"Coloro che pongono la questione dell'indulto o dell'amnistia in questi termini sanno pensare solo a una sola cosa e se ne fregano delle tragedie che ci sono all'interno delle carceri!"
Queste le parole del Presidente della Repubblica che rispedisce al mittente gli attacchi del Movimento 5 Stelle che di amnistia e indulto non vogliono nemmeno sentir parlare.
A distanza di sette anni per risolvere l'irrisolto problema del sovraffollamento delle carceri si ripropone la soluzione italianamente più sbrigativa del "Fuori tutti" per rimetterli dentro.
Nerl 2006 l'indulto scarcerò oltre 30mila detenuti di cui un terzo tornarono in cella, dalla serie "quello che esce fuori dalla porta rientra dalla finestra...", e allora come oggi e come domani e dopodomani, il problema del sovraffollamento rimane li nonostante cambi e crisi di governi nominati.
Buttare tutto in gazzarra come è stato fatto da parte del Movimento di Grillo non risolve nulla anche se, il sospetto (e la proposta dell'amnistia o dell'indulto fa diventare il sospetto una prova inoppugnabile) che la soluzione può favorire Berlusconi è dura a morire.
Berlusconi e Napolitano che, come affermato da un ex dipendente del Quirinale sono amici e allora, altro che sospetto, gatta ci cova.
Napolitano ha militato nel GUF (Gruppi Universitari Fascisti) insieme a nientepopodimeno che Eugenio Scalfari e Giorgio Almirante che al contrario di questi ultimi, fascista lo era davvero e ha avuto la decenza di non rinnegare il passato e le sue idee contribuendo a fondare il Movimento Sociale, mentre Napolitano si è iscritto al PCI immergendosi nella corrente migliorista (quella che vedeva con favore una collaborazione con i socialisti e una cauta apertura al capitalismo) tanto per far dimenticare le sue riunioni "antifasciste"(?) all'interno del GUF.
Altro che primo Presidente della Repubblica postcomunista, sarebbe giusto dire post fascista e postcomunista amico di un pregiudicato con tanto di sentenza passata in giudicato.
Tornando al problema del sovraffollamento una domanda sorge spontanea: Che fine hanno fatto le centinaia di carceri costruite e mai portate a termine o mai utilizzate e lasciate nel degrado?
A tal domanda lor signori fanno orecchie da mercanti mentre versano lacrime da coccodrillo per le indecenti condizioni all'interno delle carceri. Forse sarebbe ora di stilare una lista completa di quelle carceri mai utilizzate e mai terminate e fare in modo da ospitare qualche delinquente e presentare una proposta di legge per la depenalizzazione per lo spaccio delle droghe leggere e il suo utilizzo, considerando che non sarebbe una catastrofe dato la percentuale di politici che assumono altri tipi di droghe.
L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno sono le lacrime ipocrite, la gazzarra politica, e le leve sul sentimentalismo credendo che gli italiani siano coglioni, purtroppo gli italiani coglioni lo sono e fanno si che loro simili nominino altri coglioni a gestire la cosa pubblica. Fossimo un Paese leggerissimamente più serio taluni papaveri sarebbero già in cella a marcire, altro che indulto e amnistia. Del resto di questa classe politica chi, se ne frega?
mercoledì 9 ottobre 2013
domenica 29 settembre 2013
Extra Omnes!
La frase imperativa come da titolo viene pronunciata all'inizio del Conclave nel momento in cui i cardinali di santa Romana Chiesa si riuniscono all'interno della Cappella Sisitina per eleggere il nuono Pontefice.
Considerando il marasma sociale, politico ed economico che l'Italia sta attraversando sarebbe un imperativo appropriato.
Fuori il Presidente della Repubblica rieletto per un secondo mandato con i voti dei delinquenti del PdL e dei suoi alleati del Partito Democratico.
Fuori il governo Letta minacciato da Alfano e dai parlamentari dimissionari del PdL che cercano disperatamente di salvare un delinquente.
Fuori Alfano che minaccia Letta e viene minacciato dal delinquente di Arcore.
Fuori la Santanchè, Brunetta, Verdini, Quagliariello, e tutti quelli che per oltre venti anni hanno vissuto tra le braccia di un delinquente.
Fuori il Partito Democratico che ha appoggiato due legislature insieme alla banda dei porci.
Fuori il Movimento 5 stelle che oltre agli insulti non propone nulla di alternativo e costruttivo
Fuori la Lega xenofoba razzista e vera come una vergine ex prostituta.
Fuori tutto l'apparato statale che ormai sta crollando rivinosamente e vergognosamente a pezzi come le Domus Area di Pompei ed Ercolano.
Fuori in particolare tutti coloro che per venti anni hanno votato pervicacemente Berlusconi e lo hanno portato al governo e trascinato l'Italia nel letame, meglio se fatti fuori con le armi chimiche di Assad.
Fuori tutti coloro che con il loro comportamento si rassegnano e tollerano uno scempio del genere.
E dopo cosa rimane? Nulla, perchè di nulla è composto questo Paese abitato, escluse pochissime persone, da milioni di vermi che eleggono vermi più grossi e nauseanti alla guida di una carrozza fuori controllo. Nulla perchè da almeno venti anni, nulla rimane in questo Paese e nulla deve restare, neanche il patrimonio storico, artistico e ambientale che dovrebbe, per decenza essere regalato a mezza Europa per manifesta incapacità gestionale, per deficit intellettivo.
Nulla, nemmeno uno straccio di scenziato, nemmeno le idee, perfino gli insetti dovrebbero aver senso nel proliferare in questo Paese.
In fondo il nulla sarebbe assai meglio dell'immenso schifo che stiamo vivendo, di delinquenti per condanne passate in giudicato non hanno la dignità di farsi da parte, di alleati di delinquenti che con ogni scusa e pretesto vogliono la poltrona del comando e propensi ad ogni nefandezza.
perchè almeno nel nulla non ci sarebbe possibilità di urlare allo scandalo, si avrebbe la certezza che non sarebbe più possibile fare peggio, invece oggi, al peggio non c'è mai fine, una corsa irresistibile allo sfacelo voluto e preteso.
E non è vero che esiste la parte sana del Paese, perchè un partito di delinquenti in un fazzoletto di terra più serio del nostro, questo sarebbe stato messo al bando da decenni come organizzazione a delinquere e non sarebbe mai arrivato al governo. Per piacere, se esiste ancora un senso di pietà di dignità, di pudore, un senso di vergogna applichiamo questo imperativo: EXTRA OMNES, a iniziare da chi per venti anni la legge e il diritto l'ha messo sotto le suole delle scarpe.
Considerando il marasma sociale, politico ed economico che l'Italia sta attraversando sarebbe un imperativo appropriato.
Fuori il Presidente della Repubblica rieletto per un secondo mandato con i voti dei delinquenti del PdL e dei suoi alleati del Partito Democratico.
Fuori il governo Letta minacciato da Alfano e dai parlamentari dimissionari del PdL che cercano disperatamente di salvare un delinquente.
Fuori Alfano che minaccia Letta e viene minacciato dal delinquente di Arcore.
Fuori la Santanchè, Brunetta, Verdini, Quagliariello, e tutti quelli che per oltre venti anni hanno vissuto tra le braccia di un delinquente.
Fuori il Partito Democratico che ha appoggiato due legislature insieme alla banda dei porci.
Fuori il Movimento 5 stelle che oltre agli insulti non propone nulla di alternativo e costruttivo
Fuori la Lega xenofoba razzista e vera come una vergine ex prostituta.
Fuori tutto l'apparato statale che ormai sta crollando rivinosamente e vergognosamente a pezzi come le Domus Area di Pompei ed Ercolano.
Fuori in particolare tutti coloro che per venti anni hanno votato pervicacemente Berlusconi e lo hanno portato al governo e trascinato l'Italia nel letame, meglio se fatti fuori con le armi chimiche di Assad.
Fuori tutti coloro che con il loro comportamento si rassegnano e tollerano uno scempio del genere.
E dopo cosa rimane? Nulla, perchè di nulla è composto questo Paese abitato, escluse pochissime persone, da milioni di vermi che eleggono vermi più grossi e nauseanti alla guida di una carrozza fuori controllo. Nulla perchè da almeno venti anni, nulla rimane in questo Paese e nulla deve restare, neanche il patrimonio storico, artistico e ambientale che dovrebbe, per decenza essere regalato a mezza Europa per manifesta incapacità gestionale, per deficit intellettivo.
Nulla, nemmeno uno straccio di scenziato, nemmeno le idee, perfino gli insetti dovrebbero aver senso nel proliferare in questo Paese.
In fondo il nulla sarebbe assai meglio dell'immenso schifo che stiamo vivendo, di delinquenti per condanne passate in giudicato non hanno la dignità di farsi da parte, di alleati di delinquenti che con ogni scusa e pretesto vogliono la poltrona del comando e propensi ad ogni nefandezza.
perchè almeno nel nulla non ci sarebbe possibilità di urlare allo scandalo, si avrebbe la certezza che non sarebbe più possibile fare peggio, invece oggi, al peggio non c'è mai fine, una corsa irresistibile allo sfacelo voluto e preteso.
E non è vero che esiste la parte sana del Paese, perchè un partito di delinquenti in un fazzoletto di terra più serio del nostro, questo sarebbe stato messo al bando da decenni come organizzazione a delinquere e non sarebbe mai arrivato al governo. Per piacere, se esiste ancora un senso di pietà di dignità, di pudore, un senso di vergogna applichiamo questo imperativo: EXTRA OMNES, a iniziare da chi per venti anni la legge e il diritto l'ha messo sotto le suole delle scarpe.
mercoledì 11 settembre 2013
I poliziotti del mondo.
Oggi 11 settembre 2013 si commemora l'attacco terrorista contro le Torri gemelle di New York in cui persero la vita 3000 persone.
Come ogni anno si rinnova il pianto e il lamento in memoria di quell'avvenimento che fece capire al mondo che essere una superpotenza, anzi una pre-potenza non assicurava affatto dalla minaccia di essere attaccati in casa propria, del resto se vogliamo dirla tutta, l'11 settembre di dodici anni fa gli Usa ebbero il saldo di quello che hanno fatto per cinquant'anni, ovvero portare bombe e democrazia d'esportazione in ogni angolo del mondo che rischiava di cadere nelle fauci del mostro comunista, ateo e materialista, nonché divoratore di bambini.
L'11 settembre di quarant'anni fa si consumava in Cile un colpo di stato organizzato e finanziato dalla CIA e dal presidente americano Nixon, colui che faceva la guerra ai pesci volanti in Vietnam con l'Agente Orange e il Napalm.
Il colpo di stato in Cile che portò il Paese sotto una cruenta dittatura militare comandata da Pinochet serviva allo "Zio Sam" per garantire i suoi interessi commerciali ed economici in Cile e in tutto il sud america come un moderno Conquistadores.
Il Repubblicano Nixon che aveva orrore del social-comunismo non vide affatto bene l'affermazione regolare e legittima di un candidato socialista, dichiaratamente marxista in un Paese strategico per i loschi affari a stelle e strisce. In una intervista al New York Times, Allende dichiarò che se per gli americani il comunismo era un regime totalitario, per lui era un modo semplice e onesto per liberare gli oppressi e gli sfruttati. Mal gliene incolse. Le sue parole gli si ritorsero contro proprio in quell'11 settembre 1973 quando fu spodestato dal golpe non senza aver resistito barricato all'interno del palazzo presidenziale che veniva bombardato dai militari pilotati dalla CIA.
Il discorso di Obama alla nazione americana è una palese menzogna quando afferma "Noi non siamo i poliziotti del mondo, ma quello che accade in Siria non può essere tollerato in alcun modo"
I fatti accaduti in Cile sopra citati lo sbugiardano apertamente, come lo sbugiardano altrettanto palesemente i bombardamenti effettuati in Laos, Cambogia e Vietnam con armi chimiche esportatrici di democrazia e libertà su civili e villaggi del sud est asiatico tra gli anni '60 e '70.
Se la linea rossa, dell'uso delle armi chimiche da parte del regime di Assad era la linea rossa da non superare, quella linea gli Usa l' hanno oltrepassata più volte come i bombardamenti al fosforo bianco su Dresda, l'attacco nucleare (inutile) al Giappone nell'agosto del 1945 con 300mila morti ammazzati, le bombe all'uranio impoverito durante la guerra in Kosovo nel 1999 o poco prima l'uso di un ordigno nucleare nei pressi di Bassora durante la prima guerra del golfo contro Saddam Hussein.
Caro presidente della pace, gli Usa non sono i poliziotti del mondo perchè non potranno mai esserlo se torturano prigionieri islamici in Afghanistan o in Iraq, se usano mezzi da inquisizione a Guantanamo o pilotano e organizzano colpi di stato per instaurare regimi militari se un governo di sinistra viene eletto democraticamente.
Sarebbe bello che qualcuno dicesse tali verità al presidente americano repubblicano o democratico guraafondaio che essso sia, magari aggiungendo il fatto che, mentre il presidente Kennedy urlava a Berlino la sua cittadinanza berlinese, a casa sua la democrazia americana viveva ancora nel regime di Apartheid con mezzi e locali pubblici destinati a "bianchi" e "neri" e che un decennio prima, sempre nei democraticissimi USA, si era svolta, alla faccia del liberalismo politico, una caccia all'uomo contro sospetti appartenenti al Partito Comunista Statunitense che fu quasi messo al bando a cui seguirono processi infamanti e arresti indiscriminati mostrati in tv.
Caro "Hussein" Obama del poliziotto americano che pesta, ancora oggi, qualche nero o sgancia bombe chimiche per la libertà ne facciamo volentieri a meno senza lacrime e senza piagnistei, quei piagnistei ipocriti che si fanno ogni 11 settembre per ricordare l'attacco alle Torri gemelle e mai, riflessioni sincere per commemorare le atrocità commesse dal poliziotto americano in giro per il mondo.
del resto non ci sarebbe null'altro da piangere se non per le vittime civili causate dall'attacco dell'11 settembre 2001, ma sarebbe bene ricordarsi del motto "Chi la fa l'aspetti" e se tremila persone muoiono in un giorno sarà forse perchè migliaia e migliaia sono morte ingiustamente sotto le bombe yankee esportatrici di una democrazia ipocrita o sotto regimi militari finanziate e manovrate dalla Cia o da presidenti che fanno la guerra ai pesci volanti in Vietnam.
Come ogni anno si rinnova il pianto e il lamento in memoria di quell'avvenimento che fece capire al mondo che essere una superpotenza, anzi una pre-potenza non assicurava affatto dalla minaccia di essere attaccati in casa propria, del resto se vogliamo dirla tutta, l'11 settembre di dodici anni fa gli Usa ebbero il saldo di quello che hanno fatto per cinquant'anni, ovvero portare bombe e democrazia d'esportazione in ogni angolo del mondo che rischiava di cadere nelle fauci del mostro comunista, ateo e materialista, nonché divoratore di bambini.
L'11 settembre di quarant'anni fa si consumava in Cile un colpo di stato organizzato e finanziato dalla CIA e dal presidente americano Nixon, colui che faceva la guerra ai pesci volanti in Vietnam con l'Agente Orange e il Napalm.
Il colpo di stato in Cile che portò il Paese sotto una cruenta dittatura militare comandata da Pinochet serviva allo "Zio Sam" per garantire i suoi interessi commerciali ed economici in Cile e in tutto il sud america come un moderno Conquistadores.
Il Repubblicano Nixon che aveva orrore del social-comunismo non vide affatto bene l'affermazione regolare e legittima di un candidato socialista, dichiaratamente marxista in un Paese strategico per i loschi affari a stelle e strisce. In una intervista al New York Times, Allende dichiarò che se per gli americani il comunismo era un regime totalitario, per lui era un modo semplice e onesto per liberare gli oppressi e gli sfruttati. Mal gliene incolse. Le sue parole gli si ritorsero contro proprio in quell'11 settembre 1973 quando fu spodestato dal golpe non senza aver resistito barricato all'interno del palazzo presidenziale che veniva bombardato dai militari pilotati dalla CIA.
Il discorso di Obama alla nazione americana è una palese menzogna quando afferma "Noi non siamo i poliziotti del mondo, ma quello che accade in Siria non può essere tollerato in alcun modo"
I fatti accaduti in Cile sopra citati lo sbugiardano apertamente, come lo sbugiardano altrettanto palesemente i bombardamenti effettuati in Laos, Cambogia e Vietnam con armi chimiche esportatrici di democrazia e libertà su civili e villaggi del sud est asiatico tra gli anni '60 e '70.
Se la linea rossa, dell'uso delle armi chimiche da parte del regime di Assad era la linea rossa da non superare, quella linea gli Usa l' hanno oltrepassata più volte come i bombardamenti al fosforo bianco su Dresda, l'attacco nucleare (inutile) al Giappone nell'agosto del 1945 con 300mila morti ammazzati, le bombe all'uranio impoverito durante la guerra in Kosovo nel 1999 o poco prima l'uso di un ordigno nucleare nei pressi di Bassora durante la prima guerra del golfo contro Saddam Hussein.
Caro presidente della pace, gli Usa non sono i poliziotti del mondo perchè non potranno mai esserlo se torturano prigionieri islamici in Afghanistan o in Iraq, se usano mezzi da inquisizione a Guantanamo o pilotano e organizzano colpi di stato per instaurare regimi militari se un governo di sinistra viene eletto democraticamente.
Sarebbe bello che qualcuno dicesse tali verità al presidente americano repubblicano o democratico guraafondaio che essso sia, magari aggiungendo il fatto che, mentre il presidente Kennedy urlava a Berlino la sua cittadinanza berlinese, a casa sua la democrazia americana viveva ancora nel regime di Apartheid con mezzi e locali pubblici destinati a "bianchi" e "neri" e che un decennio prima, sempre nei democraticissimi USA, si era svolta, alla faccia del liberalismo politico, una caccia all'uomo contro sospetti appartenenti al Partito Comunista Statunitense che fu quasi messo al bando a cui seguirono processi infamanti e arresti indiscriminati mostrati in tv.
Caro "Hussein" Obama del poliziotto americano che pesta, ancora oggi, qualche nero o sgancia bombe chimiche per la libertà ne facciamo volentieri a meno senza lacrime e senza piagnistei, quei piagnistei ipocriti che si fanno ogni 11 settembre per ricordare l'attacco alle Torri gemelle e mai, riflessioni sincere per commemorare le atrocità commesse dal poliziotto americano in giro per il mondo.
del resto non ci sarebbe null'altro da piangere se non per le vittime civili causate dall'attacco dell'11 settembre 2001, ma sarebbe bene ricordarsi del motto "Chi la fa l'aspetti" e se tremila persone muoiono in un giorno sarà forse perchè migliaia e migliaia sono morte ingiustamente sotto le bombe yankee esportatrici di una democrazia ipocrita o sotto regimi militari finanziate e manovrate dalla Cia o da presidenti che fanno la guerra ai pesci volanti in Vietnam.
domenica 28 aprile 2013
Sangue di mattina....
Gli avvenimenti non lasciano il tempo di digerire l'indigestibile.
A Roma davanti alla cloaca massima di Montecitorio è avvenuto un episodio che dovrebbe quantomeno terrorizzare i ratti che lo abitano: un uomo,calabrese di 46 anni,esasperato dal clima politico,economico e sociale che rende pestilenziale il suolo italico ha deciso di fare da solo,quello che dovrebbero fare milioni di italiani.
Presentatosi davanti a palazzo Montecitorio armato di pistola, ha sparato ferendo non gravemente due carabinieri e ferendo di striscio una passante. L'uomo è stato immediatamente immobilizzato e arrestato,il tutto è accaduto mentre il governo Letta giurava sulla Costituzione. Governo composto dall'accozzaglia piddina e berlusconiana che dopo tanto odio hanno finito per creare un governo impossibile eleggendo un capo di Stato dall'età impossibile.
La tragica notizia ha sconvolto i ratti che come gli aristocratici di Versailles di fine settecento hanno urlato al "gesto di un folle" e Napolitano si è affrettato a mostrarsi mortificato per il gesto.
In Italia si respira un clima indescrivibile quasi come nella Parigi del XVIII secolo, la piazza mormorava fino a quando sulle piazze non salirono Luigi XVI e Maria Antonietta lasciandoci la testa.
Il guaio è che in Italia di maria Antoniette ne abbiamo migliaia e tutti fingono di non capire che se si prosegue su questo passo il sangue di mattina si trasformerà in un uragano e allora mortificazioni, imprecazioni e mani nei capelli saranno inutili. La follia rischia seriamente di abbandonare Montecitorio e dilagare nel Paese e stavolta qualcuno (finalmente) ci lascerà le penne.
A Roma davanti alla cloaca massima di Montecitorio è avvenuto un episodio che dovrebbe quantomeno terrorizzare i ratti che lo abitano: un uomo,calabrese di 46 anni,esasperato dal clima politico,economico e sociale che rende pestilenziale il suolo italico ha deciso di fare da solo,quello che dovrebbero fare milioni di italiani.
Presentatosi davanti a palazzo Montecitorio armato di pistola, ha sparato ferendo non gravemente due carabinieri e ferendo di striscio una passante. L'uomo è stato immediatamente immobilizzato e arrestato,il tutto è accaduto mentre il governo Letta giurava sulla Costituzione. Governo composto dall'accozzaglia piddina e berlusconiana che dopo tanto odio hanno finito per creare un governo impossibile eleggendo un capo di Stato dall'età impossibile.
La tragica notizia ha sconvolto i ratti che come gli aristocratici di Versailles di fine settecento hanno urlato al "gesto di un folle" e Napolitano si è affrettato a mostrarsi mortificato per il gesto.
In Italia si respira un clima indescrivibile quasi come nella Parigi del XVIII secolo, la piazza mormorava fino a quando sulle piazze non salirono Luigi XVI e Maria Antonietta lasciandoci la testa.
Il guaio è che in Italia di maria Antoniette ne abbiamo migliaia e tutti fingono di non capire che se si prosegue su questo passo il sangue di mattina si trasformerà in un uragano e allora mortificazioni, imprecazioni e mani nei capelli saranno inutili. La follia rischia seriamente di abbandonare Montecitorio e dilagare nel Paese e stavolta qualcuno (finalmente) ci lascerà le penne.
lunedì 22 aprile 2013
Disastro fatto capo non ha.
Una svolta simile era davvero difficile immaginarsela. I Grandi elettori hanno riconfermato al Quirinale Giorgio Napolitano quando (parole testuali della moglie Clio) stava già facendo le valigie per lasciare il posto al suo successore che sarebe stato Stefano Rodotà se solo la cloaca piddina e il M5S fossero riusciti nel convergere i voti sul costituzionalista che per 40 anni è stato la colonna della sinistra italiana e all'inizio degli anni novanta anche presidente del PDS.
Invece si è assistito a una catastrofe senza precedenti: Il PD ha letteralmente bruciato due suoi candidati prima di accettare la ricandidatura di Napolitano e la sua rielezione. Prima è toccato a Marini,nome che piaceva anche agli elettori del PDL ma che si è fermato a quota 521 non riuscendo ad arrivare al quorum iniziale previsto,due terzi,ovvero seicento e rotti voti. Prima debalce. I franchi tiratori hanno votato contro: l'intesa col PdL è una soluzione che non piace.
Ecco spuntare il secondo candidato: Romano Prodi,l'uomo che è riuscito a sconfiggere Berlusconi per ben due volte e che per due volte ha raassegnato le dimissioni da Presidente del Consiglio a causa della coalizione frammentata. Il Professore è dato come vincente,il PD punta sul suo nome per eleggerlo al Colle. Il quorum nel frattrempo è sceso a 504 voti. Ci si ferma a 395. Disastro,Bersani si dimette il Pd precipita nel caos.
La candidatura di Stefano Rodotà (73 anni) è sostenuta da Sel e M5S di Grillo. Poi il colpo di scena o se preferite il colpo di stato: i Grandi elettori supplicano Napolitano di ricandidarsi per un secondo mandato nonostante il nome di Rodotà fosse ancora valido. Il Presidente accetta (chissà se a malincuore) e viene rieletto alla veneranda età di 87 anni ancora Presidente della Repubblica,il più vecchio presidente della storia repubblicana e prima volta di una rielezione per un Capo di stato italiano. Doppio primato.
Oggi la resa dei conti: Fassina viene aspramente contestato in strada,il PD è ufficialmente senza segretario e le sedi del partito sono occupate dai giovani democratici infuriato per la scelta della stanza dei bottoni,adesso si discute,il sindaco di Firenze vuole rottamare tutti,sarebbe il caso di distruggere tutto e rifondare un nuovo partito ma che punti dritto verso la socialdemocrazia rifiutando qualsiasi accordo o compromesso con liberisti e centristi. Un partito di sinistra che abbia una sua fisionomia ben definita e che escluda tutti i vecchi nome che hanno contribuito a tale sfacelo.
Vendola pensa a un nuovo partito sganciato dalla giostra impazzita piddina alla presa con le faide interne: era la soluzione più logica già prima delle elezioni politiche: creare un partito politico di Sinistra o di Sinistra radicale che aprisse le porte ai comunisti lasciati fuori dal parlamento.
Adesso si parla di un governo di emergenza che faccia il minimo indispensabile,un governo similtecnico non voluto da nessun elettore come quello di Monti che ha creato il dramma degli esodati,zombie senza lavoro e senza pensione.
Berlusconi esulta,il vero vincitore è ancora lui,sempre in sella e alla guida del partito di plastica composto da cortigiani servizievoli e obbedienti.
Eppure a rifletterci la soluzione più semplice era a mio avviso la seguente: Rodotà al Quirinale (l'uomo giusto al posto giusto) e nessun governo fino a quando non si fosse cambiata (in senso proporzionale) l'attuale legge elettorale,poi elezioni anticipate a giugno o settembre. Invece si è scelta la soluzione peggiore,con un Presidente vegliardo che ha già dato e che si vuole spremere fino alla fine sapendo che i Grandi elettori potrebbero essere chiamati a scegliere di nuovo un prossimo presidente se a Napolitano accadesse qualcosa,vista la tarda età, e allora il tempo presenterebbe un conto salato. La responsabilità è una croce pesante che nessuno vuole prendere la briga di portarsi sulle spalle: lo si è visto; Bersani si è dimesso (ovviamente per evitare di ottenere un nuovo incarico esplorativo e dopo la doppia batosta),mentre all'orizzonte spunta un nuovo governo tecnico,frutto marcio della legge elettorale più balorda degli ultimi 70 anni che adesso si vuole cambiare. Chi vivrà vedrà magari in questo Paese è più probabile che accada il contrario di tutto.
Invece si è assistito a una catastrofe senza precedenti: Il PD ha letteralmente bruciato due suoi candidati prima di accettare la ricandidatura di Napolitano e la sua rielezione. Prima è toccato a Marini,nome che piaceva anche agli elettori del PDL ma che si è fermato a quota 521 non riuscendo ad arrivare al quorum iniziale previsto,due terzi,ovvero seicento e rotti voti. Prima debalce. I franchi tiratori hanno votato contro: l'intesa col PdL è una soluzione che non piace.
Ecco spuntare il secondo candidato: Romano Prodi,l'uomo che è riuscito a sconfiggere Berlusconi per ben due volte e che per due volte ha raassegnato le dimissioni da Presidente del Consiglio a causa della coalizione frammentata. Il Professore è dato come vincente,il PD punta sul suo nome per eleggerlo al Colle. Il quorum nel frattrempo è sceso a 504 voti. Ci si ferma a 395. Disastro,Bersani si dimette il Pd precipita nel caos.
La candidatura di Stefano Rodotà (73 anni) è sostenuta da Sel e M5S di Grillo. Poi il colpo di scena o se preferite il colpo di stato: i Grandi elettori supplicano Napolitano di ricandidarsi per un secondo mandato nonostante il nome di Rodotà fosse ancora valido. Il Presidente accetta (chissà se a malincuore) e viene rieletto alla veneranda età di 87 anni ancora Presidente della Repubblica,il più vecchio presidente della storia repubblicana e prima volta di una rielezione per un Capo di stato italiano. Doppio primato.
Oggi la resa dei conti: Fassina viene aspramente contestato in strada,il PD è ufficialmente senza segretario e le sedi del partito sono occupate dai giovani democratici infuriato per la scelta della stanza dei bottoni,adesso si discute,il sindaco di Firenze vuole rottamare tutti,sarebbe il caso di distruggere tutto e rifondare un nuovo partito ma che punti dritto verso la socialdemocrazia rifiutando qualsiasi accordo o compromesso con liberisti e centristi. Un partito di sinistra che abbia una sua fisionomia ben definita e che escluda tutti i vecchi nome che hanno contribuito a tale sfacelo.
Vendola pensa a un nuovo partito sganciato dalla giostra impazzita piddina alla presa con le faide interne: era la soluzione più logica già prima delle elezioni politiche: creare un partito politico di Sinistra o di Sinistra radicale che aprisse le porte ai comunisti lasciati fuori dal parlamento.
Adesso si parla di un governo di emergenza che faccia il minimo indispensabile,un governo similtecnico non voluto da nessun elettore come quello di Monti che ha creato il dramma degli esodati,zombie senza lavoro e senza pensione.
Berlusconi esulta,il vero vincitore è ancora lui,sempre in sella e alla guida del partito di plastica composto da cortigiani servizievoli e obbedienti.
Eppure a rifletterci la soluzione più semplice era a mio avviso la seguente: Rodotà al Quirinale (l'uomo giusto al posto giusto) e nessun governo fino a quando non si fosse cambiata (in senso proporzionale) l'attuale legge elettorale,poi elezioni anticipate a giugno o settembre. Invece si è scelta la soluzione peggiore,con un Presidente vegliardo che ha già dato e che si vuole spremere fino alla fine sapendo che i Grandi elettori potrebbero essere chiamati a scegliere di nuovo un prossimo presidente se a Napolitano accadesse qualcosa,vista la tarda età, e allora il tempo presenterebbe un conto salato. La responsabilità è una croce pesante che nessuno vuole prendere la briga di portarsi sulle spalle: lo si è visto; Bersani si è dimesso (ovviamente per evitare di ottenere un nuovo incarico esplorativo e dopo la doppia batosta),mentre all'orizzonte spunta un nuovo governo tecnico,frutto marcio della legge elettorale più balorda degli ultimi 70 anni che adesso si vuole cambiare. Chi vivrà vedrà magari in questo Paese è più probabile che accada il contrario di tutto.
sabato 23 marzo 2013
Animali in piazza.
Non bastava presentarsi in gruppo davanti al tribunale di Milano per urlare come vaiasse napoletane il loro dissenso verso la magistratura cattiva (e rossa) che sta da decenni indagando Berlusconi per una infinità di reati.
Dopo la comparsa dei neo eletti deputati e senatori pidiellini adesso tocca ai "tifosi" dello psiconano urlare come debosciate senza ritegno il loro dissenso (se così si può definirlo) verso la medesima magistratura cattiva guidata dalla rossa Ida Boccassini.
Oltre a urlare il dissenso e l'odio verso tutto ciò che rappresenta uno dei poteri dello stato (la giustizia) i tifosi dello psiconano,hanno voluto dimostrare il loro attaccamento al "Caro Leader" cvompratore di parlamentari, scopatore di minorenni dogmaticamente credute nipoti di Mubarak e lordo di altre sozzure fuori legge.
I figli dello psiconano, autentici mentecatti non hanno risparmiato carnevalate con bandiere, manine di plastica e slogan come se si trattasse di una partita di calcio.
Fa pena vedere scene simili all'approssimarsi della Pasqua cristiana. Gli insulti ai credenti non sono mai abbastanza, il mondo intero deve essere testimone di questi spregevoli atteggiamenti. In nessun Paese di poco migliore del nostro si sarebbero visti cose simili, nemmeno nel Nord Corea dove i sudditi del regime comunista-assolutista sono costretti ad adorare il capo del partito come il Vitello Rosso. Invece da noi i supporters del "Caro Leader" democraticamente e liberamente danno sfogo alla loro pochezza mentale, al vuoto neuronale che domina egemone nelle loro menti bucate.
Se attentatori islamici fondamentalisti hanno intenzione di farsi saltare in aria in Italia lo facciano pure, però almeno non scelgano luoghi di culto, si facciano saltare in aria in mezzo ai tanti mentecatti che in queste ore insozzano Roma con le bandiere del PdL. Almeno nei prossimi giorni potremmoleggere contenti che qualche centinaio di dementi è stato ucciso in piazza da un fanatico musulmano psicotico che una volta nella vita ha azzeccato la cosa giusta e si è guadagnato il Paradiso di Allah oltre a strade,busti e monumenti in tutta Italia e la gratitudine dell'Italia sana e sincera.
Fa impressione vedere come l'Italia abbia al suo interno centianaia di migliaia di animali che adorano un leader politico come se fosse una divinità credendo pervicacemente come i cattolici nel dogma della fede che Silvio sia un martire perseguitato dalla magistratura comunista e pagana.
Intanto venti di guerra arrivano dall'estremo oriente: La Corea del Nord minaccia un giiorno si e un altro pure di lanciare missili nucleari sulla testa dei militari americani stanziati in Giappone e sul territorio americano e sull'Ocenao Pacifico.
Considerando il fatto che forse la Corea comunista ha in dotazione missili nucleari a lungo raggio, il Caro Leader ci faccia un sacrosanto piacere: uno di quei missili nucleari lo lanci a Roma dove sono ammassati gli animali adoratori di Berlusconi. Una volta tanto farebbe piacere anche agli animalisti vedere una strage di animali bipedi non pensanti che con la loro immonda presenza offendono quelli che, animali lo sono sul serio e invece che dalla magistratura sono perseguitati dalla cattiveria e dalla crudeltà di troppi esseri subumani. Berluscones in piazza compresi.
Dopo la comparsa dei neo eletti deputati e senatori pidiellini adesso tocca ai "tifosi" dello psiconano urlare come debosciate senza ritegno il loro dissenso (se così si può definirlo) verso la medesima magistratura cattiva guidata dalla rossa Ida Boccassini.
Oltre a urlare il dissenso e l'odio verso tutto ciò che rappresenta uno dei poteri dello stato (la giustizia) i tifosi dello psiconano,hanno voluto dimostrare il loro attaccamento al "Caro Leader" cvompratore di parlamentari, scopatore di minorenni dogmaticamente credute nipoti di Mubarak e lordo di altre sozzure fuori legge.
I figli dello psiconano, autentici mentecatti non hanno risparmiato carnevalate con bandiere, manine di plastica e slogan come se si trattasse di una partita di calcio.
Fa pena vedere scene simili all'approssimarsi della Pasqua cristiana. Gli insulti ai credenti non sono mai abbastanza, il mondo intero deve essere testimone di questi spregevoli atteggiamenti. In nessun Paese di poco migliore del nostro si sarebbero visti cose simili, nemmeno nel Nord Corea dove i sudditi del regime comunista-assolutista sono costretti ad adorare il capo del partito come il Vitello Rosso. Invece da noi i supporters del "Caro Leader" democraticamente e liberamente danno sfogo alla loro pochezza mentale, al vuoto neuronale che domina egemone nelle loro menti bucate.
Se attentatori islamici fondamentalisti hanno intenzione di farsi saltare in aria in Italia lo facciano pure, però almeno non scelgano luoghi di culto, si facciano saltare in aria in mezzo ai tanti mentecatti che in queste ore insozzano Roma con le bandiere del PdL. Almeno nei prossimi giorni potremmoleggere contenti che qualche centinaio di dementi è stato ucciso in piazza da un fanatico musulmano psicotico che una volta nella vita ha azzeccato la cosa giusta e si è guadagnato il Paradiso di Allah oltre a strade,busti e monumenti in tutta Italia e la gratitudine dell'Italia sana e sincera.
Fa impressione vedere come l'Italia abbia al suo interno centianaia di migliaia di animali che adorano un leader politico come se fosse una divinità credendo pervicacemente come i cattolici nel dogma della fede che Silvio sia un martire perseguitato dalla magistratura comunista e pagana.
Intanto venti di guerra arrivano dall'estremo oriente: La Corea del Nord minaccia un giiorno si e un altro pure di lanciare missili nucleari sulla testa dei militari americani stanziati in Giappone e sul territorio americano e sull'Ocenao Pacifico.
Considerando il fatto che forse la Corea comunista ha in dotazione missili nucleari a lungo raggio, il Caro Leader ci faccia un sacrosanto piacere: uno di quei missili nucleari lo lanci a Roma dove sono ammassati gli animali adoratori di Berlusconi. Una volta tanto farebbe piacere anche agli animalisti vedere una strage di animali bipedi non pensanti che con la loro immonda presenza offendono quelli che, animali lo sono sul serio e invece che dalla magistratura sono perseguitati dalla cattiveria e dalla crudeltà di troppi esseri subumani. Berluscones in piazza compresi.
lunedì 11 marzo 2013
Non c'è più religione.
Cambiano le maggioranze di governo, cambiano le legislature e i Capi di Stato ma taluni elementi che lo scorso governo formavano il tale e la maggioranza non cambiano mai.
Non mi riferisco solo e soltanto alle facce dei parlamentari che, da una parte politica ripresentano i soliti nomi ma anche e in particolare al modo di fare politica.
I parlamentari del PdL sono in aperta sommossa: si sono accorti (con ritardo) che la magistratura milanese sta dando la caccia a quel cattivone di Berlusconi accusato tra l'altro di:
- aver fatto sesso con ragazze minorenni
- aver acquistato parlamentari per mantenere il suo governo e ottenere i numeri sufficienti per proseguire a fare i suoi comodi (e i comodi di amici e di amici di amici...)
Oltre ai processi Mediaset, De Gregorio etc etc.
Adesso, se in un altro Paese che abbia un indice di affidabilità e serietà appena di qualche decimale superiore al nostro un capo del governo travolto da mezzo scandalo da le dimissioni, in questo Paese l'ex capo del governo non solo non si dimette, non solo si ricandida come Primo Ministro, ma addirittura incita i suoi camerati politici a scendere in piazza per manifestare contro la magistratura (nel suo delirio, politicizzata) definita come un cancro da estirpare.
E non avere magistrati che da mattina a sera svolgono il loro dovere per portare alla sbarra determinate persone politiche, farebbe comodo a tanti, a tutti, se si parla del PdL.
Ed ecco assistere alla marcia verso il Tribunale di Milano che sta dando la caccia alla "Primula azzurra" ricoverato in ospedale per uveite e che ha ricevuto una ennesima visita fiscale dalla magistratura che vorrebbe respingere il "Legittimo impedimento".
Caos, disordine, i camerati azzurri tentano una irruzione nelle aule del tribunale milanese urlando allo scandalo, schiamazzando che si tratta di una persecuzione politica, facendo una piazzata da cortile come non avrebbero fatto nemmeno le più debosciate e maleducate pettegole di strada.
Alfano, segretario del Partito dei ladroni ha chiesto a Napolitano di intervenire come Presidente del CSM affinchè faccia cessare questa faccenda. All' orizzonte si annunciano nubi foriere di tempesta....
L'unica cosa da far cessare sarebbe il vizio di tali onorevoli che in amore del proprio padrone tentano una sortita a un pubblico potere per il semplice fatto che svolge il suo compito, presentandosi compatti come camerati fascisti alla marcia su Roma.
Se esiste un cancro questa non è la magistratura bensì un ben preciso partito politico che alle idee liberal-conservatrici ha sostituito l'idea di rendere non punibili chiunque faccia comodo a iniziare dal proprio presidente e come un cancro sarebbe bene che qualche chirurgo lo estirpi con tutto il caravanserraglio di onorevoli e senatori annessi.
Vedere certe immagini in tv fa pensare che in Italia non ci sia più religione e nemmeno educazione e ritegno. A proposito di religione: domani (martedì 12 marzo) inizia il Conclave per eleggere il nuovo papa, anzi il doppione visto che c'è già il papa emerito in pensione. Le profezie dicono che si dovrebbe chiamare Pietro II Romano (Petrus Romanus, secondo Malachia) e che al termine di questo ultimo pontificato il Giudice verrà a distruggere Roma e giudicare il suo popolo. Finalmente una bella notizia: Un Giudice scenderà dal Regno dei Cieli per fare due cose:
1) Porre fine al Vaticano al clero corrotto e debosciato e cacciare l'impero del male
2) Giudicare e (condannare) Berlusconi che forse sarà vecchio e decrepito ma se riuscirà a sfuggire alla giustizia terrena non sfuggirà alla Giustizia divina.
Chissà quali tormenti dovrà soffrire lo psiconano che non potrà affidarsi ne a Ghedini ne al Legittimo Impedimento visto che le leggi divine non ammettono questi sotterfugi. Sarebbe bello chiedere a Dante Alighieri quale punizione è riservata all'inferno ai corruttori, fottitori, megalomani imprenditori.
Non mi riferisco solo e soltanto alle facce dei parlamentari che, da una parte politica ripresentano i soliti nomi ma anche e in particolare al modo di fare politica.
I parlamentari del PdL sono in aperta sommossa: si sono accorti (con ritardo) che la magistratura milanese sta dando la caccia a quel cattivone di Berlusconi accusato tra l'altro di:
- aver fatto sesso con ragazze minorenni
- aver acquistato parlamentari per mantenere il suo governo e ottenere i numeri sufficienti per proseguire a fare i suoi comodi (e i comodi di amici e di amici di amici...)
Oltre ai processi Mediaset, De Gregorio etc etc.
Adesso, se in un altro Paese che abbia un indice di affidabilità e serietà appena di qualche decimale superiore al nostro un capo del governo travolto da mezzo scandalo da le dimissioni, in questo Paese l'ex capo del governo non solo non si dimette, non solo si ricandida come Primo Ministro, ma addirittura incita i suoi camerati politici a scendere in piazza per manifestare contro la magistratura (nel suo delirio, politicizzata) definita come un cancro da estirpare.
E non avere magistrati che da mattina a sera svolgono il loro dovere per portare alla sbarra determinate persone politiche, farebbe comodo a tanti, a tutti, se si parla del PdL.
Ed ecco assistere alla marcia verso il Tribunale di Milano che sta dando la caccia alla "Primula azzurra" ricoverato in ospedale per uveite e che ha ricevuto una ennesima visita fiscale dalla magistratura che vorrebbe respingere il "Legittimo impedimento".
Caos, disordine, i camerati azzurri tentano una irruzione nelle aule del tribunale milanese urlando allo scandalo, schiamazzando che si tratta di una persecuzione politica, facendo una piazzata da cortile come non avrebbero fatto nemmeno le più debosciate e maleducate pettegole di strada.
Alfano, segretario del Partito dei ladroni ha chiesto a Napolitano di intervenire come Presidente del CSM affinchè faccia cessare questa faccenda. All' orizzonte si annunciano nubi foriere di tempesta....
L'unica cosa da far cessare sarebbe il vizio di tali onorevoli che in amore del proprio padrone tentano una sortita a un pubblico potere per il semplice fatto che svolge il suo compito, presentandosi compatti come camerati fascisti alla marcia su Roma.
Se esiste un cancro questa non è la magistratura bensì un ben preciso partito politico che alle idee liberal-conservatrici ha sostituito l'idea di rendere non punibili chiunque faccia comodo a iniziare dal proprio presidente e come un cancro sarebbe bene che qualche chirurgo lo estirpi con tutto il caravanserraglio di onorevoli e senatori annessi.
Vedere certe immagini in tv fa pensare che in Italia non ci sia più religione e nemmeno educazione e ritegno. A proposito di religione: domani (martedì 12 marzo) inizia il Conclave per eleggere il nuovo papa, anzi il doppione visto che c'è già il papa emerito in pensione. Le profezie dicono che si dovrebbe chiamare Pietro II Romano (Petrus Romanus, secondo Malachia) e che al termine di questo ultimo pontificato il Giudice verrà a distruggere Roma e giudicare il suo popolo. Finalmente una bella notizia: Un Giudice scenderà dal Regno dei Cieli per fare due cose:
1) Porre fine al Vaticano al clero corrotto e debosciato e cacciare l'impero del male
2) Giudicare e (condannare) Berlusconi che forse sarà vecchio e decrepito ma se riuscirà a sfuggire alla giustizia terrena non sfuggirà alla Giustizia divina.
Chissà quali tormenti dovrà soffrire lo psiconano che non potrà affidarsi ne a Ghedini ne al Legittimo Impedimento visto che le leggi divine non ammettono questi sotterfugi. Sarebbe bello chiedere a Dante Alighieri quale punizione è riservata all'inferno ai corruttori, fottitori, megalomani imprenditori.
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