Si è tenuto oggi, domenica 7 febbraio 2014, in tutta la Svizzera un referendum per chiedere direttamente ai cittadini se erano favorevoli o contrari a introdurre norme stringenti verso altri Paesi della UE della zona occidentale dopo che il governo aveva introdotto una quota massima per l'ingresso di Europei provenienti dalla zona centro orientale.
La suddetta decisione aveva fatto inferocire l'Europa che da tempo sta trattando con la Svizzera, l'unico Paese europeo a non aver fatto ingresso nè nella Comunità Europea nè aver adottato l'Euro, per una collaborazione più forte tra la stassa UE e la democrazia perfetta svizzera.
Recentemente la Svizzera aveva firmato degli accordi bilaterali con la UE garantendo agli "immigrati" europei di poter vivere e lavorare in Svizzera e altrettanto per gli svizzeri nei Paesi comunitari.
Il risultato referendario adesso costringe il governo a cambiare rotta e a rivedere gli accordi già sottoscritti con Bruxelles facendo infuriare Commissione e Parlamento Europeo.
A prescindere dalle considerazioni personali sull'esito del voto di cui evito ogni commento superfluo, colgo l'occasione per evidenziare che ancora oggi all'interno di un continente foriero di ogni tipo di sciagura umana, esiste una Nazione libera e sovrana che lascia prendere decisioni direttamente ai cittadini residenti e non trasferisce le stesse all'interno di lussuosi e sfarzosi palazzi barocchi abitati, come in Italia da oscuri personaggi e da saltimbanchi professionisti.
Non è il risultato di un movimento pentastellato, bensì un processo secolare che ha permesso alla Confederazione Elvetica di raggiungere il massimo risultato col minimo sforzo senza infognarsi in guerre e disastri bellici.
Per Bruxelles un bel pugno in un occhio nonostante il risultato; in Europa esistono cittadini che vogliono rivedere i trattati formati con la UE mandando al diavolo troike, Commissioni, Unioni Europee e parlamentari da strapazzo che restano, in Svizzera fuori la soglia della Confederazione.
Mi auguro che altri Paesi Europei prendano esempio dalla Svizzera e imbocchino la strada del referendum soprattutto in campo economico rigettando le misure di austerità e tagli draconiani al welfare, sarebbe il momento che Paesi come Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda vadano alle urne per decidere se accettare o meno lo strozzinaggio di organizzazioni sovranazionali oppure rispondere picche e mettere in discussione se non stracciare gli accordi di Maastricht.
L'Italia ovviamente si limita a sonnecchiare beatamente credendo che come recita la Costituzione "La sovranità appartiene al popolo" ma non sapendo che esso non può esercitarla o non vuole esercitarla, delegando i suoi interessi a nani, ballerine, calciatori, magistrati, imprenditori e affaristi squallidi e viscidi, del resto un popolo che alle primarie entusiasticamente vota un "frutto avvelenato" come Renzi che si accorda col pregiudicato Berlusconi per una legge elettorale peggiore della precedente, prima che fosse cassata, può aspirare a un radioso futuro?
Ci tocca guardare e prendere nota continuando a non imparare mai nulla.
domenica 9 febbraio 2014
mercoledì 15 gennaio 2014
Spegnete la giostra!
per l'ennesima volta mi trovo a commentare un altro scandalo che arriva da un ente inutile come le Regioni.
Nei giorni scorsi il TAR del Piemonte ha annullato le elezioni del 2010 che sancirono la vittoria del candidato della Lega Nord Roberto Cota. Il ricorso al TAR è stato voluto dall'ex Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso che ha fatto notare l'irregolarità di una lista presentatasi alle elezioni regionali "Pensionati per Cota" il cui consigliere eletto è stato condannato in via definitiva a 2 anni e otto mesi e interdetto dai pubblici uffici per due anni.
Non si tratta solo della decisione del TAR piemontese quanto anche delle spese pazze che sono saltate fuori dal Piemonte e più "modestamente" dalla Regione Sicilia, l' unica unità d'Italia non è rappresentata dall' orgoglio di essere italiani quanto nello sbandierare innocenza ipocrita dopo aver rubato a mani basse.
In Sicilia la procura indaga su spese pazze effettuata da consiglieri regionali che avrebbero aumentato i costi e effettuato fatturazioni farlocche.
L'ente delle regioni fu istituito (sciaguratamente) nel 1970 applicando un articolo della Costituzione che le mise alla luce, fino a quella data le regioni rimasero suddivisioni amministrative senza alcun potere decisionale e senza elezioni regionali di sorta.
Dunque dal momento che negli ultimi anni questo nuovo ente risulta essere non solo inutile ma anche costoso ed inefficiente e una fornace di scandali disgustosi, propongo da semplice cittadino la loro soppressione.
Le regioni devono diventare semplici suddivisioni politiche del Paese, dunque abolire le figure di Presidente della Regione, sopprimere il Consiglio regionale con la figura dei consiglieri regionali. Abbattere definitivamente un carrozzone arrugginito che sperpera denaro con consiglieri incapaci e farabutti, non si tratta di sostituire i consiglieri ma di sopprimere le cariche e le funzioni. Del resto tempi di crisi economica, disoccuopazione e tagli alla spesa impongono una soluzione a questo problema.
Le regioni ovviamente non solo le sole accusate, nel mirino ci sono anche le province con i loro organi mastodontici che ingoiano denaro pubblico e anche se in misura inferiore offrono anch'essi scandali per tutti i disgusti.
Sopprrimere i consigli provinciali, il presidente di provincia, i consiglieri provinciali e ridurre drasticamente il numero delle stesse istituzioni.
Provo a fare un elenco del numero delle nuove province regione per regione, ma occorre fare una premessa: il numero delle regioni passerebbe a 18 in quanto sarei propenso a eliminare la valle d'Aosta e il Molise.
- PIEMONTE: Provincia di Torino; Provincia di Cuneo; Provincia di Aosta; Provincia di Alessandria.
- LOMBARDIA: Provincia di Milano; Provincia di Mantova; Provincia di Brescia; Provincia di Bergamo.
- TRENTINO ALTO ADIGE: Provincia di Trento; Provincia di Bolzano.
- VENETO: Provincia di Venezia; Provincia di Vicenza; Provincia di Verona
- FRIULI VENZIA GIULIA: Provincia di Udine; Provincia di Trieste.
- LIGURIA: Provincia di Genova; Provincia di Imperia.
- EMILIA ROMAGNA: Provincia di Parma; Provincia di Bologna; Provincia di Modena; Provincia di Ravenna
- TOSCANA: Provincia di Firenze; Provincia di Siena; Provincia di Pisa; Provincia di Livorno.
- LAZIO: Provincia di Roma; Provincia di Frosinone, Provincia di Viterbo.
- UMBRIA: Provincia di Perugia; Provincia di Terni.
- MARCHE: Provincia di Ancona; Provincia di Ascoli Piceno.
- ABRUZZO: Provincia di L'Aquila; Provincia di Pescara.
- PUGLIA: Provincia di Foggia; Provincia di Bari; Provincia di Lecce.
- CAMPANIA: Provincia di Napoli; Provincia di Salerno; Provincia di Avellino.
- BASILICATA: Provincia di Matera; Provincia di Potenza.
- CALABRIA: Provincia di Reggio; Provincia di Cosenza; Provincia di Catanzaro.
- SICILIA: Provincia di Palermo; Provincia di Siracusa; Provincia di Catania; Provincia di Messina.
- SARDEGNA: Provincia di Cagliari; Provincia di Sassari; Provincia di Nuoro.
Da questa lista si evidenzia un crollo evidente del numero di province che in sostituzione all'auspicata soppressione dei consigli provinciali sarebbero gestite dai prefetti nominati dal Ministro degli Interni o in alternativa dai capoluoghi di provincia. Le competenze sarebbero di gestione, coordinamento, direzione, comando delle questure con la nomina dei questori, potere di sciogliere i comuni per infiltrazione mafiosa, la nomina dei commissari comunali, potere esecutivo delle leggi promulgate dal Parlamento. Ovviamente il sottoscritto vorrebbe eliminare anche tutta la corte dei prefetti limitando la nomina di un sottoprefetto facente funzione di vice-prefetto e di un plotone di esecutori.
I soldi risparmiati sarebbero investiti nel rafforzamento e nel miglioramento delle comunicazioni ferroviarie e stradali e in dotazione ai singoli comuni che eviterebbero di tirare la giacca allo stato centrale per ottenere denaro.
Forse con questa proposta la giostra impazzita degli scandali e delle spese pazze verrebbe spenta e i suoi beneficiari sopediti a casa.
Nei giorni scorsi il TAR del Piemonte ha annullato le elezioni del 2010 che sancirono la vittoria del candidato della Lega Nord Roberto Cota. Il ricorso al TAR è stato voluto dall'ex Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso che ha fatto notare l'irregolarità di una lista presentatasi alle elezioni regionali "Pensionati per Cota" il cui consigliere eletto è stato condannato in via definitiva a 2 anni e otto mesi e interdetto dai pubblici uffici per due anni.
Non si tratta solo della decisione del TAR piemontese quanto anche delle spese pazze che sono saltate fuori dal Piemonte e più "modestamente" dalla Regione Sicilia, l' unica unità d'Italia non è rappresentata dall' orgoglio di essere italiani quanto nello sbandierare innocenza ipocrita dopo aver rubato a mani basse.
In Sicilia la procura indaga su spese pazze effettuata da consiglieri regionali che avrebbero aumentato i costi e effettuato fatturazioni farlocche.
L'ente delle regioni fu istituito (sciaguratamente) nel 1970 applicando un articolo della Costituzione che le mise alla luce, fino a quella data le regioni rimasero suddivisioni amministrative senza alcun potere decisionale e senza elezioni regionali di sorta.
Dunque dal momento che negli ultimi anni questo nuovo ente risulta essere non solo inutile ma anche costoso ed inefficiente e una fornace di scandali disgustosi, propongo da semplice cittadino la loro soppressione.
Le regioni devono diventare semplici suddivisioni politiche del Paese, dunque abolire le figure di Presidente della Regione, sopprimere il Consiglio regionale con la figura dei consiglieri regionali. Abbattere definitivamente un carrozzone arrugginito che sperpera denaro con consiglieri incapaci e farabutti, non si tratta di sostituire i consiglieri ma di sopprimere le cariche e le funzioni. Del resto tempi di crisi economica, disoccuopazione e tagli alla spesa impongono una soluzione a questo problema.
Le regioni ovviamente non solo le sole accusate, nel mirino ci sono anche le province con i loro organi mastodontici che ingoiano denaro pubblico e anche se in misura inferiore offrono anch'essi scandali per tutti i disgusti.
Sopprrimere i consigli provinciali, il presidente di provincia, i consiglieri provinciali e ridurre drasticamente il numero delle stesse istituzioni.
Provo a fare un elenco del numero delle nuove province regione per regione, ma occorre fare una premessa: il numero delle regioni passerebbe a 18 in quanto sarei propenso a eliminare la valle d'Aosta e il Molise.
- PIEMONTE: Provincia di Torino; Provincia di Cuneo; Provincia di Aosta; Provincia di Alessandria.
- LOMBARDIA: Provincia di Milano; Provincia di Mantova; Provincia di Brescia; Provincia di Bergamo.
- TRENTINO ALTO ADIGE: Provincia di Trento; Provincia di Bolzano.
- VENETO: Provincia di Venezia; Provincia di Vicenza; Provincia di Verona
- FRIULI VENZIA GIULIA: Provincia di Udine; Provincia di Trieste.
- LIGURIA: Provincia di Genova; Provincia di Imperia.
- EMILIA ROMAGNA: Provincia di Parma; Provincia di Bologna; Provincia di Modena; Provincia di Ravenna
- TOSCANA: Provincia di Firenze; Provincia di Siena; Provincia di Pisa; Provincia di Livorno.
- LAZIO: Provincia di Roma; Provincia di Frosinone, Provincia di Viterbo.
- UMBRIA: Provincia di Perugia; Provincia di Terni.
- MARCHE: Provincia di Ancona; Provincia di Ascoli Piceno.
- ABRUZZO: Provincia di L'Aquila; Provincia di Pescara.
- PUGLIA: Provincia di Foggia; Provincia di Bari; Provincia di Lecce.
- CAMPANIA: Provincia di Napoli; Provincia di Salerno; Provincia di Avellino.
- BASILICATA: Provincia di Matera; Provincia di Potenza.
- CALABRIA: Provincia di Reggio; Provincia di Cosenza; Provincia di Catanzaro.
- SICILIA: Provincia di Palermo; Provincia di Siracusa; Provincia di Catania; Provincia di Messina.
- SARDEGNA: Provincia di Cagliari; Provincia di Sassari; Provincia di Nuoro.
Da questa lista si evidenzia un crollo evidente del numero di province che in sostituzione all'auspicata soppressione dei consigli provinciali sarebbero gestite dai prefetti nominati dal Ministro degli Interni o in alternativa dai capoluoghi di provincia. Le competenze sarebbero di gestione, coordinamento, direzione, comando delle questure con la nomina dei questori, potere di sciogliere i comuni per infiltrazione mafiosa, la nomina dei commissari comunali, potere esecutivo delle leggi promulgate dal Parlamento. Ovviamente il sottoscritto vorrebbe eliminare anche tutta la corte dei prefetti limitando la nomina di un sottoprefetto facente funzione di vice-prefetto e di un plotone di esecutori.
I soldi risparmiati sarebbero investiti nel rafforzamento e nel miglioramento delle comunicazioni ferroviarie e stradali e in dotazione ai singoli comuni che eviterebbero di tirare la giacca allo stato centrale per ottenere denaro.
Forse con questa proposta la giostra impazzita degli scandali e delle spese pazze verrebbe spenta e i suoi beneficiari sopediti a casa.
venerdì 6 dicembre 2013
Chi va e chi resta.
Si è spento serenamente Nelson Mandela l'indiscusso protagonista della lotta (vinta) contro il regime di apartheid in vigore in Sudafrica dal 1948 al 1994.
"Madiba" ha trascorso quasi trent'anni segregato nel carcere di Robben Island a causa della sua implacabile volontà di porre termine a un regime razzista tra i più vergognosi della storia che non ha infettato solo lo Stato Sudafricano ma anche, incredibile a dirsi, anche gli Usa per cento anni dopo la fine della Guerra di Secessione e prima che Martin Luther King pronunciasse la famosa frase "I have a dream" che per incanto abbattè una delle pagine più vergognose della cosiddetta democrazia a stelle e strisce.
Il corso della sua vita ovviamente è stato coronato anche da successi politici e personali come la nomina a Presidente del Sud Africa nel 1994 terminata cinque anni più tardi cui Mandela decise di non ricandidarsi e abbandonare la vita politica restando un colosso della lotta senza quartiere contro la segregazione razziale.
A proposito della rinuncia alle ricandidature, fossero così anche i politici di casa nostra, e non mi riferisco certo al loro impegno contro ogni forma di razzismo visto che a parole, se la cavano abbastanza bene, ma quanto al fatto di rinunciare a qualcosa che siano rimborsi elettorali oppure ricandidature o poltrone date per intercessione politica.
La corte Costituzionale ha sentenziato un verdetto che non poteva essere altrimenti: il Porcellum varato nel 2005 con la Firma di Ciampi allora Presidente della Repubblica, è tutto incostituzionale, siamo in attesa delle motivazioni ma nessuno sente il bisogno di queste formalità.
Una legge elettorale che elimina il diritto di esprimere le preferenze lasciando ai partiti la comodità di inserire i propri candidati non si ha traccia nemmeno durante il ventennio fascista o durante gli anni del Terzo Reich.
In Italia da qualche anno a questa parte per il fatto che nessuno vuole assumersi responsabilità si aspetta sempre che qualcuno tolga le castagne dal fuoco col rischio di scottarsi, La Corte Costituzionale ha fatto paerte del suo dovere e purtroppo è già tanto visto che un Paese un po' più civile sarebbero immediatamente condannati senza essere perseguiti chi la legge la propose, la votò, la firmò e la fece promulgare.
Adesso siamo in attesa che si faccia una legge elettorale senza tanti meccanismi complicati tornando al semplice e puro proporzionale senza soglie di sbarramento e premi di maggioranza che non governa. pace all'anima di coloro che urlano per la possibile ingovernabilità: De Gaulle affermò un giorno che era impossibile governare un Paese, la Francia, che ha decine di tipi diversi di formaggi, figuriamoci l'Italia.
Mai come in questo momento risalta l'esattezza di un vecchio adagio: "Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno" infatti loro ci lasciano e noi restiamo ad affogare nella melma di una classe politica che non è nemmeno una frazione di cellula umana rispetto a chi ha avuto coraggio, onore e dignità e vinto le sue battaglie ben più dure di leggi elettorali o di stabilità.
"Madiba" ha trascorso quasi trent'anni segregato nel carcere di Robben Island a causa della sua implacabile volontà di porre termine a un regime razzista tra i più vergognosi della storia che non ha infettato solo lo Stato Sudafricano ma anche, incredibile a dirsi, anche gli Usa per cento anni dopo la fine della Guerra di Secessione e prima che Martin Luther King pronunciasse la famosa frase "I have a dream" che per incanto abbattè una delle pagine più vergognose della cosiddetta democrazia a stelle e strisce.
Il corso della sua vita ovviamente è stato coronato anche da successi politici e personali come la nomina a Presidente del Sud Africa nel 1994 terminata cinque anni più tardi cui Mandela decise di non ricandidarsi e abbandonare la vita politica restando un colosso della lotta senza quartiere contro la segregazione razziale.
A proposito della rinuncia alle ricandidature, fossero così anche i politici di casa nostra, e non mi riferisco certo al loro impegno contro ogni forma di razzismo visto che a parole, se la cavano abbastanza bene, ma quanto al fatto di rinunciare a qualcosa che siano rimborsi elettorali oppure ricandidature o poltrone date per intercessione politica.
La corte Costituzionale ha sentenziato un verdetto che non poteva essere altrimenti: il Porcellum varato nel 2005 con la Firma di Ciampi allora Presidente della Repubblica, è tutto incostituzionale, siamo in attesa delle motivazioni ma nessuno sente il bisogno di queste formalità.
Una legge elettorale che elimina il diritto di esprimere le preferenze lasciando ai partiti la comodità di inserire i propri candidati non si ha traccia nemmeno durante il ventennio fascista o durante gli anni del Terzo Reich.
In Italia da qualche anno a questa parte per il fatto che nessuno vuole assumersi responsabilità si aspetta sempre che qualcuno tolga le castagne dal fuoco col rischio di scottarsi, La Corte Costituzionale ha fatto paerte del suo dovere e purtroppo è già tanto visto che un Paese un po' più civile sarebbero immediatamente condannati senza essere perseguiti chi la legge la propose, la votò, la firmò e la fece promulgare.
Adesso siamo in attesa che si faccia una legge elettorale senza tanti meccanismi complicati tornando al semplice e puro proporzionale senza soglie di sbarramento e premi di maggioranza che non governa. pace all'anima di coloro che urlano per la possibile ingovernabilità: De Gaulle affermò un giorno che era impossibile governare un Paese, la Francia, che ha decine di tipi diversi di formaggi, figuriamoci l'Italia.
Mai come in questo momento risalta l'esattezza di un vecchio adagio: "Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno" infatti loro ci lasciano e noi restiamo ad affogare nella melma di una classe politica che non è nemmeno una frazione di cellula umana rispetto a chi ha avuto coraggio, onore e dignità e vinto le sue battaglie ben più dure di leggi elettorali o di stabilità.
mercoledì 9 ottobre 2013
Chi, se ne frega?
"Coloro che pongono la questione dell'indulto o dell'amnistia in questi termini sanno pensare solo a una sola cosa e se ne fregano delle tragedie che ci sono all'interno delle carceri!"
Queste le parole del Presidente della Repubblica che rispedisce al mittente gli attacchi del Movimento 5 Stelle che di amnistia e indulto non vogliono nemmeno sentir parlare.
A distanza di sette anni per risolvere l'irrisolto problema del sovraffollamento delle carceri si ripropone la soluzione italianamente più sbrigativa del "Fuori tutti" per rimetterli dentro.
Nerl 2006 l'indulto scarcerò oltre 30mila detenuti di cui un terzo tornarono in cella, dalla serie "quello che esce fuori dalla porta rientra dalla finestra...", e allora come oggi e come domani e dopodomani, il problema del sovraffollamento rimane li nonostante cambi e crisi di governi nominati.
Buttare tutto in gazzarra come è stato fatto da parte del Movimento di Grillo non risolve nulla anche se, il sospetto (e la proposta dell'amnistia o dell'indulto fa diventare il sospetto una prova inoppugnabile) che la soluzione può favorire Berlusconi è dura a morire.
Berlusconi e Napolitano che, come affermato da un ex dipendente del Quirinale sono amici e allora, altro che sospetto, gatta ci cova.
Napolitano ha militato nel GUF (Gruppi Universitari Fascisti) insieme a nientepopodimeno che Eugenio Scalfari e Giorgio Almirante che al contrario di questi ultimi, fascista lo era davvero e ha avuto la decenza di non rinnegare il passato e le sue idee contribuendo a fondare il Movimento Sociale, mentre Napolitano si è iscritto al PCI immergendosi nella corrente migliorista (quella che vedeva con favore una collaborazione con i socialisti e una cauta apertura al capitalismo) tanto per far dimenticare le sue riunioni "antifasciste"(?) all'interno del GUF.
Altro che primo Presidente della Repubblica postcomunista, sarebbe giusto dire post fascista e postcomunista amico di un pregiudicato con tanto di sentenza passata in giudicato.
Tornando al problema del sovraffollamento una domanda sorge spontanea: Che fine hanno fatto le centinaia di carceri costruite e mai portate a termine o mai utilizzate e lasciate nel degrado?
A tal domanda lor signori fanno orecchie da mercanti mentre versano lacrime da coccodrillo per le indecenti condizioni all'interno delle carceri. Forse sarebbe ora di stilare una lista completa di quelle carceri mai utilizzate e mai terminate e fare in modo da ospitare qualche delinquente e presentare una proposta di legge per la depenalizzazione per lo spaccio delle droghe leggere e il suo utilizzo, considerando che non sarebbe una catastrofe dato la percentuale di politici che assumono altri tipi di droghe.
L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno sono le lacrime ipocrite, la gazzarra politica, e le leve sul sentimentalismo credendo che gli italiani siano coglioni, purtroppo gli italiani coglioni lo sono e fanno si che loro simili nominino altri coglioni a gestire la cosa pubblica. Fossimo un Paese leggerissimamente più serio taluni papaveri sarebbero già in cella a marcire, altro che indulto e amnistia. Del resto di questa classe politica chi, se ne frega?
Queste le parole del Presidente della Repubblica che rispedisce al mittente gli attacchi del Movimento 5 Stelle che di amnistia e indulto non vogliono nemmeno sentir parlare.
A distanza di sette anni per risolvere l'irrisolto problema del sovraffollamento delle carceri si ripropone la soluzione italianamente più sbrigativa del "Fuori tutti" per rimetterli dentro.
Nerl 2006 l'indulto scarcerò oltre 30mila detenuti di cui un terzo tornarono in cella, dalla serie "quello che esce fuori dalla porta rientra dalla finestra...", e allora come oggi e come domani e dopodomani, il problema del sovraffollamento rimane li nonostante cambi e crisi di governi nominati.
Buttare tutto in gazzarra come è stato fatto da parte del Movimento di Grillo non risolve nulla anche se, il sospetto (e la proposta dell'amnistia o dell'indulto fa diventare il sospetto una prova inoppugnabile) che la soluzione può favorire Berlusconi è dura a morire.
Berlusconi e Napolitano che, come affermato da un ex dipendente del Quirinale sono amici e allora, altro che sospetto, gatta ci cova.
Napolitano ha militato nel GUF (Gruppi Universitari Fascisti) insieme a nientepopodimeno che Eugenio Scalfari e Giorgio Almirante che al contrario di questi ultimi, fascista lo era davvero e ha avuto la decenza di non rinnegare il passato e le sue idee contribuendo a fondare il Movimento Sociale, mentre Napolitano si è iscritto al PCI immergendosi nella corrente migliorista (quella che vedeva con favore una collaborazione con i socialisti e una cauta apertura al capitalismo) tanto per far dimenticare le sue riunioni "antifasciste"(?) all'interno del GUF.
Altro che primo Presidente della Repubblica postcomunista, sarebbe giusto dire post fascista e postcomunista amico di un pregiudicato con tanto di sentenza passata in giudicato.
Tornando al problema del sovraffollamento una domanda sorge spontanea: Che fine hanno fatto le centinaia di carceri costruite e mai portate a termine o mai utilizzate e lasciate nel degrado?
A tal domanda lor signori fanno orecchie da mercanti mentre versano lacrime da coccodrillo per le indecenti condizioni all'interno delle carceri. Forse sarebbe ora di stilare una lista completa di quelle carceri mai utilizzate e mai terminate e fare in modo da ospitare qualche delinquente e presentare una proposta di legge per la depenalizzazione per lo spaccio delle droghe leggere e il suo utilizzo, considerando che non sarebbe una catastrofe dato la percentuale di politici che assumono altri tipi di droghe.
L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno sono le lacrime ipocrite, la gazzarra politica, e le leve sul sentimentalismo credendo che gli italiani siano coglioni, purtroppo gli italiani coglioni lo sono e fanno si che loro simili nominino altri coglioni a gestire la cosa pubblica. Fossimo un Paese leggerissimamente più serio taluni papaveri sarebbero già in cella a marcire, altro che indulto e amnistia. Del resto di questa classe politica chi, se ne frega?
domenica 29 settembre 2013
Extra Omnes!
La frase imperativa come da titolo viene pronunciata all'inizio del Conclave nel momento in cui i cardinali di santa Romana Chiesa si riuniscono all'interno della Cappella Sisitina per eleggere il nuono Pontefice.
Considerando il marasma sociale, politico ed economico che l'Italia sta attraversando sarebbe un imperativo appropriato.
Fuori il Presidente della Repubblica rieletto per un secondo mandato con i voti dei delinquenti del PdL e dei suoi alleati del Partito Democratico.
Fuori il governo Letta minacciato da Alfano e dai parlamentari dimissionari del PdL che cercano disperatamente di salvare un delinquente.
Fuori Alfano che minaccia Letta e viene minacciato dal delinquente di Arcore.
Fuori la Santanchè, Brunetta, Verdini, Quagliariello, e tutti quelli che per oltre venti anni hanno vissuto tra le braccia di un delinquente.
Fuori il Partito Democratico che ha appoggiato due legislature insieme alla banda dei porci.
Fuori il Movimento 5 stelle che oltre agli insulti non propone nulla di alternativo e costruttivo
Fuori la Lega xenofoba razzista e vera come una vergine ex prostituta.
Fuori tutto l'apparato statale che ormai sta crollando rivinosamente e vergognosamente a pezzi come le Domus Area di Pompei ed Ercolano.
Fuori in particolare tutti coloro che per venti anni hanno votato pervicacemente Berlusconi e lo hanno portato al governo e trascinato l'Italia nel letame, meglio se fatti fuori con le armi chimiche di Assad.
Fuori tutti coloro che con il loro comportamento si rassegnano e tollerano uno scempio del genere.
E dopo cosa rimane? Nulla, perchè di nulla è composto questo Paese abitato, escluse pochissime persone, da milioni di vermi che eleggono vermi più grossi e nauseanti alla guida di una carrozza fuori controllo. Nulla perchè da almeno venti anni, nulla rimane in questo Paese e nulla deve restare, neanche il patrimonio storico, artistico e ambientale che dovrebbe, per decenza essere regalato a mezza Europa per manifesta incapacità gestionale, per deficit intellettivo.
Nulla, nemmeno uno straccio di scenziato, nemmeno le idee, perfino gli insetti dovrebbero aver senso nel proliferare in questo Paese.
In fondo il nulla sarebbe assai meglio dell'immenso schifo che stiamo vivendo, di delinquenti per condanne passate in giudicato non hanno la dignità di farsi da parte, di alleati di delinquenti che con ogni scusa e pretesto vogliono la poltrona del comando e propensi ad ogni nefandezza.
perchè almeno nel nulla non ci sarebbe possibilità di urlare allo scandalo, si avrebbe la certezza che non sarebbe più possibile fare peggio, invece oggi, al peggio non c'è mai fine, una corsa irresistibile allo sfacelo voluto e preteso.
E non è vero che esiste la parte sana del Paese, perchè un partito di delinquenti in un fazzoletto di terra più serio del nostro, questo sarebbe stato messo al bando da decenni come organizzazione a delinquere e non sarebbe mai arrivato al governo. Per piacere, se esiste ancora un senso di pietà di dignità, di pudore, un senso di vergogna applichiamo questo imperativo: EXTRA OMNES, a iniziare da chi per venti anni la legge e il diritto l'ha messo sotto le suole delle scarpe.
Considerando il marasma sociale, politico ed economico che l'Italia sta attraversando sarebbe un imperativo appropriato.
Fuori il Presidente della Repubblica rieletto per un secondo mandato con i voti dei delinquenti del PdL e dei suoi alleati del Partito Democratico.
Fuori il governo Letta minacciato da Alfano e dai parlamentari dimissionari del PdL che cercano disperatamente di salvare un delinquente.
Fuori Alfano che minaccia Letta e viene minacciato dal delinquente di Arcore.
Fuori la Santanchè, Brunetta, Verdini, Quagliariello, e tutti quelli che per oltre venti anni hanno vissuto tra le braccia di un delinquente.
Fuori il Partito Democratico che ha appoggiato due legislature insieme alla banda dei porci.
Fuori il Movimento 5 stelle che oltre agli insulti non propone nulla di alternativo e costruttivo
Fuori la Lega xenofoba razzista e vera come una vergine ex prostituta.
Fuori tutto l'apparato statale che ormai sta crollando rivinosamente e vergognosamente a pezzi come le Domus Area di Pompei ed Ercolano.
Fuori in particolare tutti coloro che per venti anni hanno votato pervicacemente Berlusconi e lo hanno portato al governo e trascinato l'Italia nel letame, meglio se fatti fuori con le armi chimiche di Assad.
Fuori tutti coloro che con il loro comportamento si rassegnano e tollerano uno scempio del genere.
E dopo cosa rimane? Nulla, perchè di nulla è composto questo Paese abitato, escluse pochissime persone, da milioni di vermi che eleggono vermi più grossi e nauseanti alla guida di una carrozza fuori controllo. Nulla perchè da almeno venti anni, nulla rimane in questo Paese e nulla deve restare, neanche il patrimonio storico, artistico e ambientale che dovrebbe, per decenza essere regalato a mezza Europa per manifesta incapacità gestionale, per deficit intellettivo.
Nulla, nemmeno uno straccio di scenziato, nemmeno le idee, perfino gli insetti dovrebbero aver senso nel proliferare in questo Paese.
In fondo il nulla sarebbe assai meglio dell'immenso schifo che stiamo vivendo, di delinquenti per condanne passate in giudicato non hanno la dignità di farsi da parte, di alleati di delinquenti che con ogni scusa e pretesto vogliono la poltrona del comando e propensi ad ogni nefandezza.
perchè almeno nel nulla non ci sarebbe possibilità di urlare allo scandalo, si avrebbe la certezza che non sarebbe più possibile fare peggio, invece oggi, al peggio non c'è mai fine, una corsa irresistibile allo sfacelo voluto e preteso.
E non è vero che esiste la parte sana del Paese, perchè un partito di delinquenti in un fazzoletto di terra più serio del nostro, questo sarebbe stato messo al bando da decenni come organizzazione a delinquere e non sarebbe mai arrivato al governo. Per piacere, se esiste ancora un senso di pietà di dignità, di pudore, un senso di vergogna applichiamo questo imperativo: EXTRA OMNES, a iniziare da chi per venti anni la legge e il diritto l'ha messo sotto le suole delle scarpe.
mercoledì 11 settembre 2013
I poliziotti del mondo.
Oggi 11 settembre 2013 si commemora l'attacco terrorista contro le Torri gemelle di New York in cui persero la vita 3000 persone.
Come ogni anno si rinnova il pianto e il lamento in memoria di quell'avvenimento che fece capire al mondo che essere una superpotenza, anzi una pre-potenza non assicurava affatto dalla minaccia di essere attaccati in casa propria, del resto se vogliamo dirla tutta, l'11 settembre di dodici anni fa gli Usa ebbero il saldo di quello che hanno fatto per cinquant'anni, ovvero portare bombe e democrazia d'esportazione in ogni angolo del mondo che rischiava di cadere nelle fauci del mostro comunista, ateo e materialista, nonché divoratore di bambini.
L'11 settembre di quarant'anni fa si consumava in Cile un colpo di stato organizzato e finanziato dalla CIA e dal presidente americano Nixon, colui che faceva la guerra ai pesci volanti in Vietnam con l'Agente Orange e il Napalm.
Il colpo di stato in Cile che portò il Paese sotto una cruenta dittatura militare comandata da Pinochet serviva allo "Zio Sam" per garantire i suoi interessi commerciali ed economici in Cile e in tutto il sud america come un moderno Conquistadores.
Il Repubblicano Nixon che aveva orrore del social-comunismo non vide affatto bene l'affermazione regolare e legittima di un candidato socialista, dichiaratamente marxista in un Paese strategico per i loschi affari a stelle e strisce. In una intervista al New York Times, Allende dichiarò che se per gli americani il comunismo era un regime totalitario, per lui era un modo semplice e onesto per liberare gli oppressi e gli sfruttati. Mal gliene incolse. Le sue parole gli si ritorsero contro proprio in quell'11 settembre 1973 quando fu spodestato dal golpe non senza aver resistito barricato all'interno del palazzo presidenziale che veniva bombardato dai militari pilotati dalla CIA.
Il discorso di Obama alla nazione americana è una palese menzogna quando afferma "Noi non siamo i poliziotti del mondo, ma quello che accade in Siria non può essere tollerato in alcun modo"
I fatti accaduti in Cile sopra citati lo sbugiardano apertamente, come lo sbugiardano altrettanto palesemente i bombardamenti effettuati in Laos, Cambogia e Vietnam con armi chimiche esportatrici di democrazia e libertà su civili e villaggi del sud est asiatico tra gli anni '60 e '70.
Se la linea rossa, dell'uso delle armi chimiche da parte del regime di Assad era la linea rossa da non superare, quella linea gli Usa l' hanno oltrepassata più volte come i bombardamenti al fosforo bianco su Dresda, l'attacco nucleare (inutile) al Giappone nell'agosto del 1945 con 300mila morti ammazzati, le bombe all'uranio impoverito durante la guerra in Kosovo nel 1999 o poco prima l'uso di un ordigno nucleare nei pressi di Bassora durante la prima guerra del golfo contro Saddam Hussein.
Caro presidente della pace, gli Usa non sono i poliziotti del mondo perchè non potranno mai esserlo se torturano prigionieri islamici in Afghanistan o in Iraq, se usano mezzi da inquisizione a Guantanamo o pilotano e organizzano colpi di stato per instaurare regimi militari se un governo di sinistra viene eletto democraticamente.
Sarebbe bello che qualcuno dicesse tali verità al presidente americano repubblicano o democratico guraafondaio che essso sia, magari aggiungendo il fatto che, mentre il presidente Kennedy urlava a Berlino la sua cittadinanza berlinese, a casa sua la democrazia americana viveva ancora nel regime di Apartheid con mezzi e locali pubblici destinati a "bianchi" e "neri" e che un decennio prima, sempre nei democraticissimi USA, si era svolta, alla faccia del liberalismo politico, una caccia all'uomo contro sospetti appartenenti al Partito Comunista Statunitense che fu quasi messo al bando a cui seguirono processi infamanti e arresti indiscriminati mostrati in tv.
Caro "Hussein" Obama del poliziotto americano che pesta, ancora oggi, qualche nero o sgancia bombe chimiche per la libertà ne facciamo volentieri a meno senza lacrime e senza piagnistei, quei piagnistei ipocriti che si fanno ogni 11 settembre per ricordare l'attacco alle Torri gemelle e mai, riflessioni sincere per commemorare le atrocità commesse dal poliziotto americano in giro per il mondo.
del resto non ci sarebbe null'altro da piangere se non per le vittime civili causate dall'attacco dell'11 settembre 2001, ma sarebbe bene ricordarsi del motto "Chi la fa l'aspetti" e se tremila persone muoiono in un giorno sarà forse perchè migliaia e migliaia sono morte ingiustamente sotto le bombe yankee esportatrici di una democrazia ipocrita o sotto regimi militari finanziate e manovrate dalla Cia o da presidenti che fanno la guerra ai pesci volanti in Vietnam.
Come ogni anno si rinnova il pianto e il lamento in memoria di quell'avvenimento che fece capire al mondo che essere una superpotenza, anzi una pre-potenza non assicurava affatto dalla minaccia di essere attaccati in casa propria, del resto se vogliamo dirla tutta, l'11 settembre di dodici anni fa gli Usa ebbero il saldo di quello che hanno fatto per cinquant'anni, ovvero portare bombe e democrazia d'esportazione in ogni angolo del mondo che rischiava di cadere nelle fauci del mostro comunista, ateo e materialista, nonché divoratore di bambini.
L'11 settembre di quarant'anni fa si consumava in Cile un colpo di stato organizzato e finanziato dalla CIA e dal presidente americano Nixon, colui che faceva la guerra ai pesci volanti in Vietnam con l'Agente Orange e il Napalm.
Il colpo di stato in Cile che portò il Paese sotto una cruenta dittatura militare comandata da Pinochet serviva allo "Zio Sam" per garantire i suoi interessi commerciali ed economici in Cile e in tutto il sud america come un moderno Conquistadores.
Il Repubblicano Nixon che aveva orrore del social-comunismo non vide affatto bene l'affermazione regolare e legittima di un candidato socialista, dichiaratamente marxista in un Paese strategico per i loschi affari a stelle e strisce. In una intervista al New York Times, Allende dichiarò che se per gli americani il comunismo era un regime totalitario, per lui era un modo semplice e onesto per liberare gli oppressi e gli sfruttati. Mal gliene incolse. Le sue parole gli si ritorsero contro proprio in quell'11 settembre 1973 quando fu spodestato dal golpe non senza aver resistito barricato all'interno del palazzo presidenziale che veniva bombardato dai militari pilotati dalla CIA.
Il discorso di Obama alla nazione americana è una palese menzogna quando afferma "Noi non siamo i poliziotti del mondo, ma quello che accade in Siria non può essere tollerato in alcun modo"
I fatti accaduti in Cile sopra citati lo sbugiardano apertamente, come lo sbugiardano altrettanto palesemente i bombardamenti effettuati in Laos, Cambogia e Vietnam con armi chimiche esportatrici di democrazia e libertà su civili e villaggi del sud est asiatico tra gli anni '60 e '70.
Se la linea rossa, dell'uso delle armi chimiche da parte del regime di Assad era la linea rossa da non superare, quella linea gli Usa l' hanno oltrepassata più volte come i bombardamenti al fosforo bianco su Dresda, l'attacco nucleare (inutile) al Giappone nell'agosto del 1945 con 300mila morti ammazzati, le bombe all'uranio impoverito durante la guerra in Kosovo nel 1999 o poco prima l'uso di un ordigno nucleare nei pressi di Bassora durante la prima guerra del golfo contro Saddam Hussein.
Caro presidente della pace, gli Usa non sono i poliziotti del mondo perchè non potranno mai esserlo se torturano prigionieri islamici in Afghanistan o in Iraq, se usano mezzi da inquisizione a Guantanamo o pilotano e organizzano colpi di stato per instaurare regimi militari se un governo di sinistra viene eletto democraticamente.
Sarebbe bello che qualcuno dicesse tali verità al presidente americano repubblicano o democratico guraafondaio che essso sia, magari aggiungendo il fatto che, mentre il presidente Kennedy urlava a Berlino la sua cittadinanza berlinese, a casa sua la democrazia americana viveva ancora nel regime di Apartheid con mezzi e locali pubblici destinati a "bianchi" e "neri" e che un decennio prima, sempre nei democraticissimi USA, si era svolta, alla faccia del liberalismo politico, una caccia all'uomo contro sospetti appartenenti al Partito Comunista Statunitense che fu quasi messo al bando a cui seguirono processi infamanti e arresti indiscriminati mostrati in tv.
Caro "Hussein" Obama del poliziotto americano che pesta, ancora oggi, qualche nero o sgancia bombe chimiche per la libertà ne facciamo volentieri a meno senza lacrime e senza piagnistei, quei piagnistei ipocriti che si fanno ogni 11 settembre per ricordare l'attacco alle Torri gemelle e mai, riflessioni sincere per commemorare le atrocità commesse dal poliziotto americano in giro per il mondo.
del resto non ci sarebbe null'altro da piangere se non per le vittime civili causate dall'attacco dell'11 settembre 2001, ma sarebbe bene ricordarsi del motto "Chi la fa l'aspetti" e se tremila persone muoiono in un giorno sarà forse perchè migliaia e migliaia sono morte ingiustamente sotto le bombe yankee esportatrici di una democrazia ipocrita o sotto regimi militari finanziate e manovrate dalla Cia o da presidenti che fanno la guerra ai pesci volanti in Vietnam.
domenica 28 aprile 2013
Sangue di mattina....
Gli avvenimenti non lasciano il tempo di digerire l'indigestibile.
A Roma davanti alla cloaca massima di Montecitorio è avvenuto un episodio che dovrebbe quantomeno terrorizzare i ratti che lo abitano: un uomo,calabrese di 46 anni,esasperato dal clima politico,economico e sociale che rende pestilenziale il suolo italico ha deciso di fare da solo,quello che dovrebbero fare milioni di italiani.
Presentatosi davanti a palazzo Montecitorio armato di pistola, ha sparato ferendo non gravemente due carabinieri e ferendo di striscio una passante. L'uomo è stato immediatamente immobilizzato e arrestato,il tutto è accaduto mentre il governo Letta giurava sulla Costituzione. Governo composto dall'accozzaglia piddina e berlusconiana che dopo tanto odio hanno finito per creare un governo impossibile eleggendo un capo di Stato dall'età impossibile.
La tragica notizia ha sconvolto i ratti che come gli aristocratici di Versailles di fine settecento hanno urlato al "gesto di un folle" e Napolitano si è affrettato a mostrarsi mortificato per il gesto.
In Italia si respira un clima indescrivibile quasi come nella Parigi del XVIII secolo, la piazza mormorava fino a quando sulle piazze non salirono Luigi XVI e Maria Antonietta lasciandoci la testa.
Il guaio è che in Italia di maria Antoniette ne abbiamo migliaia e tutti fingono di non capire che se si prosegue su questo passo il sangue di mattina si trasformerà in un uragano e allora mortificazioni, imprecazioni e mani nei capelli saranno inutili. La follia rischia seriamente di abbandonare Montecitorio e dilagare nel Paese e stavolta qualcuno (finalmente) ci lascerà le penne.
A Roma davanti alla cloaca massima di Montecitorio è avvenuto un episodio che dovrebbe quantomeno terrorizzare i ratti che lo abitano: un uomo,calabrese di 46 anni,esasperato dal clima politico,economico e sociale che rende pestilenziale il suolo italico ha deciso di fare da solo,quello che dovrebbero fare milioni di italiani.
Presentatosi davanti a palazzo Montecitorio armato di pistola, ha sparato ferendo non gravemente due carabinieri e ferendo di striscio una passante. L'uomo è stato immediatamente immobilizzato e arrestato,il tutto è accaduto mentre il governo Letta giurava sulla Costituzione. Governo composto dall'accozzaglia piddina e berlusconiana che dopo tanto odio hanno finito per creare un governo impossibile eleggendo un capo di Stato dall'età impossibile.
La tragica notizia ha sconvolto i ratti che come gli aristocratici di Versailles di fine settecento hanno urlato al "gesto di un folle" e Napolitano si è affrettato a mostrarsi mortificato per il gesto.
In Italia si respira un clima indescrivibile quasi come nella Parigi del XVIII secolo, la piazza mormorava fino a quando sulle piazze non salirono Luigi XVI e Maria Antonietta lasciandoci la testa.
Il guaio è che in Italia di maria Antoniette ne abbiamo migliaia e tutti fingono di non capire che se si prosegue su questo passo il sangue di mattina si trasformerà in un uragano e allora mortificazioni, imprecazioni e mani nei capelli saranno inutili. La follia rischia seriamente di abbandonare Montecitorio e dilagare nel Paese e stavolta qualcuno (finalmente) ci lascerà le penne.
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