giovedì 8 gennaio 2015

Scherza con i fanti.....

Apro con l'inizio di un vecchio adagio il mio seguente post. Inutile stare a ripetere quanto di drammatico è accaduto a Parigi mercoledì 7 gennaio 2015, le parole non servono e, permettetemi di dirlo neanche la stucchevole, noiosissima campagna di ipocrita solidarietà scatenatasi dopo il fatto di sangue.
Le vesti di lutto, i capelli stracciati, le frasi ad effetto "Siamo tutti Charlie Hebdo" non servono a fermare gli assassini  e sono destinate a scomparire tra qualche giorno inghiottiti da altri avvenimenti, nazionali e internazionali. Il mondo corre veloce....
Provo a vedere le cose da un altro punto di vista, assai più critico. Innanzitutto se è vero come è vero (ma sarà vero?) che viviamo in una parte del mondo libera e democratica, esiste dunque la libertà di espressione e di stampa garantita dalle varie costituzioni nazionali e mai messe in discussione. Verissimo ma, e c'è un ma, esiste anche anche il sacrosanto diritto di non essere offesi a buon mercato e a ogni piè sospinto da caricaturisti e vignettisti che hanno merce su cui lavorare e personaggi cui prendere bonariamente in giro.
La fede religiosa vissuta più o meno intensamente, quindio non parlo del cieco integralismo, è un sentimento umano che trascende il raziocinio e molto spesso suscita emozioni che non sono forse, neanche spiegabili se non da chi le prova.
In questa parte del mondo libera e democratica, va bene tutto, va bene contestare e protestare su provvedimenti legislativi, discutere su temi di attualità o di coscienza, proporre iniziative, il dialogo tra idee politiche, economiche, sociali diverse, ma se c'è una cosa che va, e non andrebbe, evitata è insultare pesantemente la fede religiosa altrui, in quanto si viene palesemente meno al diritto di credere e professare la propria religione senza che qualcuno ci scriva frasi pesanti sopra.
Il diritto di stampa e di espressione non significa in alcun modo arrogarsi il diritto di offendere la religione altrui e non per una reale o immaginaria paura di atti terroristici, quanto più praticamente per puro buon senso e intelligenza. Un po' come dire "Libera Chiesa in libero Stato".
Con ciò, si guardi bene, non giustifico assolutamente la strage compiuta, anzi, chiedo che venga applicato il senso di giustizia anzichè la voglia di vendetta, l'integralismo e chi fomenta atti di terrorismo religioso va punito anche se sarebbe utilissimo ricordarsi che, il libero e democratico occidente ha i suoi bellissimi scheletri nell'armadio ( la strage dei Catari, le crociate, lo sterminio in nome del re e della chiesa dei nativi americani, la messa al bando dei gesuiti, lo sterminio di frati e suore durante le rivoluzioni francese e russa, i papi indegni e corrotti....)prima di gettarsi a capofitto in imprese in nome della democrazia e della libertà esportata.
Invece di urlare al lupo e dare immagini da avanspettacolo di isteria collettiva, usiamo l'intelligenza e un po' di senso critico nel capire e riflettere su ciò che ha provocato la reazione dei fanatici che, poteva essere la reazione più pacifica di chi in molte zone del mondo professa la fede islamica.
La prossima volta, invece di alzare le matite in mano e piangere sul sangue versato, prima di disegnare o scrivere qualcosa, ricordiamoci che esistono i sentimenti e che è utile sempre limitarsi a "Scherzare con i fanti e lasciar perdere i Santi" anche quelli islamici....

lunedì 29 dicembre 2014

"Uno spettro si aggira per l'Europa..."

Iniziava così il "Manifesto" scritto dal teorico del comunismo scientifico Karl Marx. E pare che il prossimo anno si apre proprio all'insegna non degli spettri ma di cambiamenti veri che arrivano dalla patria della democrazie e del pensiero filosofico. La Grecia.
Il paese ellenico andrà alle elezioni il prossimo 25 gennaio come previsto dalla costituzione greca in quanto, il parlamento non è riuscito a eleggere il Presidente della Repubblica e dunque, la Carta prevede che in questo caso le camere vengano sciolte e si vada a elezioni anticipate.
Neanche a dirlo si è scatenato il terrore anti-sinistra sui mercati europei che urlano inutilmente al lupo, infatti se il candidato della Sinistra Radicale (Siryza) Alexis Tsipras dovesse (come dicono i sondaggi) vincere le elezioni, la Troika potrebbe avere i suoi grattacapi. Il candidato della sinistra radicale infatti ha stilato un programma che mira all'aumento dei salari, al riotrno delle tredicesime e una completa revisione se non un alt perentorio al programma di macelleria sociale intrapreso dalla destra liberista di Samaras, che diligentemente vorrebbe proseguire eseguendo i ricatti della Troika che, in un mondoi più normale sarebbe sbattuta davanti al plotone d'esecuzione senza equo processo.
L'unico problema (non da poco) sarà creare una coalizione che sostenga il candidato di Siryza al governo e qui c'è da segnalare l'incomprensibile rifiuto del KKE (Partito Comunista Greco) a formare una forza di esecutivo social-comunista.
Sperando che sia la volta buona per  mandare al diavolo la Troika e i suoi ricatti e far capire ad altri membri dell'UE che forse è il caso di votare assai più a sinistra e far crollare una Unione Europea fondata sul mercato, la finanza deregolamentata, le privatizzazioni e altro marciume.
Nessun ricatto della Troika dovrà essere accettato da Tsipras, in caso di vittoria, anzi, se si tira la corda meglio uscire dall' Europa e arrivederci, nessun ricatto e soprattutto avanzare la proposta come per la Germania del 1952 di cancellazione del debito pubblico e permanenza senza condizioni nell'Euro alla faccia della Merkel e dei falchi liberisti.
Se si vuole uscire dalla tenaglia dell'austerity serve un terremoto, meglio se arriva dalla Grecia per poi diffondersi ovunque. Peccato che non ci sia più il pericolo del bolscevismo, ma non è mai troppo tardi. Oggi in Grecia, domani in Europa.

lunedì 22 dicembre 2014

Liberaci dal Male....

La scorsa Pasqua 2014 il predicatore della Casa Pontificia padre Raniero Cantalamessa in una sua omelia attaccava duramente il desiderio squallido di possedere e arraffare ricchezze terrene, non solo trascurando quelle spirituali, ma infuriandosi se un legislatore accenna a misure tributarie più eque.
Mettendo la parte la stima e l'apprezzamento per le parole di padre Cantalamessa, davvero tutto avrei potuto immaginare, tranne che, lo stesso ordine a cui appartiene fra' Raniero, abbia dichiarato bancarotta, affermando che, a causa di "investimenti sbagliati" adesso quella che pare sia una "associazione a delinquere" che predica bene ma razzola malissimo, debba far fronte a forti somme da pagare tanto da far intervenire il capo della stessa associazione, Padre Michael Perry nel chiedere un aiuto economico per evitare conseguenze peggiori.
Tutto il mondo è Paese, verrebbe da dire, commentando l'ultimo (in ordine di successione) scandalo che travolge una Chiesa ormai ridotta a brandelli mantenuta penosamente in piedi e barcollante da un Papa gesuita che parla contro ricchezze e atti immondi, ma poco fa per fare pulizia dentro il letamaio.
Altro che affermazioni, discorsi e prediche, per ripulire le stalle di Augia sormontate dal crocifisso sarebbe utile la forza di Ercole, in mancanza di eroi Olimpici, affidiamoci alla Divina Provvidenza.
Uno scandalo che farebbe pentire lo stesso fraticello di Assisi e far perdere la Via di Damasco a san Paolo; un papa che, al momento della sua elezione unisce due "primati" primo gesuita a divenire pontefice e primo Papa a usare il nome del santo umbro dopo che nessuno dei papi precedenti si era azzardato a tanto dopo la morte dello stesso.
E chissà che il papa non si ricordi di ciò che accadde alla sua congregazione di appartenenza oltre duecento anni or sono: la Compagnia del Gesù fu praticamente bandita da quasi tutti i regni europei che, volevano affidare l'istruzione (tenuta allora in mano proprio ai gesuiti), in mano secolare, guardandosi ovviamente dal renderla democratica e accessibile a tutti, per poi essere sciolta proprio da Clemente XIV con il breve "Dominus ac Redemptor" seppur a malincuore. Le ricchezze e i beni dei gesuiti furono incamerati (nazionalizzati) e il generale dell'ordine Lorenzo Ricci fu arrestato e improgionato nelle oscuri prigioni di Castel sant'Angelo su epressa richiesta delle corti di mezza Europa, fino a termine del processo a suo carico.
Chissà che a Bergoglio non passi in mente di far rivivere ai francescani una disavventura simile con tanto di soppressione dell'ordine, riduzione allo stato laicale degli appartenenti, nazionalizzazione dei loro beni (alla faccia del voto di povertà!) e arresto di tutti i capoccia dell'ordine magari nelle carcveri italiane sovraffollate, in sostituzione di chi, a breve, col decreto "svuota carceri" dovrà uscire, e con l'obbligo del 41bis come i capimafia.
Sarebbe, quello si un gesto davvero forte, magari una apripista per future e debite epurazioni all'interno della Chiesa di chi indossa abiti sacri per azioni profane a cominciare da eminenza Bertone.
A proposito dell'ex camerlengo ottantenne, leggendo una vecchia profezia fatta di Malachia in cui essa affermava, dopo le sue visioni sull'ultimo Papa, che sarà, per così dire martirizzato, ho fatto alcune indagini.
La profezia citata sopra recita:
"Durante l'ultima grande persecuzione dei Cristiani siederà sul trono Pietro il Romano, che pascerà il suo gregge tra mille tribolazioni....."
il cardinal Bertone (ricchissimo e assai potente) potrebbe essere il Pietro il Romano di cui parla Malachia, infatti Bertone ha come seconto nome "Pietro" ed è nato a Romano Canavese in provincia di Torino....
considerazioni personali sui cardinali a parte, torniamo allo scandalo dei francescani che sarebbe meglio sopprimere per il semplice fatto di aver tradito e insozzato il loro abito e il valore e i principi che essi sono chiamati a diffondere insieme al Vangelo. Invece hanno diffuso e gettato denaro ai porci.
Sarebbe ora di farla finita con questa farsa e che il governo, alla caccia di denaro per aggiustare i conti di questa fogna sul mediterraneo, potrebbe non solo incamerare i beni dell'ordine a delinquere, ma anche abolire le feste paracattoliche come Natale, santo Stefano, Epifania, Pasqua, Lunedì dell'Angelo e Ferragosto lasciando ai fedeli (fedeli nel rubare?) la facoltà di festeggiare o meno le ricorrenze che non ricorrono e piantarla con parole al vento di facile sentimentalismo.

lunedì 10 novembre 2014

Laicismo. Se non ora quando?

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto capire che il suo secondo mandato presidenziale (è l'unico Presidente ad essere stato rieletto dalla nascita della Repubblica) potrebbe finire addirittura tra poche settimane.
La sola indiscrezione ha scatenato una corsa virtuale ai candidati e candidabili per ricoprire la carica suprema; sul tavolo del presidente Renzi ci sono tre dossier di nomi che potrebbero sostituire il novantenne Giorgio al Colle, suddivisi per categoria: donne, ex premier e outsider.
All'interno della prima categoria troviamo Marta Cartabia giudice della Corte Costituzionale vicina alle posizioni di Comunione e Liberazione che alcuni anni fa, confermando le sue posizioni cielline ha dichiarato che il matrimonio omosessuale non è riconosciuto e che la Costituzione protegge e tutela la famiglia per così dire tradizionale.
Adesso va bene che, forse sarebbe il momento di pensare a una donna al Colle, ma è altrettanto vero che la Cartabia, non sarebbe un nome spendibile in quanto, oltre alla possibilità di una donna, sarebbe il caso, anzi, è il caso di svoltare in senso laico la Presidenza della Repubblica e dunque il nome della Cartabia sarebbe, in tal caso da scartare, non per mancanza di capacità ma per mancanza del requisito laico in questione.
Tra gli ex premier troviamo un eccellente "trombato" Romano Prodi fondatore e presidente del mai bestemmiato abbastanza Partito Democratico, fatto fuori proprio dal suo figliastro deforme alle "presidenziali" del 2013 con 101 senatori che votarono contro la sua candidatura e bruciandolo come avevano fatto con Marini.
Siccome, in Vaticano la scure progressista si è abbattuta sui cardinali conservatori contrari ad aperture agli omosessuali e ai divorziati, al Quirinale un presidente laico e imparziale potrebbe, con un messaggio porre perlomeno la questione decennale dei patti Lateranensi entrati per il tradimento di Togliatti, all'interno della Costituzione. Una assurdità inaccettabile, in quanto la Costituzione è un insieme di leggi fondamentali non articoli di trattati firmati e ratificati tra due Paesi.
candidabili alla poltrona presidenziale, potrebbero essere: Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, entrambi eccellenti e affermati giuristi, o in alternativa un liberale come Marcello Pera che durante il Governo Berlusconi tra il 2001 e il 2006 ebbe qualcosa da ridire sul reietto di Arcore, inoltre, unico liberale non berlusconista e non contaminato da indagini, processi e condanne pregresse.
vedremo come andrà a finire questa faccenda, con la speranza che finalmente raffiche di vento laicista spazzino la politica e sbattino sul tavolo il superamento dei Patti lateranensi in nome del vecchio motto "Libera Chiesa in libero Stato" magari liberandoci anche della Chiesa corrotta e infangata che predica male e razzola peggio.

domenica 2 novembre 2014

Senza se e senza ma.

nelle prossime settimane spero che accada ciò che doveva accadere molto tempo fa. La scissione definitiva della minoranza del PD contraria a Renzi e al suo programma apertamente neoliberista.
Se ciò dovesse succedere davvero sarebbe la giusta occasione non per creare l'ennesimo partitino di Sinistra di cui nessuno sente la necessità, quanto quello di creare piuttosto una federazione della Sinistra che metta insieme, rispettando le reciproche differenze, tutto ciò che è a sinistra di Renzi, da Sel a Rinfondazione ai Comunisti Italiani, al Movimento arancione, ai vari movimento socialisti di Salvi e a tutti coloro che fin dal 2007 non hanno accettato l'idea della nascita dell'aborticchio PD.
E' evidente che l'esperimento di mettere insieme gli ex democristiani con gli ex PCI è fallita miseramente ed era un fallimento stesso, l'operazione in se per se. far convivere Aldo Moro con Berlinguer ha portato alla nascita di Renzi e del suo governo composto da hooligans o da cagnolini docili che, al tavolo con i sindacati fanno scena muta.
Non sto qui a ripetere come il premier sia arrivato a diventare il Presidente del Consiglio e di come abbia spostato i voti del PD verso l'elettorato deluso dal centrodestra attuandone autoritariamente le politiche.
Il resto è storia recente, la Leopolda, col delirio del paragone tra l'iphone e il telefono a gettoni che sa di esempio puerile come se, in quell'epoca gli italiani non riuscissero a vivere decentemente (anzi!) e la conferma definitiva che, il mondo del lavoro sarà definitivamente portato quasi al XIX secolo senza che si apra o si discuta con la CGIL o si cambi di un millimentreo l'impostazione legislativa. Creare la nuova Sinistra può e deve diventare l'occasione da non perdere per dare un solido punto di riferimento a una determinata classe sociale, contrariamente a coloro che, ingenuamente credono che, i partiti di massa non servano più e sono modelli preistorici come il telefono a gettoni.
Un errore, le differenze sono tali e cose agli antipodi non possono stare insieme in quanto diverso è il modo di vedere il mondo, non che sia la Sinistra contraria all'uso degli i-phone o dei tablet, ma quella Sinistra deve portare sul tavolo con forza lo sfruttamento che esiste nel fabbricare quegli oggetti, perchè se esiste uno Steve Jobs che crea giocattoli tecnologici abbastanza costosi, esistono persone che in altra parte del mondo costruiscono manualmente gli stessi giocattoli che finiranno sul mercato e che frutteranno all'azienda in questione, profitti miliardari contro spiccioli a stento dati agli operai spesso tenuti in condizione di semi schiavitù.
Il mondo non è affatto cambiato, lo sfruttamento, l'imbarbarimento, la sopraffazione, si sono solo spostate in altre parti del mondo assai più miserevoli, lontane dalle nostre case e dai nostri schermi al plasma, in Italia va in onda solo l'applicazione delle direttive neoliberiste europee a cui i governi da Monti a Renzi si sono piegati a bocca chiusa.
Auspico davvero la nascita di una federazione politica di Sinistra Alternativa che abbia come obiettivo la distruzione del precariato e la denuncia forte e vigorosa dello smantellamento di diritti acquisiti dai lavoratori in decenni di lotte e che urli forte in Italia e in Europa un basta alle politiche economiche di austerity e liberiste. Senza se e senza ma, come si diceva alcuni anni or sono.

lunedì 6 ottobre 2014

La cicala e la formica.

"Durante tutta la primavera e l'estate la formica usciva dal formicaio per cercare provviste utili per il prossimo inverno. Nel frattempo la cicala oziosamente faceva passare la buona stagione senza preoccuparsi di seguire l'esempio della laboriosa formica e anzi, ridendo della bizzarra abitudine della formica, con le altre cicale.
Presto però passò l'autunno e arrivò l'inverno con la neve che copri i rami spogli e la terra gelida; la cicala intirizzita con affanno prese a bussare alla porta del formicaio in preda ai morsi della fame.
La cicala chiese un pò di provviste alla formica per superare l'inverno. La formica aggrottando la fronte chiese: "Le mie provviste sono il frutto del durissimo lavoro estivo, tu piuttosto, che cosa hai fatto in estate da restare senza cibo per questo inverno?"
La cicala rispose "Ho cantato per tutta l'estate!" La formica di rimando: "Come questa estate hai cantato, adesso questo inverno balla!" e sbattè la porta.


Questa è la favola di Esopo della cicala sprecona e oziosa e della laboriosa formica. La favola, come avrete capito ha una precisa morale e ho aperto il post seguente per rispondere a Matteo Renzi che, ha fatto un'altra gaffe.
Invitato nei giorni scorsi al cinquantesimo compleanno dei "Focolari" di Loppiano, il presidente del Consiglio ha affermato che in Italia, nonostante la crisi si tende a risparmiare in virtù del pessimismo cronico nel futuro.
Renzi, come al solito ha perso una buona occasione per star zitto.
Innanzitutto, il risparmio è una virtù insita in tutti gli Italiani che a metter da parte qualcosa, con i tempi che corrono non possono più permetterselo. Una virtù demolita volutamente dapprima con un aumento terrificante di tasse, imposte e balzelli tanto per non dire che, in realtà l'italia è un Paese economicamente in bancarotta. Poi con il mantra patetico dello spendere per mettere in moto l'economia .
Davvero non se ne può più con questi Consigli per gli acquisti e la litania dello "spendere e spandere" che non solo personalmente, ma generalmente sono da rispedire al mittente e da condannare in toto.
Non è tirando fuori la grana (che non c'è) per acquistare I pod, tablet o i Phone 6, o maxi schermi ultrapiatti che si esce dalla crisi economica e dalla recessione. Non è tagliando stipendi, salari e pensioni tassandoli all'infinito che la recessione sparirà per magia, non è seguendo o meglio, inseguendo l'austerità economico-politica che ci renderà più fiduciosi nel futuro che ci è stato rubato anche da Renzi e i suoi scagnozzi. Piuttosto aumentando i salari e le pensioni minime davvero e non con turpi manovre che prevedono di inserire il TFR in busta paga per poi aumentare ancora la pressione fiscale, magari pretendendo la fiducia in parlamento.
Si esce dalla crisi stravolgendo la deleteria mentalità dello spendere a vuoto per futilità che ci viene stomachevolmente ripetuta da anni, puntando non sul risparmio come mera conservazione ottusa ma in previsione di investimenti futuri per mettere in carreggiata i lavori davvero utili che otterrebbero commissioni: falegnameria, carpenteria, muratori, imbianchini, vetrai, piastrellisti, ceramisti etc questi elencati avrebbero commissioni future per quelle famiglie che, avendo risparmiato, vogliono investire sulla casa ammodernandola e ristrutturandola, perchè la casa non bisogna solo acquistarla, ma è un investimento futuro, in quanto ristrutturandola e ammodernandola sarebbe più appetibile sul mercato immobiliare.
In Italia c'è bisogno di lavori seri, come quelli elencati, e come la sartoria in generale, e non di lavori inventati per sbarcare il lunario da giovani depressi con la laurea in tasca.
Il futuro, per essere più sereno e per ottenere la fiducia degli italiani ha bisogno della accoppiata magica: risparmio e investimento utile futuro non di gentaglia da tv spazzatura che incita a spendere con debito cose inutili di cui possiamo benissimo fare a meno. Gli italiani hanno bisogno di buste paghe più pesanti, tasse più leggere, un lavoro stabile e sicuro, certezza del risparmio anche per le generazioni future.
Evidentemente Renzi ha fatto fin'ora la formica lavorando sottobanco per prendersi la segreteria del PD e fare le scarpe allo sbiadito Letta JR, e speriamo che faccia anche la fine della cicala, magari restando a terra dopo che qualcuno gli tolga la fiducia del futuro suo e della sua accozzaglia di saltimbanchi che abbondano nel suo governo e si tolgano finalmente dalle scatole (vuote).

venerdì 5 settembre 2014

"Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo Paese...."

Non potevo aprire il titolo di questo post in maniera più esplicita. A maggior ragione dopo l'ennesimo fatto tragico accaduto a Napoli in cui un ragazzo di 17 anni è morto "accidentalmente" colpito da un proiettile sparato dalla pistola di un carabiniere. Quest'ultimo insieme a due colleghi si è messo all'inseguimento del giovane in sella a un motoscooter insieme ad altri due ragazzi, con precedenti penali, in quanto aveva superato un posto di blocco senza rispettare l'alt.
Facile immaginare la reazione all'accaduto: gente furibonda in strada che urlava e assaltava auto della polizia, la mamma del giovane che invocava vendetta i parenti devastati dal dolore.
L'episodio si commenta da se, se è stato un errore o un eccesso di reazione da parte del carabiniere lo stabilirà la magistratura nel corso dei decenni (visto l'iter è normale che debba utilizzare un lasso di tempo così lungo...), in quanto alla reazione scomposta non c'è altro da dire.
Napoli è una delle tante città italiane, appartenente a un Paese che ha abbandonato ogni simulacro di rispetto civico e senso del rispetto proprio e altrui, sarebbe facile fare del luogo comune spiccio, reazioni anche peggiori si osservano quotidianamente in tutti i comuni per un parcheggio occupato da un altro, o da un voto scolastico irriguardoso sul proprio figlio o figlia.
Ha davvero ragione il detto che recita "si raccoglie ciò che si semina" e per decenni, dopo aver scuoiato felicemente ogni vincolo che ci incanalava al rispetto del prossimo, a un senso civico, al rispetto per l'autorità costituita (ovviamente democratica), dopo anni trascorsi nell'intraprendere la strada dell'individualismo sfrenato, le conseguenze non possono che essere queste.
Da un lato un corpo di polizia disintegrato da tagli economici, sottoposto a contumelie, processi televisivi se si sparava in aria con agenti ridotti al senso di frustrazione, dall'altro cittadini privati di qualsiasi dignità, che convinti di votare per il giusto hanno ricevuto l'ingiusto e anche allegramente, cittadini che, diciamolo pure, hanno voluto fare a meno di punti fermi quali il senso civico, il rispetto delle leggi etc.
Ma non basta, un territorio lasciato a se stesso in balia delle guerre e delle organizzazioni camorristiche che fanno il bello e il cattivo tempo e si sono sostituite allo stato assenteista tanto da far dire: "la camorra ci protegge, lo stato ci uccide". In un Paese che sprofonda nella recessione economica, che perde posti di lavoro, che si incanaglisce, che corre dietro alla novità politica senza fondamenta per poi esserne schiacciata, non si può aspettare altro che tragedie simili, una tragedia familiare in una tragedia nazionale che non conosce fondo, un precipizio in parte voluto dai cittadini  nel corso degli anni e nel corso delle elezioni politiche, un Paese assolutamente incapace di scrollarsi lo sterco venutogli addosso e sbadierare la volontà di riscatto. Anche per colpa di una politica fedele specchio della società e viceversa, l'elite acculturata, informata, che si coltiva, è messa all'angolo, alle corde e non fa che assistere inerte bisbigliando qualche commento superfluo.
Non ho più nemmeno la forza di vomitare insulti generali a chicchessia, chiudo come ho aperto questo post:
"Davvero mi fa schifo tutto quello che vedo in questo paese, che Paese si potrebbe chiamarlo un vero porcile! Questo insomma è un Paese che bisognerebbe distruggere o almeno spopolare e mandarlo in Africa a farsi civile!" Le parole di Bixio per definire il sud, valgono benissimo per disegnare perfettamente la situazione di una intera nazione incanaglita a livelli paurosi. Al prossimo rigurgito....