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sabato 22 agosto 2015

"Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo Paese" Atto III

Ancora una volta a commentare sull'ennesima figura di cacca di questa fogna italica a cielo aperto.
I funerai svoltisi nei giorni scorsi di Vittorio Casamonica boss di una delle famiglie della mafia capitolina ha scatenato una montagna di polemiche e, cosa non solo non secondaria, ma irritante, le opinioni scellerati di opinionisti, tuttologi e canagliume del social network.
Come sempre adesso si cerca di chiudere la stalla quando ormai i buoi sono scappati e quando tutto èì finito: le esequie degne di un principe della vecchia nobiltà romana scadute nel trash che è il costume della gentaglia mafiosa, si sono svolte tranquillamente gestite dagli stessi parenti della vittima come se si trattasse di gestire un qualunque affare mafioso o un traffico di stupefacenti.
Ciò che manda in bestia è che le istituzioni, a partire dal ministro dell'interno, dal prefetto di Roma, dal comandante dei carabinieri, per finire alla polizia municipale sapevano ciò che sarebbe accaduto e hanno addirittura prestato il fianco fingendo di non sapere, dichiarando oggi, che "ci sono stati errori gravi nella vicenda" come a dire "ci scusiamo per il previsto disagio".
La cosa peggiore è che, come nella migliore tradizione italica adesso si urla allo scandalo, si chiede la testa dei responsabili, si agitano le forche, si minaccia la sommossa virtuale quando sarebbe bene fare prima uno scrupoloso esame di coscienza.
Da decenni la corrente permissivista e deregolamentatrice di certa politica ha permesso che si arrivasse a tanto sfacelo.
Le leggi che hanno consentito al giudice di firmare il permesso ai parenti del boss, in carcere di assistere ai funerali, non esiste dall'altro ieri ma è frutto di un percorso legislativo che mettendo in evidenza i vantaggi, ne ha nascosto volutamente gli svantaggi.
La legge che ha introdotto in Italia ( e altrove) la concessione degli sconti di pena, delle pene  alternative, la possibilità di scarcerazione per buona condotta et similia, sono il risultato di ragionamenti irresponsabili che puntando sul fatto che il sistema penitenziario deve essere un sistema rieducativo, hanno tralasciato quello punitivo snaturandolo e ponendolo all'angolo.
Non sono una persona che pretende la reintroduzione della pena capitale (giammai!), ma neanche una persona che è disposta a osservare che criminali inveterati escano ed entrino a piacimento (loro) dal carcere con le istituzioni impotenti perchè permissiviste. Forse è il momento di rivedere la struttura di questo Paese ormai insostenibile puntando decisamente su un modello centralizzato e gerarchizzato osservante dei diritti umani e della libertà ma, che si assuma le sue responsabilità.
Sulla Chiesa che solo oggi si infuria urlando anch'essa allo scandalo, nulla da dire. Partendo dal prete esso non ha colpe in quanto il funerale è un sacramento cristiano che non può essere negato solo perchè il defunto è un ex galeotto ed ex delinquente, d'altra parte si fa notare che la stessa parrocchia ha negato le esequie a Piergiorgio Welby, decisione discutibile ma si dimentica che i funerali non sono un diritto dell'uomo e del cittadino da reclamare, ma un sacramento e un tempo, i suicidi (per la Chiesa forse si tratta anche di ciò nel caso di Welby) venivano seppelliti in terra sconsacrata con i cani, altri tempi, e anche altro sentimento cattolico, puro e senza compromessi, sceso a prostituirsi, oggi, con il positivismo e il relativismo di matrice secolare.
Del resto non vedo neanche perchè pretendere il commissariamento come scrive Saviano, in quanto non ci sono gli estremi e neanche per un periodo di interdizione (l'interdetto è una misura punitiva ecclesiastica che proibisce la celebrazione della Messa all'interno della Chiesa e all'interno della comunità colpita), ci sarebbe forse da discutere sul fatto che forse (ma le prove?) il prete sia stato corrotto o "costretto" a cedere davanti alla prepotenza di certi elementi, ma, per l'appunto, lo si venga a dimostrare.
Restano le immagini eloquenti di una figuraccia internazionale che ha messo a nudo le incapacità di una classe politica e dirigente incompetente che avrebbe dovuto essere spazzata via con tanto di esonero generale.
restano le frasi fatte, i commenti, le polemiche, degli utenti e dei cittadini bovi cornuti e mazziati che invece di pretendere spiegazioni prima hanno ceduto sullo snaturamento del sistema carcerario in senso più buonista, poi adesso, ne piangono le dolorose conseguenze e la sfacciataggine dei parenti del boss defunto, esaltandosi per il papa social che va a messa con i fedeli ma non esige di sapere la dottrina del Buon Pastore oppure, dall'altro lato si chiede la chiusura della parrocchia come se fosse un covo di militanti o di terroristi cattivi che negano ad uno ciò che concedono ad un altro, misurando la Chiesa e la sua dottrina con metro inutile dei diritti dell'uomo e del cittadino.

venerdì 20 febbraio 2015

Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo Paese. Atto II

Evito di raccontare quanto accaduto ieri a Roma prima della partita di Europa League tra Roma e Fayenord, le conseguenze, purtroppo sono sotto gli occhi di tutti. Un capolavoro di Bernini la cosiddetta "barcaccia" irrimediabilmente rovinata per sempre. Al danno la beffa, lo stesso capolavoro era stato appena sottoposto a un restauro, verrà di nuovo restaurato ma scordiamoci che la fontana torni come prima, un pezzo di Roma se ne andato danneggiato dalla follia di un branco di bestie che, avrebbero dovuto essere lasciate lontano dalla capitale.
E' il giorno delle riflessioni, dei mea culpa inesistenti, dei finti soccorsi, di volontari dichiaratidsi disponibili a diventare come Santa Caterina: mettere le grate di ferro alle finestre dopo aver subito il furto. Non servirà a nulla.
C'è di peggio: questo stramaledetto paese trattato come l'ultimo degli schiavi d'Europa ha dovuto subire il no secco dell'ambasciatore olandese che, pur condannando gli atti di vandalismo ha fatto saperte al sindaco di Roma che, L'olanda come stato, non si ritiene responsabile di quanto è accaduto e non scucirà un Euro per i danni provocati. Se la sbrighino da soli nel bel Paese....
Non poteva essere diversamente dopo quello che siamo diventati negli ultimi anni e forse siamo sempre stati, un sott'ordine di nazione inconcludente, incapace, buono a nulla di cui diffidare sempre e a ragione, accolti a braccia aperte ma trattati come lo scemo del villaggio d'Europa perchè scemo, davvero questo Paese lo è davvero, composto da scemi in tutti i settori politica in primis.
Scemo al limite dell'idiozia il sindaco Marino che ha aperto le porte della capitale a una marmaglia di senza cervello, subire uno stupro artistico, chiedere col cappello in mano un aiutino all'Olanda e prendersi la sberla del "No". Sarebbe il primo, in un Paese normale a essere preso a calci nel sedere.
Il prefetto: che dispiega uomini e mezzi ma non riesce a impedire l'oltraggio, fuori da Roma anche lui, magari in esilio lontano dall' Italia come i savoia.
Il ministro dell'interno: inesistente, incapace, non ne abbiamo davvero bisogno, cacciato senza ritegno se fosse, l'Italia un Paese serio, ma resterà lì dov'è a prendersi soldi e prendere in giro tutti.
Il Presidente del Consiglio: pubblicizza con entusiasmo il job act, ma non ha ancora rilasciato una condanna ferrea e preso provvedimenti magari alzando la voce contro l'Olanda e il club del Feyenord. Per il Fiorentino la "barcaccia" devastata sarà uno dei tanti locali di Roma, gli alcolizzati olandesi hanno un po' esagerato, vabbè, meglio un locale distruttoi a Roma che non i barbari a Santa Maria Novella, e poi non ha tempo, il premier deve specchiarsi....
Gli Italiani: pronti a diventare farisei quando le catastrofi umane si abbattono sul nostro Paese ma mai a pretendere che le autorità muovano il fondoschiena per tutelare l'immenso patrimonio artistico, stiamo scherzando? C'è la Maggica non possiamo perdere tempo per un blocco di pietra...
Mettete insieme tutto ciò è il disastro è servito. La colpa non è solo degli ominidi ubriachi che hanno scorazzato per la capitale, ma anche nostra che non amiamo l'arte, ignoranti come capre, imbecilli come lobotomizzati chirurgichi, i mostri avrebbero potuto anche prendere a cannonate il Colosseo o radere al suolo i Fori Imperiali, o abbattere la Colonna Traiana e nessuno avrebbe mosso un dito, aperto bocca, avanzato pretese di maggior sicurezza.
La colpa è nostra, 60 milioni di persone che vivono tra la bellezza senza sapere cosa sia, indegni di possedere quanto c'è, incapace di difenderla, che si esaltano per giocatori pluripagati e pluriviziati ma girano lo sguardo quando una opera d'arte viene irrimediabilmente rovinata. Sessanta milioni di persone imbambolate davanti alla tv tra Sky e Mediaset  ma nessuno che provi a capire o a conoscere quello che lo circonda, adesso stracciarsi le vesti non serve a nulla. Non siamo capaci di eleggere persone serie e competenti neanche dietro suggerimento e gli eletti non sono capaci di legiferare o far rispettare la legge neanche con in braccio un AK-47 carico, ribare quello si, lo sanno fare tutti, tanto che al Comandamento hanno ribato persino il "non" Mose, Expo, Mafia Capitale, sanità solo per citarne alcuni. Lo schifo dilpaga la cloaca è rotta i liquami si diffondono ovunque. Provo a chiudere il post....
"Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo Paese....Expo di Milano, Mafia Capitale, Mose che Paese e che abitanti! . Dio sa se non creperò dalla bile, questo popolo vive tre secoli indietro al duemila, L'Italia si potrebbe definire un vero porcile,questo è un Paese da spopolare e mandare altrove a farsi civile!"

"Mettersi a letto con un italiano è come mettersi nel letto con un vaioloso!"(par. Massimo D'Azeglio)

"L'Italia è una espressione geografica" (principe di Metternich).


giovedì 8 gennaio 2015

Scherza con i fanti.....

Apro con l'inizio di un vecchio adagio il mio seguente post. Inutile stare a ripetere quanto di drammatico è accaduto a Parigi mercoledì 7 gennaio 2015, le parole non servono e, permettetemi di dirlo neanche la stucchevole, noiosissima campagna di ipocrita solidarietà scatenatasi dopo il fatto di sangue.
Le vesti di lutto, i capelli stracciati, le frasi ad effetto "Siamo tutti Charlie Hebdo" non servono a fermare gli assassini  e sono destinate a scomparire tra qualche giorno inghiottiti da altri avvenimenti, nazionali e internazionali. Il mondo corre veloce....
Provo a vedere le cose da un altro punto di vista, assai più critico. Innanzitutto se è vero come è vero (ma sarà vero?) che viviamo in una parte del mondo libera e democratica, esiste dunque la libertà di espressione e di stampa garantita dalle varie costituzioni nazionali e mai messe in discussione. Verissimo ma, e c'è un ma, esiste anche anche il sacrosanto diritto di non essere offesi a buon mercato e a ogni piè sospinto da caricaturisti e vignettisti che hanno merce su cui lavorare e personaggi cui prendere bonariamente in giro.
La fede religiosa vissuta più o meno intensamente, quindio non parlo del cieco integralismo, è un sentimento umano che trascende il raziocinio e molto spesso suscita emozioni che non sono forse, neanche spiegabili se non da chi le prova.
In questa parte del mondo libera e democratica, va bene tutto, va bene contestare e protestare su provvedimenti legislativi, discutere su temi di attualità o di coscienza, proporre iniziative, il dialogo tra idee politiche, economiche, sociali diverse, ma se c'è una cosa che va, e non andrebbe, evitata è insultare pesantemente la fede religiosa altrui, in quanto si viene palesemente meno al diritto di credere e professare la propria religione senza che qualcuno ci scriva frasi pesanti sopra.
Il diritto di stampa e di espressione non significa in alcun modo arrogarsi il diritto di offendere la religione altrui e non per una reale o immaginaria paura di atti terroristici, quanto più praticamente per puro buon senso e intelligenza. Un po' come dire "Libera Chiesa in libero Stato".
Con ciò, si guardi bene, non giustifico assolutamente la strage compiuta, anzi, chiedo che venga applicato il senso di giustizia anzichè la voglia di vendetta, l'integralismo e chi fomenta atti di terrorismo religioso va punito anche se sarebbe utilissimo ricordarsi che, il libero e democratico occidente ha i suoi bellissimi scheletri nell'armadio ( la strage dei Catari, le crociate, lo sterminio in nome del re e della chiesa dei nativi americani, la messa al bando dei gesuiti, lo sterminio di frati e suore durante le rivoluzioni francese e russa, i papi indegni e corrotti....)prima di gettarsi a capofitto in imprese in nome della democrazia e della libertà esportata.
Invece di urlare al lupo e dare immagini da avanspettacolo di isteria collettiva, usiamo l'intelligenza e un po' di senso critico nel capire e riflettere su ciò che ha provocato la reazione dei fanatici che, poteva essere la reazione più pacifica di chi in molte zone del mondo professa la fede islamica.
La prossima volta, invece di alzare le matite in mano e piangere sul sangue versato, prima di disegnare o scrivere qualcosa, ricordiamoci che esistono i sentimenti e che è utile sempre limitarsi a "Scherzare con i fanti e lasciar perdere i Santi" anche quelli islamici....

lunedì 22 dicembre 2014

Liberaci dal Male....

La scorsa Pasqua 2014 il predicatore della Casa Pontificia padre Raniero Cantalamessa in una sua omelia attaccava duramente il desiderio squallido di possedere e arraffare ricchezze terrene, non solo trascurando quelle spirituali, ma infuriandosi se un legislatore accenna a misure tributarie più eque.
Mettendo la parte la stima e l'apprezzamento per le parole di padre Cantalamessa, davvero tutto avrei potuto immaginare, tranne che, lo stesso ordine a cui appartiene fra' Raniero, abbia dichiarato bancarotta, affermando che, a causa di "investimenti sbagliati" adesso quella che pare sia una "associazione a delinquere" che predica bene ma razzola malissimo, debba far fronte a forti somme da pagare tanto da far intervenire il capo della stessa associazione, Padre Michael Perry nel chiedere un aiuto economico per evitare conseguenze peggiori.
Tutto il mondo è Paese, verrebbe da dire, commentando l'ultimo (in ordine di successione) scandalo che travolge una Chiesa ormai ridotta a brandelli mantenuta penosamente in piedi e barcollante da un Papa gesuita che parla contro ricchezze e atti immondi, ma poco fa per fare pulizia dentro il letamaio.
Altro che affermazioni, discorsi e prediche, per ripulire le stalle di Augia sormontate dal crocifisso sarebbe utile la forza di Ercole, in mancanza di eroi Olimpici, affidiamoci alla Divina Provvidenza.
Uno scandalo che farebbe pentire lo stesso fraticello di Assisi e far perdere la Via di Damasco a san Paolo; un papa che, al momento della sua elezione unisce due "primati" primo gesuita a divenire pontefice e primo Papa a usare il nome del santo umbro dopo che nessuno dei papi precedenti si era azzardato a tanto dopo la morte dello stesso.
E chissà che il papa non si ricordi di ciò che accadde alla sua congregazione di appartenenza oltre duecento anni or sono: la Compagnia del Gesù fu praticamente bandita da quasi tutti i regni europei che, volevano affidare l'istruzione (tenuta allora in mano proprio ai gesuiti), in mano secolare, guardandosi ovviamente dal renderla democratica e accessibile a tutti, per poi essere sciolta proprio da Clemente XIV con il breve "Dominus ac Redemptor" seppur a malincuore. Le ricchezze e i beni dei gesuiti furono incamerati (nazionalizzati) e il generale dell'ordine Lorenzo Ricci fu arrestato e improgionato nelle oscuri prigioni di Castel sant'Angelo su epressa richiesta delle corti di mezza Europa, fino a termine del processo a suo carico.
Chissà che a Bergoglio non passi in mente di far rivivere ai francescani una disavventura simile con tanto di soppressione dell'ordine, riduzione allo stato laicale degli appartenenti, nazionalizzazione dei loro beni (alla faccia del voto di povertà!) e arresto di tutti i capoccia dell'ordine magari nelle carcveri italiane sovraffollate, in sostituzione di chi, a breve, col decreto "svuota carceri" dovrà uscire, e con l'obbligo del 41bis come i capimafia.
Sarebbe, quello si un gesto davvero forte, magari una apripista per future e debite epurazioni all'interno della Chiesa di chi indossa abiti sacri per azioni profane a cominciare da eminenza Bertone.
A proposito dell'ex camerlengo ottantenne, leggendo una vecchia profezia fatta di Malachia in cui essa affermava, dopo le sue visioni sull'ultimo Papa, che sarà, per così dire martirizzato, ho fatto alcune indagini.
La profezia citata sopra recita:
"Durante l'ultima grande persecuzione dei Cristiani siederà sul trono Pietro il Romano, che pascerà il suo gregge tra mille tribolazioni....."
il cardinal Bertone (ricchissimo e assai potente) potrebbe essere il Pietro il Romano di cui parla Malachia, infatti Bertone ha come seconto nome "Pietro" ed è nato a Romano Canavese in provincia di Torino....
considerazioni personali sui cardinali a parte, torniamo allo scandalo dei francescani che sarebbe meglio sopprimere per il semplice fatto di aver tradito e insozzato il loro abito e il valore e i principi che essi sono chiamati a diffondere insieme al Vangelo. Invece hanno diffuso e gettato denaro ai porci.
Sarebbe ora di farla finita con questa farsa e che il governo, alla caccia di denaro per aggiustare i conti di questa fogna sul mediterraneo, potrebbe non solo incamerare i beni dell'ordine a delinquere, ma anche abolire le feste paracattoliche come Natale, santo Stefano, Epifania, Pasqua, Lunedì dell'Angelo e Ferragosto lasciando ai fedeli (fedeli nel rubare?) la facoltà di festeggiare o meno le ricorrenze che non ricorrono e piantarla con parole al vento di facile sentimentalismo.

venerdì 5 settembre 2014

"Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo Paese...."

Non potevo aprire il titolo di questo post in maniera più esplicita. A maggior ragione dopo l'ennesimo fatto tragico accaduto a Napoli in cui un ragazzo di 17 anni è morto "accidentalmente" colpito da un proiettile sparato dalla pistola di un carabiniere. Quest'ultimo insieme a due colleghi si è messo all'inseguimento del giovane in sella a un motoscooter insieme ad altri due ragazzi, con precedenti penali, in quanto aveva superato un posto di blocco senza rispettare l'alt.
Facile immaginare la reazione all'accaduto: gente furibonda in strada che urlava e assaltava auto della polizia, la mamma del giovane che invocava vendetta i parenti devastati dal dolore.
L'episodio si commenta da se, se è stato un errore o un eccesso di reazione da parte del carabiniere lo stabilirà la magistratura nel corso dei decenni (visto l'iter è normale che debba utilizzare un lasso di tempo così lungo...), in quanto alla reazione scomposta non c'è altro da dire.
Napoli è una delle tante città italiane, appartenente a un Paese che ha abbandonato ogni simulacro di rispetto civico e senso del rispetto proprio e altrui, sarebbe facile fare del luogo comune spiccio, reazioni anche peggiori si osservano quotidianamente in tutti i comuni per un parcheggio occupato da un altro, o da un voto scolastico irriguardoso sul proprio figlio o figlia.
Ha davvero ragione il detto che recita "si raccoglie ciò che si semina" e per decenni, dopo aver scuoiato felicemente ogni vincolo che ci incanalava al rispetto del prossimo, a un senso civico, al rispetto per l'autorità costituita (ovviamente democratica), dopo anni trascorsi nell'intraprendere la strada dell'individualismo sfrenato, le conseguenze non possono che essere queste.
Da un lato un corpo di polizia disintegrato da tagli economici, sottoposto a contumelie, processi televisivi se si sparava in aria con agenti ridotti al senso di frustrazione, dall'altro cittadini privati di qualsiasi dignità, che convinti di votare per il giusto hanno ricevuto l'ingiusto e anche allegramente, cittadini che, diciamolo pure, hanno voluto fare a meno di punti fermi quali il senso civico, il rispetto delle leggi etc.
Ma non basta, un territorio lasciato a se stesso in balia delle guerre e delle organizzazioni camorristiche che fanno il bello e il cattivo tempo e si sono sostituite allo stato assenteista tanto da far dire: "la camorra ci protegge, lo stato ci uccide". In un Paese che sprofonda nella recessione economica, che perde posti di lavoro, che si incanaglisce, che corre dietro alla novità politica senza fondamenta per poi esserne schiacciata, non si può aspettare altro che tragedie simili, una tragedia familiare in una tragedia nazionale che non conosce fondo, un precipizio in parte voluto dai cittadini  nel corso degli anni e nel corso delle elezioni politiche, un Paese assolutamente incapace di scrollarsi lo sterco venutogli addosso e sbadierare la volontà di riscatto. Anche per colpa di una politica fedele specchio della società e viceversa, l'elite acculturata, informata, che si coltiva, è messa all'angolo, alle corde e non fa che assistere inerte bisbigliando qualche commento superfluo.
Non ho più nemmeno la forza di vomitare insulti generali a chicchessia, chiudo come ho aperto questo post:
"Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo paese, che Paese si potrebbe chiamarlo un vero porcile! Questo insomma è un Paese che bisognerebbe distruggere o almeno spopolare e mandarlo in Africa a farsi civile!" Le parole di Bixio per definire il sud, valgono benissimo per disegnare perfettamente la situazione di una intera nazione incanaglita a livelli paurosi. Al prossimo rigurgito....

mercoledì 9 ottobre 2013

Chi, se ne frega?

"Coloro che pongono la questione dell'indulto o dell'amnistia in questi termini sanno pensare solo a una sola cosa e se ne fregano delle tragedie che ci sono all'interno delle carceri!"
Queste le parole del Presidente della Repubblica che rispedisce al mittente gli attacchi del Movimento 5 Stelle che di amnistia e indulto non vogliono nemmeno sentir parlare.
A distanza di sette anni per risolvere l'irrisolto problema del sovraffollamento delle carceri si ripropone la soluzione italianamente più sbrigativa del "Fuori tutti" per rimetterli dentro.
Nerl 2006 l'indulto scarcerò oltre 30mila detenuti di cui un terzo tornarono in cella, dalla serie "quello che esce fuori dalla porta rientra dalla finestra...", e allora come oggi e come domani e dopodomani, il problema del sovraffollamento rimane li nonostante cambi e crisi di governi nominati.
Buttare tutto in gazzarra come è stato fatto da parte del Movimento di Grillo non risolve nulla anche se, il sospetto (e la proposta dell'amnistia o dell'indulto fa diventare il sospetto una prova inoppugnabile) che la soluzione può favorire Berlusconi è dura a morire.
Berlusconi e Napolitano che, come affermato da un ex dipendente del Quirinale sono amici e allora, altro che sospetto, gatta ci cova.
Napolitano  ha militato nel GUF (Gruppi Universitari Fascisti) insieme a nientepopodimeno che Eugenio Scalfari e Giorgio Almirante che al contrario di questi ultimi, fascista lo era davvero e ha avuto la decenza di non rinnegare il passato e le sue idee contribuendo a fondare il Movimento Sociale, mentre Napolitano si è iscritto al PCI immergendosi nella corrente migliorista (quella che vedeva con favore una collaborazione con i socialisti e una cauta apertura al capitalismo) tanto per far dimenticare le sue riunioni "antifasciste"(?) all'interno del GUF.
Altro che primo Presidente della Repubblica postcomunista, sarebbe giusto dire post fascista e postcomunista amico di un pregiudicato con tanto di sentenza passata in giudicato.
Tornando al problema del sovraffollamento una domanda sorge spontanea: Che fine hanno fatto le centinaia di carceri costruite e mai portate a termine o mai utilizzate e lasciate nel degrado?
A tal domanda lor signori fanno orecchie da mercanti mentre versano lacrime da coccodrillo per le indecenti condizioni all'interno delle carceri. Forse sarebbe ora di stilare una lista completa di quelle carceri mai utilizzate e mai terminate e fare in modo da ospitare qualche delinquente e presentare una proposta di legge per la depenalizzazione per lo spaccio delle droghe leggere e il suo utilizzo, considerando che non sarebbe una catastrofe dato la percentuale di politici che assumono altri tipi di droghe.
L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno sono le lacrime ipocrite, la gazzarra politica, e le leve sul sentimentalismo credendo che gli italiani siano coglioni, purtroppo gli italiani coglioni lo sono e fanno si che loro simili nominino altri coglioni a gestire la cosa pubblica. Fossimo un Paese leggerissimamente più serio taluni papaveri sarebbero già in cella a marcire, altro che indulto e amnistia. Del resto di questa classe politica chi, se ne frega?

lunedì 11 febbraio 2013

Vai in Africa,Benedetto!

Il comunicato di Benedetto XVI ha fatto immediatamente il giro del mondo. Vecchio,stanco,senza energie mentali e fisiche,il pontefice tedesco eletto nella primavera del 2005 lascia il trono di Pietro.
L'annuncio è stato dato in lingua latina durante un Concistoro per innalzare agli altari i martiri di Otranto.
A parte i commenti sagaci e scherzosi sulla questione,la decisione,pare presa già da mesi mette in luce un retroscena passato in secondo piano.
Ancora in vita Papa Giovanni Paolo II,il cardinale Ratzinger aveva dichiarato già di voler abbandonare ogni incarico pubblico per ritirarsi "a vita privata" e proprio al suo predecessore che,gli aveva intimato: "Non abbandonare adesso,tu servi ancora alla causa della Chiesa di Roma" e con uno sforzo inumano l'ex aderente alla gioventù hitleriana proveniente dalla Baviera aveva tenuto duro.
Poi l'elezione e la scelta del nome di Benedetto. Apro una parentesi: per chi conosce le profezie sulla successione degli ultimi papi fatta dal monaco Malachia svariati secoli fa,che gli indica non col nome pontificale ma con un motto,alla penultima riga c'è scritto,riferendosi a questo papa: "De gloria Olivae" Benedetto XVI che ha assunto tale nome,non solo in riferimento al suo predecessore con l'ordinale precedente,ma anche in ossequio all'ordine benedettino,che per l'appunto sono chiamati anche monaci olivetani,chissà se la profezia di san Malachia aveva previsto una svolta del genere....
Ritornando ai giorni nostri,la decisione del Papa,in me suscita qualche sospetto. Gli scandali recenti che hanno e stanno travolgendo la Chiesa potrebbero aver indotto l'ex teologo a compiere un passo ponderato da tempo o forse gli scandali lo avrebbero già convinto diversi anni fa ad abbandonare se non fosse stato per la richiesta del suo predecessore a restare.
Una cosa è certa,alle 20:00 del 28 febbraio la sede apostolica sarà vacante ed è la prima volta dopo 800 anni da quando Celestino V alias Pietro da Morrone abbandonò il soglio pontificio,o meglio fu indotto ad abbandonarlo da quel mascalzone del suo successore (Bonifacio VIII) con un rudimentale ma efficace stratagemma della voce dell'Angelo.
Questa volta non ci sono voci trascendenti a convincere il Papa ad abbandonare ogni incarico,ma forse la sozzura che trasuda abbondantemente nei palazzi Vaticani e quella che viene da ogni parte del mondo che schiferebbero anche Barabba,figurarsi un pacato teologo bavarese.
Entro Pasqua si conoscerà il successore di Ratzinger e tornando alle profezie,secondo alcuni dovrebbe assumere un nome inquietante: Pietro II se la dicitura "Petrus Romanus" fosse corretta. E dovrebbe essere italiano,romano per la precisione.
La cosa più importante è non trovarsi tra i piedi un Innocenzo III un Gregorio VII oppure un Pio IX e se proprio il successore deciderà di chiamarsi Pietro II faccia qualcosa di buono per la prima volta in 2000 anni: Riporti radicalmente il cristianesimo cattolico a una dimensione più umana e modesta invece di mantenere un apparato millenario che sprizza lordume da ogni parte e ha ecatombe di scheletri negli armadi vaticani.

martedì 29 gennaio 2013

Corone che.....

Fabrizio Corona è stato tradotto in carcere a Busto Arsizio dopo una fuga durata quattro giorni a bordo di una Cinquecento. Il fuggitivo si (sarebbe) è consegnato alle autorità portoghesi che con l'aiuto della polizia italiana (alla ricerca delle sue tracce) e dell'Interpol,infatti Fabrizio aveva un mandato di cattura internazionale e scontare 5 anni di condanna in via definitiva,verdetto della Corte di Cassazione.
L'arresto di fabrizio ha aperto le porte all'italico piagnisteo. L'ex moglie Nina Moric e l'ex compagna di sesso e "farfallina pubica"Belen Rodriguez hanno difeso a spada tratta il condannato senza arrivare ai toni usati dagli avvocati di Corona che ragliano di "una sentenza ingiusta" e affermano che cinque anni di condanna vengono dati ai mafiosi che si macchiano di racket.
La mamma di Fabrizio ha addirittura sollecitato il Presidente della Repubblica per graziare il suo figlio discolo con tanto di fiume di lacrime negli studi di Mattino 5. Lacrime di Coccodrillo. La mamma prima mette al mondo un delinquente poi piange perchè questo viene arrestato dalla polizia per scontare una condanna a cinque anni di reclusione.
A parte il fatto che al PdR non possa interessare la vicenda di uno che di cognome fa Corona,lo stesso Capo dello Stato non potrebbe firmare grazie a chicchessia e sopratutto a certi (questi) elementi e se vale l'equazione fatta dagli stessi avvocati del detenuto Corona = mafioso condannato per racket,allora la Grazia sarebbe inconcepibile e inconcepibile anche solo chiederla.
E mentre il mondo dello spettacolo come un mostro mitologico cerca il nuovo Corona,dall'Olanda arriva la notizia che la regina Beatrice abdicherà in favore del figlio Guglielmo Alessandro il prossimo 30 aprile,festa nazionale olandese.
Dopo un regno durato 32 anni Beratrice lascia il trono al suo primogenito maschio,decisione maturata dopo il tragico incidente che ha ridotto in coma suo figlio,dopo un violentissimo incidente stradale,non molto tempo fa. Cuore di mamma.
Un'altra Corona che passa a un altro capo come fosse un male ereditario,le monarchie sono così,il Capo dello Stato non è eletto per merito ma succede per discendenza. E stranamente fa unioni a dir poco discutibili.
Beatrice d'Olanda si sposò il 10 marzo del 1966 con Claus von Amsberg componente della Gioventù Hitleriana e arruolato nella Weermacht che nel 1940 invase l'Olanda e requisì tutte le biciclette ai sudditi olandesi. Il matrimonio fece esplodere una mezza guerriglia urbana con proteste e polemiche,con giovani sudditi che urlavano "Rivogliamo le nostre biciclette" riferendosi all'azione compiuta dalla fanteria tedesca sopra citata. In un momento di particolare tensione fu lanciato addirittura un fumogeno verso la carrozza reale con la situazione che degenerò in scontri di piazza,arresti e feriti. ma il tempo passa e i sudditi olandesi che non sono giacobini francesi,alla fine lasciarono passare acqua sotto i ponti,invece di tagliare teste con la ghigliottina.
Il figlio primogenito ha addirittura sposato dieci anni or sono Maxima Zorroguieta,figlia di un ministro facente parte della feroce dittatura argentina tra gli anni '70 e '80 del secolo passato. Le colpe dei padri non ricadono sulle figlie,giusto,ma lo si vada a dire alle mamme e ai parenti dei desaparecidos argentini morti annegati o sbranati dagli squali durante la dittatura argentina.
L'unione più bizzarra in assoluto però spetta ai Borbone di Spagna. Il figlio Primogenito ed erede al trono Filippo ha sposato alcuni anni fa una ex giornalista televisiva spagnola Letizia Ortiz che pare sia repubblicana come la madre.
Un tempo certi legami avrebbero scandalizzato i nobili e la plebe più retriva,ma anche le monarchie per sopravvivere devono stare al passo con i tempi,non importa se serve chiudere gli occhi sulle idee politiche della sposa di turno oppure marciare sui cadaveri dei desaparecidos mai troppe volte pianti dai loro congiunti.