna senza appello la pratica dell'aborto chirurgico e le altre forme anticoncezionali anche se esse impediscono la trasmissione di malattie infettive? Se la Scienza ha stabilito che il termine vita va applicato anche alle primissime forme di vita unicellulare, allora la pratica dell'aborto chirurgico per la Chiesa va considerato esclusivamente come un omicidio, quindo come un peccato mortale.
Alla donna abortista a cui va comunque lasciato la libertà di scelta, almeno sul piano secolare, dovrebbe essere vietata "ad interim" la somministrazione di tutti i sacramenti (comunione, confessione, eucarestia, ingresso in terreno consacrato e sepoltura fuori dal terreno consacrato) oltre a impedirle di battezzare i propri figli e a essi far ricevere il restante dei sacramenti fino a quando la donn a non mostra un edeguato pentimento e richiede di essere riammessa tra i fedeli e ricevere il resto dei sacramenti. Nei casi gravi si può arrivare alla scomunica e la Chiesa dovrebbe possedere un database di coloro che con il loro comportamento sono stati esclusi dalla comunità e far rispettarne l'allontanamento fino al pentimento con la richiesta davanti al Pointefice di essere riammessa.
Punto secondo: divorzio. La Chiesa condanna ancora la legge sul divorzio in quanto contraria al principio del "Ciò che Dio unisce, l'uomo non divida"? Esistono particolari situazioni in cui un matrimonio può essere sciolto da un ente ecclesiastico preposto? Se per la Chiesa il divorzio è un peccato mortale e se, in un Concilio serio si decida che esso porta il credente in aperto dissidio con la Chiesa esso va, solennemente condannato senza appello e i praticanti privati, come le donne abortiste dei sacramenti per se e per la famiglia di origine e per i figli avuti dal matrimonio fallito. A entrambi va vietato l'ingresso nelle Chiese, la partecipazione a ogni forma liturgica, la possibilità di confessarsi all'interno di luoghi consacrati e di ricevere l'assoluzione, di ricevere ancora meno la comunione e, se irridiccibili l'eucarestia e i sacramenti per i figli. Non solo, se la Chiesa condanna senza appello la pratica del divorzio per futili motivi (incompatibilità di carattere, aridità sentimentale, tradimenti etc.) allora altrettanto da condannare è la possibilità, concessa dal mondo secolare e dalle sue istituzioni, di contrarre nuove nozze, rendendo bigamo e meritevole di scomunica, il o la contraente con divieto perpetuo di ricevere l'eucarestia e la facoltà per il prete di applicare questa opzione.
Punto terzo: il ripristino dell'interdetto. Esso andrebbe applicato alle parrocchie e alle chiese al cui interno il prete o il rappresentantedella gerarchia ecclesiastica non applica con rigore e in maniera ferrea, le decisioni prese dal Concilio sopratutto in materia di divorzio e aborto). L'interdetto dovrebbe prevedere la chiusura a divinis della o delle chiese interessate, il divieto di celebrare messe e ogni genere di sacramenti fino alla sua possibile scensacrazione ufficiale e alla scomunica dell'ecclesiastico in questione.
Quello fin qui scritto non deve far pensare al sottoscritto come un fanatico cattolico ultramilitante, ma a una esplicita richiesta di chiarezza da parte della Chiesa che con un Concilio dovrebbe prendere decisioni in merito alle questioni sopra elencate sempre se si riconosce nella Chiesa che, nei secoli precedenti era militante e operativa nella salvezza delle anime anzichè nel barattare valori. Essere convinti che la Chiesa debba essere misurata con criteri e idee secolari è fuori luogo, tutto ciò che concerne la religione cattolica ha un suo e d esclusivo metro di giudizio e proprie leggi che molto spesso non combaciano con le idee erette nel secolo. La Chiesa dovrebbe fermarsi così come i suoi fedeli e capire finalmente che il cattolicesimo militante non è cantare slogan al papa di turno, ne tantomeno sventolare fazzoletti colorati o possedere e far benedire immaginette sacre, quanto piuttosto sforzarsi quotidianamente di applicare alla lettera, perchè convinti e saldi della propria fede gli insegnamenti e i precetti del cattolicesimo, senza tuttavia essere sordi, ciechi e muti e vivere nel mondo secolare la propria fede. La cosa più difficile per un cattolico è dimostrare di esserlo mentre è più facile gettare nel dimenticatoio i precetti religiosi per vivere a pino dei valori offerti dal mondo secolare e fari si che certi valori secolari siano utilizzati egoisticamente a proprio vantaggio o quando servono per tutelare i nostri interessi.
sabato 15 dicembre 2012
Far West
Posto l'articolo di "Repubblica" sulla nuova strage di bambini all'interno di una scuola materna negli Stati Uniti. Dopo il folle gesto,accaduto qualche mese fa,compiuta da un pazzo armato fino ai denti che in una sala cinematografica,travestito da Batman ha massacrato decine di persone che si erano recate per assistere al film "Batman",ecco un nuovo episodio di violenza inaudita che travolge la vita tranquilla di una città statunitense.
Ventisei morti, di cui 20 bambini, fra i 5 e i 10 anni. L'America e il mondo sono sconvolti per la tragedia della piccola cittadina di Newtown, in Connecticut, "il posto più sicuro del mondo" come lo ha definito un genitore, dove invece un giovane killer armato ha fatto irruzione nella scuola elementare di Sandy Hook, massacrando un'intera classe e gli adulti che intervenivano a fermarlo, compresa la preside e la psicologa. Il ragazzo si è poi suicidato. "Un atto orribile", ha commentato il presidente Barack Obama parlando al Paese visibilmente emozionato, fermandosi più volte per ricacciare le lacrime (video).
I contorni della tragedia sono ancora confusi. L'autore della strage, identificato come Adam Lanza, 20 anni, era di Newtown, ma viveva a Hoboken, la cittadina del New Jersey in cui nacque Frank Sinatra. Indossava un giubbotto antiproiettile e aveva almeno due pistole - una Glock e una Sig Sauer, che sono state ritrovate sul posto - e un fucile calibro 223. Ma forse aveva anche altre armi. Avrebbe iniziato a sparare nelle classi dei bambini più piccoli per poi togliersi la vita al termine del suo folle raid.
Il fratello maggiore, Ryan Lanza, 24 anni, è stato individuato dalla polizia e starebbe collaborando con le autorità, che non lo considerano collegato alla strage. Ryan Lanza ha detto
che il fratello soffriva di disturbi della personalità "di tipo autistico". Ryan, visto che il fratello portava addosso un suo documento, era stato additato nei primi momenti come autore della strage, e il suo profilo su Facebook preso d'assalto. Poi il chiarimento.
La polizia avrebbe fermato anche un'altra persona, ma non se ne conoscono le generalità.
Uccisi i familiari. Tra le vittime della giornata di follia di Adam Lanza anche sua madre, Nancy Lanza, insegnante alla Sandy Hook. È la ventottesima vittima. Nancy Lanza è stata trovata morta nella casa di Newtown dove viveva. Adam l'ha uccisa prima di uscire di casa, salire nella sua macchina e recarsi all'istituto per proseguire la strage.
Le autorità hanno fornito il numero definitivo delle vittime nella scuola solo nel primo pomeriggio americano: 20 bambini (di cui 2 morti in ospedale), sei adulti e l'assalitore suicida. Di certo è una delle stragi più gravi e drammatiche compiute nelle scuole negli Stati Uniti, ma solo l'ultima di una lunga serie, da Columbine a Virginia Tech.
Obama: "Ci siamo passati troppe volte". E la pressione perché la regolamentazione della troppo libera distribuzione delle armi diventi una priorità dell'Amministrazione - in un paese dove è molto forte la lobby delle armi e molto sentito il diritto all'autodifesa - ha spinto il presidente Obama a lanciare un impegno, ancora molto vago, nel commosso discorso pronunciato in diretta televisiva a poche ore dalla strage. "Come Paese ci siamo passati troppe volte, abbiamo vissuto troppe tragedie come questa" ha detto Barack Obama, fermandosi più volte per asciugarsi le lacrime.
FOTO La protesta anti armi alla Casa Bianca
"Dobbiamo unirci per intraprendere azioni per impedire che cose del genere si ripetano, a prescindere dalla politica. Reagisco non da presidente, ma da genitore, specialmente oggi", ha aggiunto ricordando i bambini, tutti tra i 5 e i 10 anni, "con tutta la vita davanti". E gli insegnanti, che a loro hanno dedicato la vita. "I nostri cuori sono infranti", ha continuato il presidente, aggiungendo: "E' ora di prendere provvedimenti".
La scuola. La sparatoria è avvenuta alla Sandy Hook Elementary School, un edificio circondato da un bosco, in una tranquilla cittadina un centinaio di chilometri a nord di New York. "E' allarmante, specialmente qui a Newtown, che abbiamo sempre creduto il posto più sicuro d'America", racconta uno dei genitori, Stephen Delgiadice.
FOTO Il terrore nei volti di bambini e genitori
La polizia ha circondato tutta la zona e sul luogo sono arrivate squadre speciali, oltre ad ambulanze e soccorsi. Una donna che si trovava nell'edificio, intervistata dalla Cnn, ha raccontato di aver sentito sparare un centinaio di colpi e di aver visto due corpi riversi nell'atrio dell'edificio. La stessa testimone ha raccontato che fra le vittime ci sono la preside dell'istituto e lo psicologo della scuola. Il vicepreside sarebbe invece ferito a una gamba.
I bambini nascosti negli armadi. Gli altri bambini hanno lasciato l'edificio in lacrime, in una straziante processione: tremanti, coi volti impauriti, sono stati portati in una caserma dei pompieri vicino alla scuola, dove si sono radunati anche i genitori, sotto shock. Per ore, dopo la strage, gli agenti hanno perlustrato l'edificio e alcuni bambini terrorizzati sono stati trovati chiusi dentro armadi nei quali aveva cercato rifugio.
Tra i tanti messaggi di condoglianze e inviati al presidente Barack Obama da leader del mondo c'è anche quello della regina Elisabetta. La sovrana ha scritto al capo della Casa Bianca per esprimere "il profondo turbamento e la profonda tristezza" per la strage dei bambini nella scuola di Newtown.
Spazio alle riflessioni.
Il presidente Obama,appena rieletto presidente,ha annunciato in una conferenza stampa,commosso e turbato per l'accaduto che,la possibilità di acquistare armi liberamente sarà sottoposta a restrizioni.
In un Paese che ha scelto liberamente la possibilità di concedere ai propri cittadini di potersi difendere da soli e difendere la proprietà privata con armi da fuoco,sta facendo i conti con una realtà drammatica. Ovvero che le armi acquistate da chiunque in un comunissimo negozio specializzato,possano finire in mani di persone instabili mentalmente e psicologicamente che,da un giorno all'alòtro si rendono responsabili di azioni sanguinarie come riportate nell'articolo sopra postato.
La libertà di poter acquistare armi negli Stati Uniti andrebbe cancellata definitivamente dopo l'ennesimo atto di violenza omicida inspiegabile,essendoci già professionisti come gli agenti delle forze dell'ordine che vengono addestrati in maniera specifica proprio nell'utilizzo di armi da fuoco è quantomeno (è una opinione personale) superflua e che,come in queste situazioni,può trasformarsi in un pericolo imminente che sfocia in tragedia.
le armi da fuoco devono essere utilizzate solo dagli agenti di pubblica sicurezza e solo in casi estremi e necessari,la "libertà" di dare in mano a chiunque pistole e fucili significa copiare e incollare quello che accadeva 150 anni fa proprio negli Usa dove nei piccoli centri dell'Ovest chiunque girava armato e poteva scatenare una sparatoria per futili motivi o vendicarsi per torti personali ricevuti. Il tempo del selvaggio West dei cacciatori di taglie e delle guerre indiane è passato da un bel pezzo. L'America guardi in faccia la realtà.
Ventisei morti, di cui 20 bambini, fra i 5 e i 10 anni. L'America e il mondo sono sconvolti per la tragedia della piccola cittadina di Newtown, in Connecticut, "il posto più sicuro del mondo" come lo ha definito un genitore, dove invece un giovane killer armato ha fatto irruzione nella scuola elementare di Sandy Hook, massacrando un'intera classe e gli adulti che intervenivano a fermarlo, compresa la preside e la psicologa. Il ragazzo si è poi suicidato. "Un atto orribile", ha commentato il presidente Barack Obama parlando al Paese visibilmente emozionato, fermandosi più volte per ricacciare le lacrime (video).
I contorni della tragedia sono ancora confusi. L'autore della strage, identificato come Adam Lanza, 20 anni, era di Newtown, ma viveva a Hoboken, la cittadina del New Jersey in cui nacque Frank Sinatra. Indossava un giubbotto antiproiettile e aveva almeno due pistole - una Glock e una Sig Sauer, che sono state ritrovate sul posto - e un fucile calibro 223. Ma forse aveva anche altre armi. Avrebbe iniziato a sparare nelle classi dei bambini più piccoli per poi togliersi la vita al termine del suo folle raid.
Il fratello maggiore, Ryan Lanza, 24 anni, è stato individuato dalla polizia e starebbe collaborando con le autorità, che non lo considerano collegato alla strage. Ryan Lanza ha detto
che il fratello soffriva di disturbi della personalità "di tipo autistico". Ryan, visto che il fratello portava addosso un suo documento, era stato additato nei primi momenti come autore della strage, e il suo profilo su Facebook preso d'assalto. Poi il chiarimento.
La polizia avrebbe fermato anche un'altra persona, ma non se ne conoscono le generalità.
Uccisi i familiari. Tra le vittime della giornata di follia di Adam Lanza anche sua madre, Nancy Lanza, insegnante alla Sandy Hook. È la ventottesima vittima. Nancy Lanza è stata trovata morta nella casa di Newtown dove viveva. Adam l'ha uccisa prima di uscire di casa, salire nella sua macchina e recarsi all'istituto per proseguire la strage.
Le autorità hanno fornito il numero definitivo delle vittime nella scuola solo nel primo pomeriggio americano: 20 bambini (di cui 2 morti in ospedale), sei adulti e l'assalitore suicida. Di certo è una delle stragi più gravi e drammatiche compiute nelle scuole negli Stati Uniti, ma solo l'ultima di una lunga serie, da Columbine a Virginia Tech.
Obama: "Ci siamo passati troppe volte". E la pressione perché la regolamentazione della troppo libera distribuzione delle armi diventi una priorità dell'Amministrazione - in un paese dove è molto forte la lobby delle armi e molto sentito il diritto all'autodifesa - ha spinto il presidente Obama a lanciare un impegno, ancora molto vago, nel commosso discorso pronunciato in diretta televisiva a poche ore dalla strage. "Come Paese ci siamo passati troppe volte, abbiamo vissuto troppe tragedie come questa" ha detto Barack Obama, fermandosi più volte per asciugarsi le lacrime.
FOTO La protesta anti armi alla Casa Bianca
"Dobbiamo unirci per intraprendere azioni per impedire che cose del genere si ripetano, a prescindere dalla politica. Reagisco non da presidente, ma da genitore, specialmente oggi", ha aggiunto ricordando i bambini, tutti tra i 5 e i 10 anni, "con tutta la vita davanti". E gli insegnanti, che a loro hanno dedicato la vita. "I nostri cuori sono infranti", ha continuato il presidente, aggiungendo: "E' ora di prendere provvedimenti".
La scuola. La sparatoria è avvenuta alla Sandy Hook Elementary School, un edificio circondato da un bosco, in una tranquilla cittadina un centinaio di chilometri a nord di New York. "E' allarmante, specialmente qui a Newtown, che abbiamo sempre creduto il posto più sicuro d'America", racconta uno dei genitori, Stephen Delgiadice.
FOTO Il terrore nei volti di bambini e genitori
La polizia ha circondato tutta la zona e sul luogo sono arrivate squadre speciali, oltre ad ambulanze e soccorsi. Una donna che si trovava nell'edificio, intervistata dalla Cnn, ha raccontato di aver sentito sparare un centinaio di colpi e di aver visto due corpi riversi nell'atrio dell'edificio. La stessa testimone ha raccontato che fra le vittime ci sono la preside dell'istituto e lo psicologo della scuola. Il vicepreside sarebbe invece ferito a una gamba.
I bambini nascosti negli armadi. Gli altri bambini hanno lasciato l'edificio in lacrime, in una straziante processione: tremanti, coi volti impauriti, sono stati portati in una caserma dei pompieri vicino alla scuola, dove si sono radunati anche i genitori, sotto shock. Per ore, dopo la strage, gli agenti hanno perlustrato l'edificio e alcuni bambini terrorizzati sono stati trovati chiusi dentro armadi nei quali aveva cercato rifugio.
Tra i tanti messaggi di condoglianze e inviati al presidente Barack Obama da leader del mondo c'è anche quello della regina Elisabetta. La sovrana ha scritto al capo della Casa Bianca per esprimere "il profondo turbamento e la profonda tristezza" per la strage dei bambini nella scuola di Newtown.
Spazio alle riflessioni.
Il presidente Obama,appena rieletto presidente,ha annunciato in una conferenza stampa,commosso e turbato per l'accaduto che,la possibilità di acquistare armi liberamente sarà sottoposta a restrizioni.
In un Paese che ha scelto liberamente la possibilità di concedere ai propri cittadini di potersi difendere da soli e difendere la proprietà privata con armi da fuoco,sta facendo i conti con una realtà drammatica. Ovvero che le armi acquistate da chiunque in un comunissimo negozio specializzato,possano finire in mani di persone instabili mentalmente e psicologicamente che,da un giorno all'alòtro si rendono responsabili di azioni sanguinarie come riportate nell'articolo sopra postato.
La libertà di poter acquistare armi negli Stati Uniti andrebbe cancellata definitivamente dopo l'ennesimo atto di violenza omicida inspiegabile,essendoci già professionisti come gli agenti delle forze dell'ordine che vengono addestrati in maniera specifica proprio nell'utilizzo di armi da fuoco è quantomeno (è una opinione personale) superflua e che,come in queste situazioni,può trasformarsi in un pericolo imminente che sfocia in tragedia.
le armi da fuoco devono essere utilizzate solo dagli agenti di pubblica sicurezza e solo in casi estremi e necessari,la "libertà" di dare in mano a chiunque pistole e fucili significa copiare e incollare quello che accadeva 150 anni fa proprio negli Usa dove nei piccoli centri dell'Ovest chiunque girava armato e poteva scatenare una sparatoria per futili motivi o vendicarsi per torti personali ricevuti. Il tempo del selvaggio West dei cacciatori di taglie e delle guerre indiane è passato da un bel pezzo. L'America guardi in faccia la realtà.
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