sabato 23 marzo 2013

Animali in piazza.

Non bastava presentarsi in gruppo davanti al tribunale di Milano per urlare come vaiasse napoletane il loro dissenso verso la magistratura cattiva (e rossa) che sta da decenni indagando Berlusconi per una infinità di reati.
Dopo la comparsa dei neo eletti deputati e senatori pidiellini adesso tocca ai "tifosi" dello psiconano urlare come debosciate senza ritegno il loro dissenso (se così si può definirlo) verso la medesima magistratura cattiva guidata dalla rossa Ida Boccassini.
Oltre a urlare il dissenso e l'odio verso tutto ciò che rappresenta uno dei poteri dello stato (la giustizia) i tifosi dello psiconano,hanno voluto dimostrare il loro attaccamento al "Caro Leader" cvompratore di parlamentari, scopatore di minorenni dogmaticamente credute nipoti di Mubarak e lordo di altre sozzure fuori legge.
I figli dello psiconano, autentici mentecatti non hanno risparmiato carnevalate con bandiere, manine di plastica e slogan come se si trattasse di una partita di calcio.
Fa pena vedere scene simili all'approssimarsi della Pasqua cristiana. Gli insulti ai credenti non sono mai abbastanza, il mondo intero deve essere testimone di questi spregevoli atteggiamenti. In nessun Paese di poco migliore del nostro si sarebbero visti cose simili, nemmeno nel Nord Corea dove i sudditi del regime comunista-assolutista sono costretti ad adorare il capo del partito come il Vitello Rosso. Invece da noi i supporters del "Caro Leader" democraticamente e liberamente danno sfogo alla loro pochezza mentale, al vuoto neuronale che domina egemone nelle loro menti bucate.
Se attentatori islamici fondamentalisti hanno intenzione di farsi saltare in aria in Italia lo facciano pure, però almeno non scelgano luoghi di culto, si facciano saltare in aria in mezzo ai tanti mentecatti che in queste ore insozzano Roma con le bandiere del PdL. Almeno nei prossimi giorni potremmoleggere contenti che qualche centinaio di dementi è stato ucciso in piazza da un fanatico musulmano psicotico che una volta nella vita ha azzeccato la cosa giusta e si è guadagnato il Paradiso di Allah oltre a strade,busti e monumenti in tutta Italia e la gratitudine dell'Italia sana e sincera.
Fa impressione vedere come l'Italia abbia al suo interno centianaia di migliaia di animali che adorano un leader politico come se fosse una divinità credendo pervicacemente come i cattolici nel dogma della fede che Silvio sia un martire perseguitato dalla magistratura comunista e pagana.
Intanto venti di guerra arrivano dall'estremo oriente: La Corea del Nord minaccia un giiorno si e un altro pure di lanciare missili nucleari sulla testa dei militari americani stanziati in Giappone e sul territorio americano e sull'Ocenao Pacifico.
Considerando il fatto che forse la Corea comunista ha in dotazione missili nucleari a lungo raggio, il Caro Leader ci faccia un sacrosanto piacere: uno di quei missili nucleari lo lanci a Roma dove sono ammassati gli animali adoratori di Berlusconi. Una volta tanto farebbe piacere anche agli animalisti vedere una strage di animali bipedi non pensanti che con la loro immonda presenza offendono quelli che, animali lo sono sul serio e invece che dalla magistratura sono perseguitati dalla cattiveria e dalla crudeltà di troppi esseri subumani. Berluscones in piazza compresi.

lunedì 11 marzo 2013

Non c'è più religione.

Cambiano le maggioranze di governo, cambiano le legislature e i Capi di Stato ma taluni elementi che lo scorso governo formavano il tale e la maggioranza non cambiano mai.
Non mi riferisco solo e soltanto alle facce dei parlamentari che, da una parte politica ripresentano i soliti nomi ma anche e in particolare al modo di fare politica.
I parlamentari del PdL sono in aperta sommossa: si sono accorti (con ritardo) che la magistratura milanese sta dando la caccia a quel cattivone di Berlusconi accusato tra l'altro di:
- aver fatto sesso con ragazze minorenni
- aver acquistato parlamentari per mantenere il suo governo e ottenere i numeri sufficienti per proseguire a fare i suoi comodi (e i comodi di amici e di amici di amici...)
Oltre ai processi Mediaset, De Gregorio etc etc.
Adesso, se in un altro Paese che abbia un indice di affidabilità e serietà appena di qualche decimale superiore al nostro un capo del governo travolto da mezzo scandalo da le dimissioni, in questo Paese l'ex capo del governo non solo non si dimette, non solo si ricandida come Primo Ministro, ma addirittura incita i suoi camerati politici a scendere in piazza per manifestare contro la magistratura (nel suo delirio, politicizzata) definita come un cancro da estirpare.
E non avere magistrati che da mattina a sera svolgono il loro dovere per portare alla sbarra determinate persone politiche, farebbe comodo a tanti, a tutti, se si parla del PdL.
Ed ecco assistere alla marcia verso il Tribunale di Milano che sta dando la caccia alla "Primula azzurra" ricoverato in ospedale per uveite e che ha ricevuto una ennesima visita fiscale dalla magistratura che vorrebbe respingere il "Legittimo impedimento".
Caos, disordine, i camerati azzurri tentano una irruzione nelle aule del tribunale milanese urlando allo scandalo, schiamazzando che si tratta di una persecuzione politica, facendo una piazzata da cortile come non avrebbero fatto nemmeno le più debosciate e maleducate pettegole di strada.
Alfano, segretario del Partito dei ladroni ha chiesto a Napolitano di intervenire come Presidente del CSM affinchè faccia cessare questa faccenda. All' orizzonte si annunciano nubi foriere di tempesta....
L'unica cosa da far cessare sarebbe il vizio di tali onorevoli che in amore del proprio padrone tentano una sortita a un pubblico potere per il semplice fatto che svolge il suo compito, presentandosi compatti come camerati fascisti alla marcia su Roma.
Se esiste un cancro questa non è la magistratura bensì un ben preciso partito politico che alle idee liberal-conservatrici ha sostituito l'idea di rendere non punibili chiunque faccia comodo a iniziare dal proprio presidente e come un cancro sarebbe bene che qualche chirurgo lo estirpi con tutto il caravanserraglio di onorevoli e senatori annessi.
Vedere certe immagini in tv fa pensare che in Italia non ci sia più religione e nemmeno educazione e ritegno. A proposito di religione: domani (martedì 12 marzo) inizia il Conclave per eleggere il nuovo papa, anzi il doppione visto che c'è già il papa emerito in pensione. Le profezie dicono che si dovrebbe chiamare Pietro II Romano (Petrus Romanus, secondo Malachia) e che al termine di questo ultimo pontificato il Giudice verrà a distruggere Roma e giudicare il suo popolo. Finalmente una bella notizia: Un Giudice scenderà dal Regno dei Cieli per fare due cose:
1) Porre fine al Vaticano al clero corrotto e debosciato e cacciare l'impero del male
2) Giudicare e (condannare) Berlusconi che forse sarà vecchio e decrepito ma se riuscirà a sfuggire alla giustizia terrena non sfuggirà alla Giustizia divina.
Chissà quali tormenti dovrà soffrire lo psiconano che non potrà affidarsi ne a Ghedini ne al Legittimo Impedimento visto che le leggi divine non ammettono questi sotterfugi. Sarebbe bello chiedere a Dante Alighieri quale punizione è riservata all'inferno ai corruttori, fottitori, megalomani imprenditori.

venerdì 1 marzo 2013

Abdicazione alla vaticana.

Dalle ore 20:00 di ieri 28 febbraio, ufficialmente la Sede vaticana è vacante. Il trono di pietro è in attesa che il Conclave dei cardinali elegga il successore di Bendetto XVI o meglio il suo doppione in quanto il papa abdicatario continuerà a fregiarsi del titolo di "santità" e si chiamerà papa emerito della Chiesa cattolica romana, quindi un papa spogliato di ogni potere ma che resta vestito di oro incenso e mirra con le scarpe firmate. Il Diavolo veste Prada, anzi no, da rosse le scarpe sarenno marroni, il Diavolo veste Tod's.
la realtà nuda e cruda è questa: il papa emerito si sposta solo di qualche centinaio di metri giusto per non perdere di vista il cupolone di Piazza san Pietro e magari farsi dire cosa accade nel conclave e chi è stato eletto.
L'opinione pubblica, o meglio l'opinione pubblicamente idiota incensata e rimbambita dai media ha creduto che il "buon" Benedetto abbandonasse tiara,mitra e tutto il caravanserraglio per rinchiudersi in un monastero avvolto dal silenzio e dalla preghiera dedicandosi non tanto al motto "Ora et labora" quanto a "Ora et studia". Invece no. Il Papa si vestirà candidamente di bianco e porterà ancora il nome pontificale con annesso titolo di pontefice emerito. Altro che dimissioni,altro che anzianità e fatica, un uomo anziano avrebbe lasciato tutto e tutti e si sarebbe ritirato in un isolatissimo monastero, questa abdicazione alla "vaticana" nasconde qualcosa, è quantomeno sospetta, si ha l'impressione che dall'esterno l'abdicazione di Benedetto XVI non è traumatica ma pilotata.
Ai fedeli sfuggono due cose evidenti:
Primo: il papa continuerà a chiamarsi tale e non abbandona definitivamente e totalmente la carica ritirandosi a vita privata
Secondo: il prossimo papa (Pietro il Romano, secondo le profezie....) sarà un papa doppio di facciata.
Per la prima volta avremo due papi uno che porta il nome, l'altro che oltre a portare il nome combinerà altri pasticci e insabbierà, anzi sotterrerà lo scandalo degli ecclesiastici pedofili in quanto sono piuttosto scettico che il Papa "collaterale" scoperchierà il vaso degli orrori.
E' ovvio che il Vaticano non è in grado e non vuole essere in grado di riformarsi e cacciare le mele marce e allora restiamo vanamente in attesa che da fuori si decida ad abolire il Concordato e confiscare il patrimonio della Chiesa cacciando a calci nel sedere emeriti indegni e non emeriti. Ma se qualcuno pensa di illudersi che il nascente-morente prossimo governo faccia qualcosa di simile si sbaglia di grosso: Un partito di mentecatti capace di farsi romontare dalla Wanna Marchi di Arcore per la seconda volta come nel 2006 sarà solo capace di formare un governo morente che duri lo spazio di un nanosecondo.
Stiamo a vedere come va il Conclave e chi sarà il papa-doppio. Certo che ultimamente ai laici e laicisti non va bene proprio nulla, da nessun papa adesso ce ne saranno due, come nel peggiore degli incubi. E figuriamo cosa avrebbero pensato Galilei e Giordano Bruno.

lunedì 25 febbraio 2013

Fermate l'Italia, voglio scendere.

Soltanto un mese fa o poco più, il distacco che separava i due mostri della politica, ovvero il Partito Disperato e il Partito dei Ladroni era di oltre 10 punti percentuali. Almeno secondo i calcoli dei sondaggisti.
Calcoli che davano quasi certo il rietro della Sinistra Radicale e una buona performance del rinato SciliMonti in versione tecno- politica quest' ultimo pronto a un inciucio con l'accozzaglia di Bersani per disintegrare lo stato sociale, o quello che ne è rimasto.
Il 24 e 25 febbraio milioni di italiani hanno espresso le loro preferenze: lo scenario è identico alla stramaledetta finale di Euro 2000 quando l'Italia di Zoff in vantaggio per 1-0 al 94° si fa raggiungere clamorosamente dai francesi all'ultimo secondo di recupero per poi perdere la finale con il golden goal segnato da Trezeguet nei tempi supplementari.
Il PD uscito dalle urne è come quella nazionale: in vantaggio per decine di minuti è riuscita incredibilmente a farsi rimontare da Berlusconi che ormai tutti davano o davamo per finito politicamente e che invece ha rimontato 10 punti e più di distacco.
Una debacle incredibile maturata anche per l'idiozia italica di credere ai mercanti di aria: è bastato l'annuncio che il Partito dei Ladroni avrebbe restituito i soldi dell' IMU (serviti per salvare dalla cenere il Monte dei Paschi con un prestito di 4 miliardi di euro, la stessa cifra ottenuta guardacaso con il pagamento dell'imposta....) per far si che centinaia di migliaia di imbecilli ( a cui secondo logica andrebbe tolto il diritto di voto) sono tornati a tifare per l'imprenditore di Arcore consegnandosi mani e piedi ancora una volta; dimentichi delle bugie, del tracollo politico, degli scandali,della vergogna a livello europeo.
Dunque non si sa bene chi ha vinto e chi ha perso: il PD ha una maggioranza risicatissima di qualche migliaio di voti che non consente, utilizzando la testa, la formazione di un governo stabile che provi a durare lo spazio di un nanosecondo. Il PDL con il suo risultato paritario blocca tutto aprendo scenari imprevisti e riuscendo almeno a non perdere le elezioni politiche.
Di una cosa sono contento: l'exploit (che si doveva prevedere) del Movimento 5 stelle, non il mio partito (il sottoscritto si è buttato alla sinistra di Vendola che ha visto dimezzare i suoi voti per la balorda alleanza col PD) ma comunque un movimento di protesta forte che sconquassa il parlamento.
E allora l'unico scenario possibile è ritornare alle urne e il mio auspicio è che il movimento Grillino arrivi al 30% non riuscendo comunque a formare un governo monomovimentista e impedendo ai due mostri, di crearne uno orrendamente ibrido.
Mi si potrebbe accusare di volere il caos politico. Si voglio anche alle (spero) imminenti elezioni tutto resti com'è ripartendo ugualmente le preferenze e gettando tutto alle ortiche, mandando tutto per aria, rischiando il baratro, anzi gettarvisi dentro a capofitto.
Berlusconi parlando intermini calcisticii è riuscito a segnare il "golden goal" portandosi a casa non le elezioni ma l'obiettovo di bloccare la formazione di un governo "nemico" e dunque la possibilità di giocarsi tutto alle eventuali prossime elezioni,insomma è riuscito a strappare un punto insperato nei minuti di recupero, o meglio, l'elettorato imbecille ha fatto si che tutto ciò accadesse rincoglioniti dalle promesse fatte al vento dal venditore di Arcore.
Gli italiani sono troppo stupidi: per essere sicuri un errore lo ripetono decine di volte incuranti delle conseguenze; ma questa volta faccio il tifo per quella parola che fa paura a tutti "Default" bancarotta, crac economico. Non mi importa di quello che succederà, non mi importa se i suicidi saranno centinaia o migliaia al giorno o se la disoccupazione arriva al 50% e diventiamo la fotocopia della Repubblica di Weimar o Lo Zimbabwe del Mediterraneo; pur sforzandomi non riesco a auspicare nulla di buono per questa zattera scalcagnata che galleggia a stento se non il peggiore degli scenari possibili, anzi il peggiore di quelli impossibili. Un incubo a occhi aperti. Una catastrofe biblica.
Questa volta non voglio salvataggi e salvatori della Patria, lasciateci affondare come il Titanic ripagheremo tutti i debiti svendendo l'unica cosa buona che possediamo ma che non riusciamo ad apprezzare e mantenere in condizioni decenti: la cultura dei borghi medievali, della storia romana, della Venezia del Cinquecento e del Settecento, un popolo talmente idiota che non sa cosa farsene di tante cianfrusaglie che hanno addosso secoli di vita vissuta, non riuscendo a capire neanche perchè stiano ancora in piedi o chi le abbia fondate.
Voglio vedere come andrà a finire questa volta e mi auguro che il finale sia a sorpresa senza lieto fine e principi azzurri ma degno di un capolavoro horror creato dai cervelli di milioni di votanti.

lunedì 11 febbraio 2013

Vai in Africa,Benedetto!

Il comunicato di Benedetto XVI ha fatto immediatamente il giro del mondo. Vecchio,stanco,senza energie mentali e fisiche,il pontefice tedesco eletto nella primavera del 2005 lascia il trono di Pietro.
L'annuncio è stato dato in lingua latina durante un Concistoro per innalzare agli altari i martiri di Otranto.
A parte i commenti sagaci e scherzosi sulla questione,la decisione,pare presa già da mesi mette in luce un retroscena passato in secondo piano.
Ancora in vita Papa Giovanni Paolo II,il cardinale Ratzinger aveva dichiarato già di voler abbandonare ogni incarico pubblico per ritirarsi "a vita privata" e proprio al suo predecessore che,gli aveva intimato: "Non abbandonare adesso,tu servi ancora alla causa della Chiesa di Roma" e con uno sforzo inumano l'ex aderente alla gioventù hitleriana proveniente dalla Baviera aveva tenuto duro.
Poi l'elezione e la scelta del nome di Benedetto. Apro una parentesi: per chi conosce le profezie sulla successione degli ultimi papi fatta dal monaco Malachia svariati secoli fa,che gli indica non col nome pontificale ma con un motto,alla penultima riga c'è scritto,riferendosi a questo papa: "De gloria Olivae" Benedetto XVI che ha assunto tale nome,non solo in riferimento al suo predecessore con l'ordinale precedente,ma anche in ossequio all'ordine benedettino,che per l'appunto sono chiamati anche monaci olivetani,chissà se la profezia di san Malachia aveva previsto una svolta del genere....
Ritornando ai giorni nostri,la decisione del Papa,in me suscita qualche sospetto. Gli scandali recenti che hanno e stanno travolgendo la Chiesa potrebbero aver indotto l'ex teologo a compiere un passo ponderato da tempo o forse gli scandali lo avrebbero già convinto diversi anni fa ad abbandonare se non fosse stato per la richiesta del suo predecessore a restare.
Una cosa è certa,alle 20:00 del 28 febbraio la sede apostolica sarà vacante ed è la prima volta dopo 800 anni da quando Celestino V alias Pietro da Morrone abbandonò il soglio pontificio,o meglio fu indotto ad abbandonarlo da quel mascalzone del suo successore (Bonifacio VIII) con un rudimentale ma efficace stratagemma della voce dell'Angelo.
Questa volta non ci sono voci trascendenti a convincere il Papa ad abbandonare ogni incarico,ma forse la sozzura che trasuda abbondantemente nei palazzi Vaticani e quella che viene da ogni parte del mondo che schiferebbero anche Barabba,figurarsi un pacato teologo bavarese.
Entro Pasqua si conoscerà il successore di Ratzinger e tornando alle profezie,secondo alcuni dovrebbe assumere un nome inquietante: Pietro II se la dicitura "Petrus Romanus" fosse corretta. E dovrebbe essere italiano,romano per la precisione.
La cosa più importante è non trovarsi tra i piedi un Innocenzo III un Gregorio VII oppure un Pio IX e se proprio il successore deciderà di chiamarsi Pietro II faccia qualcosa di buono per la prima volta in 2000 anni: Riporti radicalmente il cristianesimo cattolico a una dimensione più umana e modesta invece di mantenere un apparato millenario che sprizza lordume da ogni parte e ha ecatombe di scheletri negli armadi vaticani.

domenica 10 febbraio 2013

Verità scomode.

Oggi 10 febbraio 2013 si celebra la data del ricordo di tutti gli italiani istriani e dalmati infoibati dalle truppe jugoslave di Tito durante e poco dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Per decenni il dramma delle foibe,cavità carsiche dell'Istria in cui persero la vita centinaia di cittadini italiani,è stata taciuta,sotterrata,uno scheletro tenuto nell'armadio sottochiave la cui visione e la scoperta era proibita a chiunque in primis al partito Comunista Italiano.
Caduto il muro di Berlino e il comunismo in Russia con il conseguente (e sciagurato) scioglimento del PCI dopo alcuni anni di distanza,ecco apparire la data che in apparenza mette d'accordo tutti e in particolare allinea certa parte politica italiana a galla tra liberismo economico e nostalgie delle camicie nere.
Il sottoscritto ovviamente,si unisce al ricordo di quanti tra il 1944 e il 1946 persero la vita trucidati orribilmente dalle truppe titine che non esitarono anche a uccidere donne e bambini e partigiani italiani dello stesso colore politico per il solo fatto di essere italiani. La pulizia etnica,o meglio,questo è quello che sembra o si vuole far credere in realtà nasconde una verità che gli italiani non sanno,fingono di non sapere o che meglio ancora viene loro taciuta colpevolmente.
Tra il 1942 e il 1943 l'Italia fascista (e monarchica) alleata alla Germania nazista compì azioni militari nell' odierna Slovenia nel tentativo di "allargare" i territori italiani al di là dell'Adriatico. A capo della spedizione militare fu nominato un generale,Mario Roatta,fascista convinto e altrettanto convinto nell'usare ogni mezzo per stroncare la resistenza jugoslava.
Nel 1942 il generale italiano soprannominato "La Bestia nera" per le atrocità di cui si macchiò firmò ed emanò una circolare chiamata "3C" che era una vera e propria dichiarazione di guerra verso le popolazioni jugoslave che,erano sospettate di appoggiare e aiutare la resistenza locale.
Roatta ordinò ai suoi sottoposti e alle truppe italiane di sterminare,stuprare,incendiare,saccheggiare città e cittadini. Non contento del risultato il generale ordinò che fossero costruite appositi campi di concentramento italiani,in territorio sloveno per internare gli abitanti locali.
Interi villaggi furono rasi al suolo,uomini donne e bambini trucidati,altre donne violentate,bastonate e uccise a colpi di fucile o pistola,gli altri abitanti internati in questa campi di sterminio italiani e letteralmente lasciati morire di fame e di sete.
Roatta,dopo l'8 settembre 1943 fu destituito da ogni incarico e per evitare la cattura si rifugiò in Spagna protetto dal regime franchista,all'indomani della guerra fu sottoposto a processo ma non per i crimini commessi in Slovenia ma per la mancata difesa di Roma,condannato all'ergastolo in contumacia,grazia all'amnistia di Togliatti,i crimini di Roatta rimasero impuniti. La "Bestia nera" non scontò un giorno di prigione alla faccia dei 3000 morti ammazzati jugoslavi.
Il punto è questo: i morti sono tutti uguali anche se permangono le differenze tra chi,dopo l'8 settembre combatteva con la RSI e chi con i partigiani,e dunque,tornando alla questione,i morti sloveni ammazzati dalle truppe italiane tra il 1942 e il 1943 non sono affatto diversi e inferiori degli italiani infoibati (per vendetta) dalle truppe titine sul finire della guerra. E se Tito si sporcò le mani del sangue degli italiani residenti in Istria gettandoli nelle foibe,altrettanto l'Italia e il suo governo (monarchia sabauda compresa) si sporcò le mani internando e massacrando jugoslavi civili durante la guerra. Un Paese sconfitto e umiliato a settant'anni di distanza non può e non deve rimuovere quello che ha compiuto colpevolmente schierandosi dalla parte del torto volutamente e adesso commemora i morti ammazzati stracciandosi le vesti ricordandosi ciò che fa più comodo.
Se data del ricordo deve essere oggi si condannino  anche i crimini dell'Italia dell'epoca e non solo durante la guerra ma anche durante le conquista coloniali: dai pozzi di acqua avvelenati in Libia,ai gas mortali (proibiti) utilizzati in Etiopia,fino alle suddette stragi in Jugoslavia e al pugno di ferro e al sangue versato in Grecia con la strage di Domenikon.
Se apriamo la nostra memoria,e ci ricordassimo delle sozzerie compiuta dal nostro esercito in mezzo mondo fino al 1943 forse capiremmo la reazione delle truppe jugoslave che fecero piazza pulita degli italiani sconfitti e colpevoli.

giovedì 31 gennaio 2013

Chi serve all'Italia?

Tra pochi mesi scadrà il settennato presidenziale di Giorgio Napolitano. Primo presidente della Repubblica a provenire dal Partito Comunista,anche se dalle file dei "Miglioristi" (la destra del Partito) è stato scelto come XI capo dello stato repubblicano nel maggio del 2006 con i voti risicatissimi della maggioranza di centro sinistra.
Alcuni giudicano positivamente il mandato dell'attuale presidente,ma cerchiamo di mostrare alcune lacune,due adesso mi vengono in mente.
Una dello scorso novembre 2011 quando in piena tempesta finanziaria,invece di sciogliere le Camere e concedere la parola agli elettori,Napolitano chiamò alla presidenza del Consiglio Mario Monti che con la sua squadra di governo,l'Italia l'ha scaraventata nel baratro.
Un altra più recente ma non meno grave è stata non aver abolito almeno per il 2012 i festeggiamenti per la parata militare (!) del 2 giugno,Festa della Repubblica all'indomani del sisma che ha messo in ginocchio l'Emilia Romagna.
In quella occasione,l'ex Migliorista ha solo ridotto i costi della parata e le strombazzate,ma la parata si è tenuta ugualmente alla faccia degli sfollati emiliani.
Mi è venuta in mente un terzo "neo". Mentre gli italiani sono alle prese con la crisi economica,il Presidente si è aumentato lo stipendio del 5% facendo del Quirinale una Reggia mangia soldi,senza dare un esempio positivo e tagliare prebende inutili e costose.
Per il resto,oltre a decidere ben sul caso Englaro,tutto secondo la norma con i discorsi ufficiali misurati,molto spesso lanciati al richiamo anche energico e interventi per sollecitare la Camere e il governo all'azione,spesso rimasti lettera morta.
A maggio il settennato scadrà e si fanno i nomi del suo successore: Amato,Prodi,Letta senior,Bindi o addirittura la Bonino.
La verità è che servono due persone dal carisma ineguagliabile e che hanno due difetti essenziali: il primo è non essere italiani,l'altro essere morti da tempo,uno da oltre 200 anni.
Robespierre e Stalin sarebbero forse gli unici in grado di rivoltare questo Paese come un calzino,a loro pieni poteri decisionali,purchè l'Italia rinasca,si rigeneri,torni a nuova vita. Un duetto storico che avrebbe come uniche strade di governo la ghigliottina o le purghe politiche,unici metodi per eradicare gli sport nazionali di questo agglomerato di abitanti che galleggia sul Mediterraneo: corruzione,evasione fiscale,negligenza.
Perchè con le leggi blande non si cambia un Paese gli si fa il solletico,perchè legiferare in un Paese dove l'unica legge che vale è "fatta la legge,trovato l'inganno" è impossibile,eleggere marionette che perdono tempo,sprecano o rubano denaro è allucinante sotto ogni punto di vista.
L'Italia è un Paese che forse non può essere governato da se stesso e in maniera bonaria o ordinariamente,serve una sterzata serve un governo che protegga e tutela la clessa sociali più deboli andando a stanare i furbetti di ogni genere e grado,con ogni mezzo lecito o illecito utile. Varare il redditometro non servirà a cambiare la situazione economica,serve applicare la legge in maniera tassativa.
Agli evasori fiscali devono scattare le manette,la chiusura perenne del locale,la detenzione in regime di 41 bis,la confisca di ogni bene,il divieto di accesso al credito a vita e la perdita dei diritti civili comprresa la patria potestà e il divieto di adottare persino animali da compagnia. Per i clan mafiosi serve la forza: l'eliminazione coatta di tutti gli affiliati al clan,familiari,conoscenti e amici compresi non importa di che età,l'importante è elimninarli.
Poi c'è la finanza da trattare come un nemico pubblico numero uno,finanzieri e banchieri in perenne stato di accusa,file di ex manager in manette uno dietro l'altro,la confisca e la ridistribuzione dei beni confiscati come ai mafiosi.
E dunque non importa chi sarà il Prossimo presidente della Repubblica,in Italia si rinnoverà lo stesso copione di ipocrisia,falsità,raggiro e corruzione pubblica e privata a tutti i livelli.
Questo è un Paese che per essere trasformato ha bisogno del Comitato di Salute Pubblica e la costante minaccia di finire come i kulaki ucraini sotto il regime di Stalin,dove si dovrebbe aver terrore anche solo di tirare il fiato.